Ravenna, il vicesindaco: "Riforma dei porti, un passo indietro"

Ravenna, il vicesindaco: "Riforma dei porti, un passo indietro"

RAVENNA - Giovedì mattina a Roma si è tenuto l'incontro tra le città portuali: per Ravenna era presente il vicesindaco Giannantonio Mingozzi. Tra gli altri intervenuti i sindaci di Genova, Livorno, Carrara, Manfredonia e amministratori di Venezia, Palermo, Fiumicino.

 

Nel corso della riunione, che ha preceduto l'incontro che in serata le città portuali avranno con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, il disegno di legge del governo proposto alcune settimane fa sulla riforma del sistema portuale è stato considerato un passo indietro addirittura rispetto alla legge attuale, che risale al 1984.

 

"Il rischio che corriamo - commenta Mingozzi - è che il ruolo dei Comuni e delle città che oggi interagiscono con i porti sia sotto il profilo urbanistico che dei servizi venga ulteriormente ridimensionato. Non considerare il ruolo delle città - e Ravenna sarebbe un esempio da seguire nella buona armonia che si è creata tra Autorità portuale ed enti locali - è un errore strategico, perché vuol dire vedere il porto come un sistema produttivo chiuso. Mi dispiace che nella proposta governativa scompaia ogni aspetto legato alla fiscalità locale e all'autonomia finanziaria delle stesse Autorità portuali: cito solo il peso che il porto rappresenta per la città sia in termini di costi di manutenzioni stradali che della creazione di nuove infrastrutture".

 

"Addirittura, in un momento di crisi economica e di taglio degli enti inutili - ha ribadito la riunione delle città portuali - il provvedimento del governo prevede un ulteriore aumento del numero delle Autorità portuali, mentre in Italia andrebbero ridotte le più piccole ed effettuate fusioni quando possibile, perché la movimentazione delle merci non giustifica apparati così numerosi".

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