Ravenna: il presidente di Micoperi Silvio Bartolotti ad un convegno a Lerici

Ravenna: il presidente di Micoperi Silvio Bartolotti ad un convegno a Lerici

RAVENNA - Il Presidente Micoperi, Silvio Bartolotti, è stato chiamato nei giorni scorsi a Lerici (La Spezia), dove si è svolta la tre giorni ‘Lerici legge il mare', organizzata dalla locale ‘Società di mutuo soccorso', dal Comune di Lerici, e sostenuta dalla casa editrice Mursia e dal quotidiano ‘Il Secolo XIX'. Il programma prevedeva incontri con autori e con navigatori solitari, autori di libri, ricca ‘Biblioteca del mare', convegno su Andrea Doria principe corsaro,  conferenze su astronomia marinara, poi regate, giochi, allestimenti e animazioni su tradizioni del mare, attorno al tema dedicato quest'anno a ‘PIRATI, CORSARI E LUPI DI MARE'.

Bartolotti era stato invitato al Castello di S.Giorgio per tenere una relazione al convegno su ‘I nuovi pirati', cuore della manifestazione, assieme ai rappresentanti delle massime Istituzioni che si occupano del problema della pirateria. Moderatore era Gianluca de Feo, giornalista de L'Espresso.

 

Da parte dei relatori sono pervenuti contributi di altissima autorevolezza e contenuto, tanto da trarre il bilancio del convegno come efficace momento di approfondimento del fenomeno, che ne emerge come di portata potenzialmente gravissima, foriera di degenerazioni dei rapporti con gli Stati, danni umani ed economici paragonabili a una guerra, e di cui non si intravede una soluzione semplice né immediata.

Il lungo racconto di Bartolotti sulla vicenda  del Buccaneer, rimorchiatore sequestrato per quattro mesi con 16 marinai a bordo, ha tenuto col fiato sospeso un pubblico attentissimo ed emozionato, evidentemente motivato da una sensibilità di gente di mare molto percepibile in quei territori ad antica  e fortissima tradizione marinara. L'applauso al suo discorso è stato lunghissimo; al termine  Bartolotti  è stato ancora trattenuto dalle strette di mano, manifestazioni di solidarietà e attestazioni di stima di molti presenti. La stampa locale dell'indomani definisce la testimonianza di Bartolotti ‘unica'.

"La mia reazione, quando mi è arrivata la notizia, e varie volte durante i successivi 4 mesi, è stata di cercare un aereo e precipitarmi in Somalia- ha raccontato-  Ero pronto a tutto, anche a paracadutarmi. Poi abbiamo cercato a 360 gradi qualunque canale per un contatto con i pirati: ci sono stati studi legali londinesi che si sono offerti di mediare, ma ho dovuto abbandonare quei canali, rendendomi  conto che era peggio che aver a che fare con i pirati".


Bartolotti non ha nascosto di avere perso più  volte fiducia, e di essersi vista affacciare la disperazione: "Sono stato tentato di chiedere alla Marina di intervenire,  farla finita con questi banditi spietati. Naturalmente, non mi avrebbero ascoltato. Loro -i pirati- sono astuti e pieni di odio, mediaticamente abili, e spesso sono riusciti a dividere l'equipaggio, creando tensioni tra i  marinai prigionieri. Alla fine, però, l'azione diplomatica e l'entrata in campo del Governo somalo, premuto dal nostro, sono state vincenti. Sono grato al Governo e all'unità di crisi della Farnesina, e ancora di più  a coloro che nessuno ringrazia, la Marina e le nostre Forze armate, che hanno vigilato incessantemente, sempre a vista del Buccaneer. Non è stato pagato nessun riscatto, anche se ci sono aspetti di intellegence di cui non si potrà parlare mai".

 

Il contrammiraglio Fabio Caffio ha illustrato le modalità e organizzazione delle operazioni condotte dalla Marina militare. Massimo Marotti, ministro plenipotenziario della Farnesina per la sicurezza internazionale, ha incentrato il suo intervento sulla necessità di creare un largo consenso all'attività antipirateria, e contrastare un pregiudizio  di sapore ideologico per cui  la pirateria verrebbe  legittimata come  forma di resistenza a un neocolonialismo. Marotti si collega per l'Italia con il Consiglio di sicurezza: 45 Paesi e 7 organizzazioni internazionali. L'Italia non vuole sparare: ma anche arrestare un pirata pone seri problemi giuridici. ‘Una soluzione empirica si trovata accordandoci come Europa con il Kenya, per tenere in stato di detenzione lì, per ora, i pirati arrestati. Ma c'è un rischio gravissimo: generare il sospetto di un nuovo colonialismo. L'Egitto si è assunto il compito di spiegare ai paesi africani perché le nostre navi sono sulle loro coste. La chiamano public diplomacy. Il diritto internazionale di difenderci da un attacco, lo abbiamo. Bisogna capire con chi sta l'opinione pubblica: se col pirata che dice di rubare ai ricchi per dare ai poveri, o con chi difende le proprie navi e i suoi equipaggi, e- nel caso dei marinai-  la propria  vita.


Stefano Stefanini, ambasciatore italiano presso la Nato, ha insistito sulla radice ‘a terra' del problema: la questione dei ‘non- Stati' come la Somalia, dove la comunità internazionale deve mobilitarsi per impedire che diventino enormi basi criminali /terroristiche.


Lorenzo Forcieri, Presidente dell'Autorità portuale di La spezia (ex Sottosegretario alla Difesa), si è soffermato sul ‘caso Somalia', e più in generale sull'assenza/necessità di politiche italiane ed europee per lo sviluppo dell'Africa e l'affidabilità delle sue istituzioni.


Raffaele Cazzola Hoffman, che ha scritto il saggio ‘I nuovi pirati' edito da Mursia (presente la Presidente della casa editrice, Fiorenza Mursia), ha analizzato la mappatura delle aree più a rischio di estensione del fenomeno,  le future ‘aree calde' di imminente crisi, come Haiti e la costa brasiliana.


Vincenzo Salvatore Vitale, della Capitaneria di Porto di La Spezia, ha presentato i nuovi protocolli di sicurezza per le navi mercantili: misure preventive  che, una volta adottate, equivarranno a quelle degli aerei di linea del dopo 11 settembre. Saranno efficaci?


La conclusione a Silvio Bartolotti: "Tutti contrari alla presenza di uomini armati sugli scafi civili, naturalmente, ma senza illusioni:  con la crescita della povertà da malgoverno nel continente africano, anche la criminalità si innalzerà: gli assalti dei pirati aumenteranno".

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