Ravenna: immigrati, nuove azioni per migliorare l'accesso ai servizi

Ravenna: immigrati, nuove azioni per migliorare l'accesso ai servizi

RAVENNA - Saranno sottoscritti a giorni e diventeranno operativi subito dopo la sottoscrizione due protocolli di intesa finalizzati a migliorare l'accesso ai servizi da parte dei cittadini immigrati, e dunque a realizzare uno degli obiettivi fondamentali del piano di zona triennale per la salute e il benessere sociale 2009 - 2011.

 

Il primo documento, che sarà firmato da Comune e Ausl, prevede azioni finalizzate a rendere più semplice l'accesso ai servizi sanitari e socio sanitari da parte dei cittadini stranieri, garantendo loro pari condizioni di fruizione di tali servizi. Tra le azioni da mettere in campo: promozione e diffusione di materiale multilingue che possa migliorare la comprensione da parte dei cittadini stranieri delle modalità di accesso ai servizi, nonché miglioramento della comunicazione multilingue nei confronti dell'utenza migrante, anche con l'ausilio di mediatori culturali e traduttori specializzati. Inoltre si intende: migliorare la conoscenza delle procedure amministrative che regolano l'ingresso e il soggiorno dei cittadini migranti, per una corretta lettura delle loro posizioni giuridiche da parte degli operatori del settore; rafforzare la rete dei servizi territoriali, anche promuovendo incontri informativi e di approfondimento con altri enti pubblici e privati, in particolare con gli uffici periferici dello Stato territorialmente competenti, al fine di favorire la comunicazione ed il coordinamento dei diversi soggetti che nei vari ambiti di rispettiva competenza si occupano dell'integrazione della popolazione migrante; definire e promuovere una piattaforma formativa per operatori degli enti locali e dell'Ausl per l'aggiornamento delle procedure e per costruire contenuti condivisi nella complessa materia dei processi migratori.

 

Il secondo protocollo vedrà, accanto a quella del Comune, la firma di Cgil, Cisl e Uil. In questo caso ci si impegnerà a: coordinare le proprie rispettive reti di sportelli territoriali in modo da evitare inutili ed inefficienti duplicazioni e potenziare l'ambito di attività dei centri immigrati e di orientamento al lavoro; assistere il cittadino straniero nella predisposizione completa della pratica amministrativa di rilascio/ rinnovo dei titoli di soggiorno e di rilascio nulla osta al ricongiungimento familiare; istituire un tavolo tecnico di verifica della ELI2 (procedura digitale di richiesta dei permessi di soggiorno) avente come obiettivo il monitoraggio e l'analisi delle diverse fasi e la definizione di proposte idonee a ottimizzarne i tempi di attesa; definire un programma di incontri periodici per l'aggiornamento delle procedure, per la trattazione di casi specifici, per gli scambi di informazione e l'eventuale approfondimento normativo; promuovere incontri informativi e di approfondimento rivolti agli altri enti pubblici e privati, in particolare con gli uffici periferici dello Stato territorialmente competenti, al fine di favorire la comunicazione ed il coordinamento dei diversi soggetti che operano nello stesso settore; potenziare la rete delle antenne informative e con funzioni di sportello contro le discriminazioni presenti sul territorio.

 

"Queste intese - commenta Ilario Farabegoli, assessore all'Immigrazione - rappresentano un segno tangibile di quelle che noi riteniamo siano le politiche da attuare per la realizzazione di un reale processo di integrazione dei cittadini stranieri: politiche cioè che si traducano in azioni concrete che permettano ai cittadini immigrati a Ravenna di usufruire in condizioni di parità e di uguaglianza dei servizi sanitari e socio sanitari e di trovare un adeguato supporto nello svolgimento delle pratiche relative alle loro posizioni giuridiche".

Un ulteriore protocollo di intervento è stato firmato da Comune e Ausl per garantire l'accesso ai servizi sanitari specialistici e la presa in cura in particolare delle vittime di migrazione forzata che abbiano subito traumi e torture (rifugiati, vittime della tratta di esseri umani) o che necessitino di elaborare e superare altri tipi di esperienze umane dolorose e degradanti.

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