Ravenna, il vicesindaco: "Un giorno di festa non ci renderà più poveri, ma più italiani"

Ravenna, il vicesindaco: "Un giorno di festa non ci renderà più poveri, ma più italiani"

Ravenna, il vicesindaco: "Un giorno di festa non ci renderà più poveri, ma più italiani"

RAVENNA - "La disputa fra favorevoli e contrari alla festività del 17 marzo - con la chiusura delle scuole e delle attività produttive solo per quest'anno - ci conferma quanto sia importante il lavoro che stiamo facendo per promuovere, attraverso le numerose iniziative annunciate proprio in questi giorni, il valore dell'unità nazionale". Così il vicesindaco Giannantonio Mingozzi risponde a Davide Rondinelli, presidente provinciale di Confartigianato

 

e più in generale alla Rete imprese per l'Italia che, in linea con la presidente di Confindustria Marcegaglia, hanno contestato l'opportunità di rendere il 17 marzo, 150° anniversario dell'unità d'Italia, festa nazionale per quest'anno.

 

"I sentimenti che questa polemica suscita - continua Mingozzi - sono contrastanti. Da una parte lo sconforto, nel constatare che a 150 anni dall'unità non siamo ancora in grado, come Paese, di riconoscerci completamente in una comune idea di nazione. Ma dall'altra il rafforzamento della convinzione che gli sforzi che stiamo compiendo in questi giorni per organizzare un programma di iniziative che coinvolga tutta la cittadinanza e in particolare i giovani sono quanto mai necessari: perché è fondamentale far comprendere come il Risorgimento sia stata la prima tappa di quel percorso che ci ha portato prima a diventare un unico paese e poi una repubblica democratica.

A chi è giustamente preoccupato degli effetti che la crisi sta avendo, non solo sull'Italia ma su tutto il mondo, voglio dire che quello che gli studenti e i lavoratori conquisteranno dedicando una giornata a riflettere sugli eventi che li hanno portati a vivere in un paese libero e democratico non lo si potrà certo misurare in termini di Pil, ma servirà in primo luogo - questo deve essere l'auspicio di tutti - a formare giovani generazioni consapevoli e impegnate nel continuare a costruire un Paese libero e con uguali opportunità per tutti.

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La crisi che stiamo vivendo è profonda e per essere risolta servono politiche serie e interventi strutturali. Non distogliamo l'attenzione da una quanto mai opportuna riflessione sul valore dell'unità d'Italia né da una altrettanto necessaria riflessione sulle soluzioni alla crisi. Non facciamo che la giornata del 17 marzo sia la pagliuzza alla quale si guarda per distogliere l'occhio dalla trave. Sarebbe un'occasione sprecata due volte".

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