Ravenna, il porto sogna il corridoio Adriatico-Baltico

Ravenna, il porto sogna il corridoio Adriatico-Baltico

Ravenna, il porto sogna il corridoio Adriatico-Baltico

RAVENNA - "Il porto di Ravenna dovrebbe essere un modello per tutti gli altri porti italiani, per la

differenziazione delle merci, dei servizi, per gli investimenti sul mercato crocieristico, per l'apertura verso gli altri scali". Lo afferma l'europarlamentare Pd e membro della commissione Trasporti a Bruxelles, Debora Serracchiani, a Ravenna per un convegno organizzato dalla Cna provinciale sul "territorio emiliano-romagnolo come naturale connessione tra la struttura terrestre e marittima dei grandi corridoi transeuropei".

 

Quello della citta' bizantina "e' un porto che si puo' apprezzare solo girandolo in barca- fa sapere raccontando della sua con il presidente dell'Autorita' portuale, Giuseppe Parrello- e gia' questo fa capire le sue potenzialita'". Poi Serracchiani torna subito a guardare piu' lontano, e approfitta della presenza dell'assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri, per lanciare un appello  all'amministrazione di viale Aldo Moro: "Bisogna creare una piattaforma dell'Alto Adriatico per rendere finalmente competitivi questi porti, da Ravenna a Monfalcone, Trieste e Venezia". E tornando a parlare di Europa, Serracchiani riferisce di un dibattito che va avanti nelle aule di Bruxelles, ma che interessa molto l'Emilia-Romagna, e in particolare Ravenna. Per la citta' dei mosaici, infatti, dovrebbe passare il cosiddetto corridoio Adriatico-Baltico, cioe' quel collegamento transeuropeo che dovrebbe potenziare i trasporti e il commercio da Danzica fino a Bologna, passando per la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l'Austria, il Brennero, quindi Trieste, Udine, Venezia e, appunto, Ravenna

 

L'impegno risale al 2006, ma nel frattempo l'intromissione della Slovenia ha cambiato le cose: "C'e' il rischio concreto che il tratto Bologna-Ravenna sia cancellato. La Slovenia ha presentato una mappa che modifica il tracciato eliminando questo tratto, e inserendo una deviazione nel suo territorio", spiega. Tuttavia, per adesso il pericolo sarebbe stato scongiurato "grazie ad un emendamento che abbiamo presentato e che e' stato approvato, in cui si stabilisce che ci sara' una diramazione verso la Slovenia, pur restando il tratto italiano".

 

Ora, pero', "ammesso che restino entrambe le diramazioni, bisognera' capire se possono essere finanziate e realizzate tutte e due. Non possiamo permetteci il rischio di essere marginalizzati", osserva l'europarlamentare. Ora, afferma, "i presidenti delle tre Regioni interessate, cioe' Emilia- Romagna (dove Vasco Errani ha gia' mostrato la sua disponibilita'), il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, devono confrontarsi e lavorare per non perdere questo tratto".

 

 E Peri coglie la palla al balzo: "C'e' il rischio di presentarci divisi alla meta, e non possiamo permettercelo. Siamo gia' un mercato interessante per il Baltico, ed per noi e' uno sbocco fondamentale per l'internazionalizzazione delle nostre imprese", afferma l'assessore. Per questo, anticipa, "chiediamo un tavolo presso il ministero per interloquire con i colleghi europei. Basta alla competizione fra piccoli orti". (Dire)

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -