RAVENNA - "Il giro di vite" di Britten al Teatro Alighieri

RAVENNA - "Il giro di vite" di Britten al Teatro Alighieri

RAVENNA - Dopo i successi raccolti dal “Trittico” di Puccini il teatro d’opera del Novecento continua ad essere protagonista della Stagione lirica del Teatro Alighieri di Ravenna. Venerdì 8 (20,30) e domenica 10 febbraio (15,30) andrà in scena "The turn of the screw" uno dei massimi capolavori di Benjamin Britten, il più grande compositore inglese del Novecento: “Il giro di vite”, opera in due atti rappresentata per la prima volta alla Fenice di Venezia nel 1954, tratta dal librettista Piper da un racconto di Henry James (1898).

La torbida e misteriosa vicenda di fantasmi tratta dal celebre racconto di Henry James sarà messa in scena in lingua originale con sopratitoli in italiano.
Proprio a sottolineare gli intensi contenuti drammaturgici della pièce, la regia è stata affidata ad uno dei più importanti attori-registi del teatro italiano, Elio De Capitani, che ha chiamato a collaborare con lui, per la realizzazione delle scene e dei costumi, un altro importante attore-regista, Ferdinando Bruni.


Si rinnova così, nell'ambito del melodramma, un sodalizio artistico che ha consegnato in questi anni tanti capolavori al teatro di parola. La direzione di The Turn of the Screw è stata affidata ad una bacchetta di grande sensibilità e particolarmente preparata sul repertorio di Britten e del Novecento in generale, quella di Jonathan Webb.

L’azione è articolata in 16 scene ciascuna introdotta da una variazione orchestrale di un unico tema, evocando l’avvitamento, una penetrazione nel profondo come il giro di una vite, in un racconto sempre più colmo di orrore. L’antefatto è esposto dal narratore accompagnato al pianoforte: nella campagna inglese di metà Ottocento, una istitutrice riceve dal tutore l’incarico di accudiredue piccoli orfani, Flora e Miles (voci bianche) ed è accolta dalla governante.


In giardino si avverte la presenza inquietante degli spettri di una vecchia istitutrice e del suo servo che anche da morti esercitano ancora un maligno influsso di corruttori di bimbi. I fanciulli, nel crescendo della tensione musicale, cadono nella rete malefica alla quale eroicamente la sola istitutrice riesce a opporsi. Nel finale Flora riesce a fuggire aiutata dalla governante, mentre l’istitutrice lotta disperatamente con lo spettro che si è introdotto nel corpo di Miles, fino a che quest’ultimo riesce ad espellerlo gridando il nome del suo persecutore, Peter Quint: ma lo sforzo è troppo grande e il ragazzo muore.

In scena una compagnia di importanti interpreti: nel ruolo dell'Istitutrice Angeles Blancas Gulin, nei due ruoli tenorili – quello del Prologo e quello di Peter Quint – Blagoj Nacoski, Gabriella Sborgi nei panni di Grose e Luisa Castellani in quello di Jessel.

Un discorso a parte meritano gli artisti
cui saranno affidate le parti dei bambini, dei due fratelli terribili: per quella maschile, Miles, è stata scelta la voce controtenorile di Antonio Giovannini, mentre in quella femminile, Flora, si alterneranno due giovanissimi soprani, Lucrezia Drei e Beatrice Palumbo, che fanno parte del Coro di voci bianche della Scala e che sono state preparate a sostenere questo ruolo dal maestro Alfonso Caiani. La scelta del controtenore per il ruolo di Miles è piuttosto inconsueta: pur trattandosi di un artista giovanissimo, infatti, è pur sempre un adulto, ma sia le scelte musicali che quelle registiche rendono questa soluzione ancor più carica di mistero.

Nato a Lowestoft, nel Suffolk, il 22 novembre 1913, giorno di Santa Cecilia, patrona dei musicisti, Benjamin Britten si rivelò un talento musicale precocissimo. Enfant prodige al pianoforte approfondisce la composizione e si lega ben presto al tenore Peter Pears che sarà l'interprete di riferimento per gran parte delle sue composizioni vocali.


A cominciare da Peter Grimes è al teatro musicale che il musicista dovrà i suoi maggiori successi e la notorietà internazionale. È il caso anche di The Turn of the Screw, opera commissionata dalla Biennale di Venezia che ebbe una trionfale accoglienza. Numerosi sono stati gli altri titoli operistici di Britten che spazia dal teatro shakesperiano con Midusmmer's Night Dream ai romanzi di Melville con Billy Budd fino all'ultima opera Death in Venice tratta dalla celebre novella di Thomas Mann. Britten si spegnerà il 4 dicembre 1976 pochi mesi dopo essere stato nominato Life Peer, per i suoi meriti artistici, dalla regina Elisabetta II. Era la prima volta nella storia inglese che il titolo di Lord toccava ad un musicista.

Il nuovo allestimento è frutto di una coproduzion
e, che coinvolge gli altri Teatri del Circuito Lirico Lombardo (Grande di Brescia, Sociale di Como, Fraschini di Pavia) e il Teatro Dante Alighieri di Ravenna. Da ultimo, val la pena ricordare che per il titolo di Britten si tratta del debutto assoluto al Teatro Alighieri.

Martedì 5 febbraio alla Sala Corelli del Teatro Alighieri, nell’ambito del ciclo di presentazioni organizzato in collaborazione con la Società Dante Alighieri, il critico musicale Francesco Lora presenterà l’opera.

Info e prenotazioni: biglietteria del Teatro Alighieri tel. 0544 249244, tickets@teatroalighieri.org


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