Ravenna, in Consiglio comunale approvata l’emissione di un prestito obbligazionario di Hera

Ravenna, in Consiglio comunale approvata l’emissione di un prestito obbligazionario di Hera

RAVENNA - Nella seduta pomeridiana di ieri il Consiglio comunale ha approvato, favorevoli i gruppi Ulivo-Pd, Pri, Pdci, Misto, contrari Fli, Pdl, Lista per Ravenna, Spadoni per Ravenna e Sel, l'emissione di un prestito obbligazionario per un aumento di capitale di Hera spa pari a 140milioni di euro da convertire in 80mila azioni ordinarie della società. L'assessore al bilancio Alberto Cassani  ha spiegato che l'operazione consentirà alla società di aumentare e rafforzare la propria posizione sul mercato, andando anche a compensare il fabbisogno di liquidità dovuto agli investimenti compiuti negli ultimi 7 anni. La partecipazione del pubblico alla società sarà superiore al 51 per cento così come prevede il patto di sindacato".

 

Al dibattito era presente anche il presidente di Holding, Elio Gasperoni che ha fornito alcune precisazioni in merito alla natura e ai contenuti strategici dell'operazione finanziaria di Hera, sottolineando che l'obiettivo prioritario è quello di rafforzare il patrimonio della società in vista della sua partecipazione alle gare per i servizi di multyutilities.

 

Al dibattito sono intervenuti:

Federico Fronzoni di Lista per Ravenna, definendo l'operazione tecnicamente corretta e del tutto

naturale  per una società, ha invece ribadito la posizione critica del suo gruppo in relazione ad una attuale strategia di espansione territoriale, diversa da quella al momento della costituzione di Hera. "Con le risorse rinvenenti dal Prestito Obbligazionario - ha detto -  si finanzieranno, oltre ad investimenti nel ciclo idrico e raccolta rifiuti, presumibilmente anche l'acquisizione del 49% di ACAM di La Spezia post-risanamento di quest'ultima. Una espansione quindi anche in Liguria, sulla scia di quella storica regionale di un Senatore che voleva estendere la nostra Regione a quelle zone, con la cosidetta "Emilia Lunense" (l'estensione non fu poi realizzata). Posizione critica poi in relazione alla eccessiva partecipazione del pubblico alla società, nelle azioni presenti nel Patto di Sindacato ed in quelle "fuori Patto", così come dell'eccessiva ingerenza politica nelle scelte operative - ad esempio la retromarcia ravennate nel 2005 al nuovo Termovalorizzatore proposto dal Sindaco di allora-. "In un periodo di crisi come quello attuale - ha

aggiunto - le quote del Comune in Hera se veicolate come risorse servirebbero a risollevare il bilancio comunale. Senza parlare poi di come il Comune utilizza, in modo improprio, i dividendi della società, a copertura indistinta delle spese correnti. Per noi la priorità è: meno utili a vantaggio di tariffe più basse per gli utenti. Il nostro voto pertanto, pur  prescindendo dall'atto in approvazione, sarà contrario nei confronti delle politiche fin quì adottate, coerentemente con le nostre posizione assunte in precedenza su Hera".

 

Valentina Morigi (Sel): "Sinistra Ecologia Libertà esprime forte contrarietà per la scelta di Hera di emettere un prestito obbligazionario convertibile di 140 milioni di euro.

Riteniamo tale scelta sbagliata sul piano del metodo e del merito.

Essa infatti insiste su una situazione finanziaria della società già in condizione di stress, ma soprattutto determina nel suo esito un cambiamento a vantaggio dei privati negli assetti proprietari.

Tutto questo avviene in assenza di un reale indirizzo pubblico sulle scelte strategiche. E' inammissibile che sia il management ad assumere decisioni di tale portata, riducendo i consigli comunali a semplici organi di ratifica.

Ad aggravare il nostro giudizio è la notizia che parte delle risorse reperite con questa operazione saranno destinate all'acquisizione di una società, Acam di La Spezia, seriamente compromessa sul piano dell'equilibrio finanziario e collocata in un ambito territoriale non contiguo.

Tale operazione appare ad oggi priva di qualsiasi logica industriale e dei necessari requisiti di trasparenza, nonché destinata a impegnare disponibilità economiche che dovrebbero essere destinate alla vera, unica mission di Hera, il miglioramento dei servizi pubblici locali e il contenimento dei costi a carico degli utenti.

Questo non potrà accadere con il nostro consenso, ecco perché esprimeremo un voto contrario.

Concludiamo, dicendo che parlare di riconversione ecologica dell'economia senza affrontare il nodo dell'indirizzo di società a controllo pubblico che intervengono sui settori del ciclo idrico, energetico e dei rifiuti appare sterile. Essere proprietari del 51% di una società può significare limitarsi ad incassare dividendi o intervenire per determinarne scelte strategiche e priorità gestionali. Noi siamo per la seconda ipotesi, a tutela del territorio, dei lavoratori, dei cittadini di Ravenna e dell'Emilia Romagna".

 

Marco Bertozzi del Pdl ha espresso un voto contrario e ha affermato che che la delibera "poteva essere più precisa in relazione agli obiettivi perseguiti dal prestito obbligazionario in questione. "Temo - ha aggiunto - che questo aumento di capitale in realtà serva all'operazione di acquisizione della società di La Spezia per ripianarne i debiti provocati dalla cattiva gestione. E che alla fine si tradurrà in un aggravio sulle tariffe delle utenze a carico dei nostri cittadini".

 

Andrea Maestri dell'Ulivo Pd ha definito la posizione di Sel non condivisibile poiché "marcatamente ideologica perché non tiene conto della complessità del mondo delle multyutilities. Ma soprattutto - ha dichiarato - Hera va sostenuta affinchè continui a essere forte così da fare gli interessi dei cittadini. Sotto questo profilo gli investimenti sono l'idea di futuro di questa società il cui rafforzamento è a garanzia del nostro territorio e dei servizi erogati". Parlando del ruolo dell'ente pubblico in Hera ha detto che "il nostro è un ruolo di guida che stabilisce principi e lascia al management libera operatività. Non c'è futuro per società rachitiche. La delibera favorisce lo sviluppo di Hera a vantaggio di tutto il territorio e per questo il nostro sarà un voto convinto, poichè siamo sicuri di fare gli interessi della comunità ravennate".

 

Nella replica Gasperoni ha chiarito che il prestito obbligazionario in questione non ha a che vedere sotto il profilo tecnico finanziario con il progetto di acquisizione di Acom (la società di servizi di La Spezia). 

E ha precisato che Hera, è atipica rispetto ad altre società multyutilies avendo fatto a monte la scelta di non avere tra i partner operatori industriali forti per non esserne condizionata, e garantire la stabilità sul territorio.       

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