Ravenna, il Pd ribadisce il no alle centrale nucleari

Ravenna, il Pd ribadisce il no alle centrale nucleari

RAVENNA - "Il Partito Democratico di Ravenna ha deciso di lasciar passare qualche giorno, dopo il maremoto del Giappone, prima di uscire con un comunicato ufficiale sul nucleare. Esistono momenti in cui raccogliere informazioni, lasciar sedimentare idee e considerazioni, ragionare e studiare senza far prendere il sopravvento alla rabbia, alla frustrazione e al dolore", è la valutazione di Veronica Balbi (Pd).

 

Nei mesi scorsi, tra novembre 2010 e gennaio 2011, il PD s'è impegnato per presentare e far votare, in ogni comune della Provincia, un ordine del giorno in cui si esprimeva il dissenso motivato nel merito, per le scelte nucleariste del Governo. Si affermava l'indisponibilità dei singoli territori ad ospitare impianti atomici e, contemporaneamente, si stigmatizzavano "i metodi opachi con cui una scelta tanto sbagliata fosse stata maturata", continua Balbi. Infine si proponeva una decisa accelerazione di sviluppo e ricerca in campo di energie rinnovabili e risparmio energetico. "Questo è stato fatto in un silenzio assordante" è la sua dura critica.

 

In questi giorni, a partire dall'inizio di marzo, il PD della Provincia di Ravenna ha cominciato a presentare nei vari comuni e con analoga strategia, ordini del giorno in difesa delle energie rinnovabili "mortalmente e ottusamente attaccate dal recente decreto legislativo del ministro Romani. Lo abbiamo fatto dopo aver incontrato le organizzazione sociali coinvolte in questo settore economico e raccogliendo e soppesando i loro allarmi", rileva Balbi.

 

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Che conclude: "Non c'è componente emotiva nelle motivazioni con cui il PD dice no al ritorno al nucleare del Governo Bossi-Berlusconi. Nel nostro territorio i passi compiuti in tempi non sospetti e sopra riportati, lo dimostrano. Il PD ha fatto del no al nucleare uno dei perni del proprio congresso nazionale sin dal 2009. Il PD ha motivato dal lato economico, tecnico, scientifico e sociale la propria posizione. Tutte queste motivazioni non possono che sommarsi a quelle dello stesso tenore espresse localmente, quando dobbiamo constatare che alcune zone della Provincia di Ravenna sono state individuate come luogo atte ad ospitare un impianto nucleare".

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