Ravenna, il Pri: sbagliata la sospensione di La Malfa

Ravenna, il Pri: sbagliata la sospensione di La Malfa

La decisione della Direzione Nazionale del P.R.I., di sospendere dal Partito Giorgio La Malfa e di deferirlo ai Probiviri, costituisce una scelta profondamente sbagliata e rappresenta una pessima pagina per la vita del Partito.

 

A Giorgio La Malfa, che ha sostenuto, e noi con lui, la necessità di una profonda svolta nella vita politica del Paese e del Partito, di fronte all'evidente fallimento politico e programmatico del Governo Berlusconi e del centro - destra, va la nostra piena solidarietà.

 

La Direzione Nazionale del P.R.I., invece di avviare una profonda riflessione sul ruolo dei Repubblicani, in una condizione politica e istituzionale sconvolta nelle fondamenta dai recenti eventi, ha rinviato due volte il Congresso Nazionale, non riunisce da un anno e mezzo il Consiglio Nazionale e, in assenza, quindi, di un vero dibattito decide di votare la fiducia al Governo Berlusconi.

 

In questo contesto di assoluta immobilità, la Segreteria e la Direzione Nazionale del P.R.I. non hanno pensato di meglio che di ricorrere alle misure disciplinari.

 

Noi continuiamo a pensare che abbia ragione Giorgio La Malfa e che quella è l'unica battaglia giusta per il P.R.I..

 

Non sappiamo quale sede verrà offerta ai Repubblicani Italiani per finalmente discutere di politica, ma, per quanto ci riguarda, continueremo, in ogni modo, a sostenere le idee e il disegno politico già indicati dall'Assemblea Nazionale di San Pietro in Vincoli.

 

Sergio Savoldi, Paolo Gambi, Mario Guidazzi, Luisa Babini, Alberto Ridolfi, Claudio Suprani, Claudio Ossani, Giannantonio Mingozzi, Fabio Bocchini, Mauro Mazzotti, Eugenio Fusignani, Stefano Ravaglia, Aride Brandolini, Enrico Laghi, Renato Lelli, Pietro Currò, Paolo Arsena, Giuseppe Gizzi, Pierre Zanin.

 

PRI RAVENNA 

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