Ravenna, il PRI: "Bolkenstein, un pasticcio a quattro mani"

Ravenna, il PRI: "Bolkenstein, un pasticcio a quattro mani"

RAVENNA - La notizia dell'esclusione tramite emendamento della proroga di venti anni alle concessioni demaniali per gli stabilimenti balneari è la degna conclusione di una vicenda politicamente tragicomica. Il Governo italiano dimostra ancora una volta di non essere neppure in grado di recepire una direttiva europea; di non riuscire a mantenere ciò che aveva promesso; di essere infine totalmente agli antipodi rispetto ai reali problemi del Paese.

 

La direttiva Bolkestein non è una buona direttiva. Essa mira ad un maggiore coinvolgimento delle SME (piccole e medie imprese europee) nel mercato comune, ma in realtà favorisce di gran lunga le imprese più grandi.

Era chiaro fin da subito cosa vi era da salvare, nel rispetto delle concessioni demaniali: gli investimenti del privato andavano giustamente protetti, cosi come la vocazione territoriale alla piccola imprenditorialità, senza che le spiagge diventassero appannaggio esclusivo di generazioni di privati.

 

Alla fine, in questa fase, chi ci perde è proprio la politica. In primo luogo, data l'incapacità dei grandi Partiti di emendare la Bolkenstein prima, in fase di rapporto nel Parlamento Europeo poi nell'individuare una strada legale soddisfacente per l'applicazione nazionale della direttiva.

 

 

  

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Alberto Ridolfi e Claudio Soprani (Segretario Comunale e V. Segretario Comunale del PRI Ravenna)

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di collina
    collina

    il problema è che tutti i partiti politici,forse da questa direttiva nn traggono benefici ed è cosi che fanno spallucce,se la direttiva toccava gli stipendi od il numero di parlamentari sicuramente era stata modificata o almeno migliorata,non tutti capiscono che questa incertezza nn fa altro che bloccare investimenti per il paese e l'economia locale dove chi ha le concessioni si approvviggiona delle neccessarie spese,e poi nn tutti sanno che chiunque abbia un'attivita che per esercitarla paga una tassa,Vedi posteggi ambulanti,uffici o negozi di proprieta non privata.quindi stato,comuni,provincia,regioni,dovranno anche loro rispettare la direttiva europea e quindi partecipare all'asta per il rinnovo delle concessioni di uso del bene pubblico,qui9ndi si bloccvherranno anche questi investimenti quindi cari politici di destra e sinistra nn illudete la gente

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