Ravenna: il testimone inchioda il rapinatore, ma è innocente

Ravenna: il testimone inchioda il rapinatore, ma è innocente

Ravenna: il testimone inchioda il rapinatore, ma è innocente

RAVENNA - Ha trascorso due giorni ed una notte in carcere a Ravenna perché accusato di aver rapinato una coppia il 12 febbraio scorso nel centro di Faenza. Ad indicarlo come il responsabile era stato un testimone attraverso un riconoscimento fotografico. Ma a scagionarlo ci ha pensato l'autore dell'aggressione, un 37enne originario dalla Tanzania. Vittima dell'errore giudiziario è stato un faentino, che mercoledì pomeriggio ha potuto lasciare il carcere di Port'Aurea.

 

A chiudere subito la faccenda è stato il pubblico ministero Stefano Stargiotti, che ha chiesto la revoca della misura cautelare al gip Corrado Schiaretti. A rapinare una coppia di faentini, in corso Garibaldi, angolo via XX Settembre, furono due giovani, uno di carnagione bianca e l'altro scura. In aiuto delle vittime era intervenuto un paracadutista del corpo degli Alpini. Ma anche quest'ultimo venne a sua volta aggredito dai banditi, che poi si dileguarono.

 

Il parà venne portato in Commissariato per il riconoscimento fotografico dei malviventi. Nella circostanza riconobbe il tanzaniano (già noto alle forze dell'ordine), e con sicurezza anche il faentino. Da qui la richiesta del pm per entrambi di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Schiaretti. Mercoledì mattina, per una circostanza fortuita, il faentino, difeso dall'avvocato Lorenzo Valgimigli, ha incrociato il 37enne tanzaniano che lo ha  scagionato.

 

Le dichiarazioni spontanee del 37enne sono state immediatamente verbalizzate dalla polizia giudiziaria e trasmesse al pm. A quel punto il magistrato non ha potuto fare altro che revocare la richiesta di revoca della misura cautelare per il faentino, che mercoledì pomeriggio alle 16 è tornato a respirare il profumo di libertà.

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