RAVENNA - Illustrato in Consiglio comunale il piano del traffico

RAVENNA - Illustrato in Consiglio comunale il piano del traffico

RAVENNA - Nella seduta di ieri, lunedì 28 aprile, è stato presentato il Piano generale del traffico urbano.

L’avvio del dibattito è previsto per la seduta del 12 maggio.


“L’obiettivo di questo piano del traffico – ha sintetizzato Gabrio Maraldi, assessore alla Mobilità – è molto ambizioso, ma anche altrettanto difficile da raggiungere: infatti oggi non si tratta più, come accadeva in passato, di trasferire quote di traffico da una strada all’altra, quanto di ridurre complessivamente il traffico”.


Prima di entrare nel dettaglio dell’illustrazione, Maraldi ha fatto alcune considerazioni di carattere generale: “E’ evidente che l’uso dell’auto è stato ed è ancora oggi un elemento di sviluppo economico e di miglioramento dell’utilizzo del tempo libero dei cittadini.

Ma è altrettanto evidente che i problemi che il traffico produce hanno raggiunto livelli insostenibili, in alcuni casi inaspettati fino a qualche tempo fa: le ripercussioni sulla qualità dell’aria che respiriamo, sui rumori, sul consumo energetico e sulla sicurezza stradale peggiorano la qualità della vita di tutti i cittadini”.

Per quanto riguarda in particolare la qualità dell’aria Maraldi ha citato una recente ricerca di Arpa, dalla quale emerge che nell’area urbana di Ravenna il traffico contribuisce per il 90 per cento alle emissioni di Co, per il 50 per cento a quelle di Pm10, per il 63 per cento a quelle di No2; il riscaldamento contribuisce per il 2 per cento alle emissioni di Co, per il 2 per cento a quelle di Pm10, per il 15 per cento a quelle di No2: le industrie contribuiscono per l’1 per cento alle emissioni di Co, per il 19 per cento a quelle di Pm10, per il 13 per cento a quelle di No2; il porto contribuisce per lo 0 per cento alle emissioni di Co, per il 29 per cento a quelle di Pm10, per il 9 per cento a quelle di No2.

“Un intervento per la riduzione delle polveri del porto – ha detto Maraldi – è assolutamente necessario; tuttavia va precisato che queste hanno sì la stessa dimensione del Pm10, ma una composizione diversa. Il Pm10 prodotto dal traffico è infatti in gran parte derivato dalla combustione di idrocarburi e ha una pericolosità accertata maggiore per la salute dei cittadini”.

L’assessore ha aggiunto: “E’ vero che la presenza degli inquinanti nel centro storico è minore rispetto ad altre zone della città, ma è altrettanto vero che la morfologia delle strade della città, in particolare di quelle del centro storico, produce quello che viene comunemente chiamato l’effetto “canyon”, e cioè una difficile dispersione degli inquinanti. Per questo il Piano del traffico presta una particolare attenzione a queste strade”.

“E’ vero – ha ancora detto Maraldi - che la qualità dell’aria di Ravenna in questi ultimi anni è progressivamente migliorata, in particolare per quanto riguarda il Pm10, ma questo non può essere un alibi per non porsi l’obiettivo di un continuo miglioramento della situazione. Siamo consapevoli che il miglioramento è dovuto alle politiche che abbiamo messo in atto in questi anni: la conversione dei mezzi a combustibili meno inquinanti, le piste ciclabili, le bici pubbliche, l’incentivazione all’utilizzo del trasporto pubblico, le limitazioni alla circolazione, la metanizzazione degli impianti di riscaldamento, che a Ravenna ha raggiunto livelli elevatissimi. Ma un ruolo molto importante è stato giocato anche dalle condizioni meteorologiche favorevoli di questi ultimi anni. Questa considerazione ci deve far riflettere sul fatto che basta davvero poco per tornare a un peggioramento della situazione e che quindi bisogna continuare a lavorare senza sosta per perseguire e ottenere ulteriori miglioramenti”.

Come fare? “E’ impensabile – ha detto Maraldi - che i cittadini rinuncino all’auto. Siamo però consapevoli che tutti ne abusiamo e che vi sono tanti spostamenti che potremmo fare in modo alternativo. Il nostro compito è quello di fissare delle regole, incentivare la mobilità sostenibile, ma anche far acquisire ai cittadini la consapevolezza che il nostro modo di muoverci produce problemi non più sostenibili”.


L’assessore è quindi passato all’illustrazione del Piano generale del traffico urbano, composto dai seguenti documenti: Relazione generale, Classificazione delle strade (che riguarda tutte le strade comunali), Regolamento viario (che riguarda tutto il territorio comunale), Regolamento dell’accesso e della sosta nel centro storico, Documenti di studio sulla logistica urbana, Piano della sicurezza stradale urbana (che riguarda tutto il territorio comunale con particolare attenzione alle strade comunali).


“Il Piano generale del traffico urbano – ha detto Maraldi - è lo strumento di pianificazione della mobilità urbana a breve termine. La nostra proposta è coerente con le norme nazionali e regionali del settore e con gli obiettivi fissati dal Consiglio comunale. In estrema sintesi, lo ripeto, si può dire che l’obiettivo oggi non è quello di trasferire quote di traffico da una strada all’altra, ma di ridurre complessivamente il traffico. In particolare i temi su cui si pone l’attenzione sono:

1) L’approccio integrato alla mobilità sostenibile

2) Il trasporto pubblico locale

3) La mobilità pedonale e ciclabile

4) La rete infrastrutturale

5) Il modello di accessibilità al centro storico

6) La sicurezza stradale

Analizzandoli uno per uno l’assessore ha spiegato:

1) “In merito alla mobilità sostenibile gli interventi sono indirizzati:

1 Sui veicoli incentivando l’utilizzo di quelli a minor impatto ambientale. Gli impegni sono quindi quelli di proseguire con le politiche degli ultimi anni, destinando contributi pubblici alla trasformazione o all’acquisto dei mezzi meno inquinanti (Ravenna è tra le città italiane con il parco di veicoli a metano o gpl tra i più elevati), e continuare con la metanizzazione dei mezzi pubblici (Atm è stata la prima in Italia a convertire i propri mezzi a metano, e sta continuando a farlo). Interessante in questo senso può essere per il futuro la sperimentazione da parte di Atm, in collaborazione con la Rosetti, dell’utilizzo dell’Idrometano.

2 Sulla distribuzione modale stimolando l’uso di mezzi e sistemi alternativi di tre tipi: il trasporto pubblico locale, la bici e i piedi.

2) Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, in questi anni Mete ha aumentato in modo considerevole i chilometri percorsi, ha visto crescere progressivamente gli utenti, svolge il servizio con una buona velocità commerciale, si sono realizzati investimenti per la realizzazione del sistema di Avm e per la preferenziazione semaforica. Siamo però ancora distanti da un servizio di trasporto pubblico appetibile per tutti i cittadini. Il raggiungimento di questo obiettivo deve inevitabilmente fare i conti con le risorse economiche destinate a questo scopo. Nella Finanziaria 2008 qualche segnale positivo c’è stato. E’ auspicabile che venga confermato e aumentato nei prossimi anni. E’ però evidente che tutto il settore necessità di trasformazioni se vogliamo che il trasporto pubblico diventi sempre più efficiente e sostenibile economicamente per la finanza pubblica.

Inoltre anche in questo caso è necessario riuscire a introdurre delle modifiche nelle abitudini dei cittadini. Pur avendo chiarito che c’è ancora molto da fare, voglio a questo proposito sottolineare che già oggi, in parte, ci sono le condizioni per trarre vantaggi, non solo ambientali, dall’utilizzo del trasposto pubblico. Ad esempio: un lavoratore della zona industriale che abita in città, se utilizzasse il trasporto pubblico con il sistema del Job Ticket, risparmierebbe almeno 500 euro l’anno.

3) Per quanto riguarda la mobilità pedonale e ciclabile, gli interventi sono finalizzati al miglioramento della sicurezza, al miglioramento dell’effetto rete, alla qualità dell’ambiente urbano, a realizzare nuovi itinerari pedonali e ciclabili, a potenziare il servizio di bici pubbliche, a liberare lo spazio stradale dalle automobili a favore delle bici e dei pedoni.

Vanno inoltre potenziati i servizi a chiamata del trasporto pubblico, attualmente in fase di sperimentazione, occorre stimolare i cittadini all’utilizzo del Car pooling (auto condivisa) e vanno verificate le possibilità di istituire, anche in una città di dimensioni ridotte come Ravenna, il servizio di Car sharing (auto in affitto).


4) Per quanto riguarda le infrastrutture l’obiettivo è quello di rendere sempre più appetibili i percorsi esterni. Bisogna creare itinerari alternativi esterni allo spazio urbanizzato e incentivarne l’utilizzo, completando la perimetrale urbana.

I problemi della rete attuale sono noti (c’è una carenza di itinerari orbitali completi) ma a questo proposito si sta completando la circonvallazione, con la realizzazione del 4° stralcio della circonvallazione Nord e con la realizzazione del nuovo ponte mobile a libero transito sul Candiano. Le fratture, in particolare quelle prodotte dal Candiano e dalle ferrovie, causano una concentrazione di traffico su alcune direttrici. Nel piano si costruiscono diversi scenari, che vanno approfonditi e definiti in relazione alla realizzazione della perimetrale urbana. Sono inoltre previsti interventi di risagomatura, in particolare di alcune rotatorie, per il miglioramento del livello di servizio.


5 ) Per l’accessibilità al centro storico la proposta in sintesi è di trasferire una parte della sosta in contenitori concentrati, anche in struttura, ampliando i parcheggi esistenti di attestamento al centro storico, per recuperare spazio da destinare ai pedoni e alle biciclette. In questo senso va anche la proposta del pagamento della sosta anche da parte dei residenti che utilizzano le aree pubbliche a pagamento per gli altri cittadini. L’obiettivo prioritario è quello di liberare le strade dalle auto in sosta, ma comunque vanno sottolineate anche, per quanto riguarda questa scelta, considerazioni di equità. Altra strada che si vuole percorrere è quella di indirizzare le soste lunghe nelle aree più esterne, per avere più possibilità di sosta nelle zone più centrali per le soste brevi (in questo senso va incentivato l’utilizzo dei parcheggi scambiatori).

Si prevede l’ampliamento della Ztl nella zona di via Rondinelli, via Baccarini.

E l’estensione nella zona ovest di via G. Rossi (via Pietro Alighieri, via Salara, via Matteucci, via Zanzanigola, piazza Marsala).

La finalità di questi interventi è quella di eliminare degli attraversamenti impropri e di riqualificare quelle zone della città.

È inoltre prevista una piccola estensione della Ztl di via Cura per migliorare la sicurezza pedonale ciclabile, considerando in particolare la presenza del Liceo scientifico.

E’ inoltre prevista l’istituzione di una nuova Ztl nelle strade di dimensione più ristretta all’interno del quadrante compreso fra via Maggiore, via Fiume Montone Abbandonato e via degli Spreti.

Nel merito del trasporto merci in città, gli studi City Ports, Car Sharing, Cross Docking e Cabina di Regia hanno per la prima volta consegnato una vera conoscenza del fenomeno e ci hanno consentito di prevedere soluzioni basate principalmente sull’incentivo all’uso di mezzi eco compatibili e sul consolidamento dei carichi. Oggi le tecnologie disponibili rendono possibile il raggiungimento di questi obiettivi.

Particolarmente utile, a questo proposito, è stata la collaborazione del Tavolo sulla logistica urbana, stabilmente istituito, che si riunisce periodicamente. Lo stesso organismo è impegnato anche, in queste settimane, in un lavoro di miglioramento del Regolamento dell’accesso al centro storico, uno strumento organico del quale il Comune si è voluto dotare nella logica del Testo unico.


6) Allegato al Pgtu si può trovare anche il Piano direttore della sicurezza stradale, che entro l’anno sarà aggiornato, essendosi nel frattempo resi disponibili dati più recenti.


Per ottenere i risultati che il Piano del traffico urbano si propone occorre agire con la giusta gradualità degli interventi. E’ per questo che il piano si attua per fasi dalla sua approvazione a fine mandato, e anche oltre, e mediante i Piani particolareggiati, oltre 60, che riguardano tutte le tematiche e tutto il territorio comunale (anche se la legge consentirebbe di prendere in considerazione solo quello urbano) sui quali i tecnici stanno già lavorando.


La consultazione sul Piano del Traffico di questi mesi è stata una consultazione vera. Ci sono state oltre 30 assemblee pubbliche, con le circoscrizioni e con le associazioni di categoria, ma ci sono stati anche molti incontri con gruppi di cittadini e con gruppi di operatori, oltre naturalmente a quelli con la Commissione consigliare competente. Tutti questi momenti hanno portato un contributo importante, anche se è evidente che su un tema come quello del traffico spesso le proposte sono contrastanti fra loro. E’ altrettanto evidente che si è cercato di raccogliere tutte le sollecitazioni che risultavano coerenti con gli obiettivi del Piano. Sono ad esempio state accolte diverse proposte che venivano dalle Circoscrizioni, in particolare dalla Prima. E’ stata inoltre accolta la proposta del gruppo consigliare del Pri sulla sperimentazione in alcune occasioni della gratuità della sosta in centro.


Si è parlato in questi mesi di una marcia indietro sulla trasformazione di piazza Kennedy, o sulla Ztl gialla, rispetto a quanto proposto dallo Schema preliminare. Credo che vada precisato che si è condiviso quanto proposto dalle associazioni di categoria, ma sostenuto anche dai gruppi di maggioranza del consiglio comunale, cioè che per quanto riguarda la riqualificazione di piazza Kennedy sia necessario definire assieme quali funzioni utili alla città può avere quello spazio, verificare il progetto, definire i tempi della sua attuazione in relazione anche al saldo dell’offerta di sosta.

Nel merito della Ztl gialla, che ha la funzione di allontanare dalle zone più profonde del centro storico le soste lunghe e di intervenire sui flussi relativi agli orari di punta, si è convenuto che è necessario evitare interventi che possano essere percepiti dai cittadini come un disincentivo all’accesso al centro storico. Da parte degli operatori c’era questa preoccupazione ma il nostro obiettivo è esattamente quello contrario. Si è quindi deciso di costituire un tavolo, assieme alle associazioni di categoria e alla circoscrizione Prima, per definirne le modalità, prevedendo una sperimentazione sulla zona e gli orari e un monitoraggio degli effetti.

Inoltre in merito a tutte le proposte sul trasporto merci in città e sul Regolamento dell’accesso al centro storico ci si è confrontati costantemente. Questo confronto prosegue tuttora.

Non sono invece state accettate le proposte che tendevano a “liberalizzare” il transito nel centro storico. Questo sarebbe controproducente; produrrebbe solo scorciatoie per l’attraversamento della città. Sarebbe solo un elemento di degrado del centro.

In questi mesi si è discusso molto anche dell’Orto Siboni. Il Prg precedente lo destinava completamente a residenziale e a parcheggio. Oggi proponiamo di acquisire la proprietà di tutta l’area per realizzare per la maggior parte un’area verde fruibile da tutti i cittadini e l’ampliamento del parcheggio esistente, che ha una funzione importantissima per l’accesso al centro storico. E’ evidente che si tratta di un’area molto delicata, ma sono convinto che una progettazione attenta possa dare la giusta risposta.

Infine un accenno alla caserma Dante: a questo proposito voglio chiarire, se ancora ce ne fosse bisogno, che non intendiamo creare alcuna illusione. Sono certo che sarebbe un’opportunità fantastica non solo per quanto riguarda il parcheggio ma anche per tutta un’altra serie di possibilità che si aprirebbero. Si tratta di una parte di città che in questi anni non è stata fruibile dai cittadini, che così se ne potrebbero riappropriare. Per ora c’è stato un primo positivo incontro, nel quale si è potuta verificare la convergenza degli obiettivi fra Comune e Ministero, cui ne dovranno seguire però altri, sui cui sviluppi vi terremo aggiornati.

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Come ho detto il confronto fino a oggi è stato un confronto vero. Siamo intenzionati a proseguire in questo modo, convinti che non si debba procedere per colpi di mano, ma che si debba agire in modo costante con la giusta gradualità e il giusto equilibrio, nella consapevolezza che ogni azione che attuiamo deve essere migliorativa di quella attuale”.


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