RAVENNA - Il presidente Giangrandi ricorda Jules Minguzzi

RAVENNA - Il presidente Giangrandi ricorda Jules Minguzzi

RAVENNA - “Permettetemi di aprire questa seduta del consiglio con un ricordo di Jules Minguzzi, che ci ha lasciati da poco, dopo avere vissuto una vita esemplare, che lo ha visto giovane combattente per la libertà e poi cittadino di questo Paese”: con queste parole il presidente della Provincia, Francesco Giangrandi, ha aperto la seduta del consiglio provinciale di martedì.


“Jules Minguzzi era un repubblicano e un antifascista convinto. Divenne partigiano subito dopo l’8 settembre 1943, entrando a fare parte, come tanti altri mazziniani, della 14esima compagnia della XVIII brigata Garibaldi. La sua intelligenza e le sue capacità gli permisero di diventare il comandante della sua compagnia partigiana. Sono molte le azioni importanti che lo hanno visto protagonista, in prima fila: basta ricordarne una sola, quella che ha permesso di salvare uno dei monumenti più importanti di questa terra e del mondo, la basilica di Sant’Apollinare, insieme agli uomini del comandante Popsky.”


“Minguzzi era solito dire che ‘Quello che è giusto va fatto, saranno poi gli altri eventualmente a notare e a dire’. Era una di quelle persone rare, che hanno trovato il coraggio di combattere in prima linea contro chi voleva negare la libertà e la democrazia di questa terra, ma che hanno anche saputo trovare il coraggio altrettanto grande di rientrare nei ranghi, di non aspirare a onori o a ricompense perché la coscienza di avere compiuto il proprio dovere di cittadino, di vedere la propria terra liberata, di potere vivere in un luogo dove ognuno può esprimere e difendere la propria opinione senza correre il rischio di essere arrestato è una ricompensa sufficiente”.

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“Purtroppo – ha ricordato Giangrandi - solo negli ultimi anni della sua vita ho avuto il privilegio di conoscere Jules. E ho apprezzato come in pace avesse la stessa sensibilità e la stessa intelligenza che aveva dimostrato in battaglia. E come allora lo stesso impegno per le cose che amava, come la sua terra, come il capanno Garibaldi e i cimeli di Anita a Mandriole, che ha contribuito a conservare e a mantenere integro, sempre nel rispetto di quella memoria del passato, delle azioni che hanno cambiato la storia. Seguendo la sua passione repubblicana, da pensionato aveva deciso di lavorare per mantenere viva una delle testimonianze più importanti del Risorgimento. Questa comunità provinciale deve molto a Jules Minguzzi, a cominciare da quelli che sono forse il privilegio e il diritto più importanti che un popolo è chiamato a difendere, la propria libertà. Se ne è andato con la stessa dignità con cui aveva vissuto: in silenzio, il silenzio dei giusti, come sanno fare solo quelli che sanno di avere vissuto correttamente, di avere in ordine i suoi conti con la vita e la storia. Per questo la sua memoria non si offuscherà mai, il tempo non riuscirà a sbiadire ciò che ha fatto, come partigiano e come cittadino di questa terra. Onoriamolo come merita, oggi e in futuro” ha concluso il presidente Giangrandi e ha invitato i consiglieri a osservare un minuto di silenzio.


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