Ravenna, il vice-sindaco: "E55 opera necessaria". Gli ambientalisti: "No, inutile e costosa"

Ravenna, il vice-sindaco: "E55 opera necessaria". Gli ambientalisti: "No, inutile e costosa"

Ravenna, il vice-sindaco: "E55 opera necessaria". Gli ambientalisti: "No, inutile e costosa"

RAVENNA - Botta e risposta sul nuovo progetto di E45-E55, ormai aopertamente osteggiato da un comitato di associazioni ambientaliste. "Mi dispiace dover ribadire ancora una volta che l'E55 è una priorità per Ravenna, dovuta non al disimpegno verso i trasporti su ferro o su acqua, bensì alla necessità di dotarci di infrastrutture stradali moderne. Né la Romea né la Bologna - Padova saranno mai in grado di soddisfare, per quanto riguarda il numero dei veicoli e la sicurezza da garantire, questa esigenza": lo afferma il vicesindaco Giannantonio Mingozzi.

 

Mingozzi replicare alle ultime prese di posizione dei veri soggetti contrari alla Orte Mestre, giudicata "inutile e costosissima". Continua Mingozzi: "Mi considerano cieco sul trasporto ferroviario e sul trasporto via mare. Con le Ferrovie dello Stato stiamo realizzando da alcuni anni infrastrutture fondamentali per il porto, mentre l'idea delle autostrade del mare è ancora abbozzata e non gode di finanziamenti certi. In ogni caso entrambe queste opzioni, per quanto auspicabili e in crescita, non potranno mai costituire l'alternativa a un collegamento diretto autostradale che metta in condizione Ravenna, Cesena e la Romagna di essere competitive sui mercati europei e balcanici.

Limitarci a riqualificare la Romea vorrebbe dire isolarci dal resto dell'Europa".

 

Ed infine: "Invito i vari comitati a dare uno sguardo alle principali infrastrutture che il Parlamento europeo ha indicato come obiettivi da realizzare per i prossimi 15 anni. C'è bisogno di collegamenti diretti, veloci e competitivi con il resto della viabilità lombarda, ligure e veneta: questo è l'obiettivo che l'E55 può realizzare, se vogliamo considerarla ancora una opportunità internazionale per il traffico merci del porto e dell'economia cesenate e forlivese".

 

Ma non si dicono persuasi gli ambientalisti. In risposta alle dichiarazioni di Mingozzi e del Presidente della Provincia Giangrandi, dicono Amici di Beppe Grillo di Ravenna, Associazione Collettivo Byzantium Onlus, Attac Ravenna e Gruppo Ravenna Viva: "Il flusso di traffico che percorre la Romea si aggira sui 18.000/20.000 veicoli/giorno: una mole di traffico che non giustifica certo la costruzione di una nuova autostrada. Il fatto è che il 28% dei veicoli che percorrono la Romea è costituito da mezzi pesanti a lunga percorrenza (TIR) che scelgono quella strada invece dell'autostrada Bologna-Padova per l'ottima ragione che la Romea è gratuita. La costruzione di un'ulteriore autostrada, a pagamento, non cambia i termini del problema se la Romea non viene interdetta al traffico pesante, cosa che si può fare già da ora".

 

E ancora: "Se si vogliono per forza spendere 1,4 miliardi di euro pubblici, proponiamo allora di investirli nella messa in sicurezza della Romea, dell'E45, nell'ammodernamento della Bologna-Padova e nei passanti della Reale con esclusione del traffico nei centri abitati di Mezzano, Alfonsine e Argenta per congiungersi a Consandolo alla superstrada per Ferrara".

 

"Ci piacerebbe inoltre che i nostri amministratori privilegiassero gli investimenti sul trasporto ferroviario e sul trasporto via mare perché meno impattanti ed inquinanti rispetto al traffico su gomma e, soprattutto più conveniente per il futuro. Infatti tra pochi anni il trasporto su gomma subirà aumenti di costo vertiginosi per effetto della diminuzione dell'offerta di greggio".

 

Ed infine: "Inoltre, ancora una volta, a Ravenna la nostra amministrazione dimostra con i fatti la propria inclinazione alla cementificazione selvaggia, spinta da interessi di pochi, evitando di salvaguardare l'interesse dei tanti cittadini e l'ambiente che ci circonda".

Commenti (1)

  • Concordo con il vicesindaco: i collegamenti, per Ravenna, sono essenziali, per le nostre aziende, per il turismo... non lamentiamoci della disoccupazione o della mancanza di prospettive, se non saremo capaci di ragionare con concretezza.

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