Ravenna, in Provincia approvato odg su privatizzazione acqua

Ravenna, in Provincia approvato odg su privatizzazione acqua

RAVENNA - Il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza con l'astensione del gruppo FI-PdL un o.d.g. presentato da Roberto Bolognesi, capogruppo Gruppo misto, relativo alla privatizzazione dell'acqua.

 

L'o.d.g. invita, tra l'altro, la giunta provinciale "a intraprendere tutte le azioni opportune al fine di garantire il carattere pubblico dell'acqua e ad attivarsi, in tutte le sedi opportune, per favorire l'adozione di misure tese a restituire la gestione del servizio idrico al pieno controllo delle comunità locali."

 

Nel corso del dibattito sono intervenuti i capigruppo Francesco Morini, Udc, e Massimo Mazzolani, AN-PdL e la consigliera Tiziana Bandoli, Pd. Tutti hanno preannunciato il proprio voto favorevole.

 

Di seguito si riporta il testo dell'o.d.g.:

 

"L'acqua è fonte di vita che costituisce un bene dell'umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti ed è un diritto universale inalienabile.  Il Governo Berlusconi , in assenza di ogni confronto parlamentare e istituzionale con le parti sociali, continua a percorrere la strada della privatizzazione di questo preziosissimo bene pubblico.

 

L' Art. 15 del D.L. 135/2009 che ha modificato l'Art. 23 bis accelera l'ingresso obbligatorio dei privati nel capitale sociale delle aziende pubbliche con il rischio di smantellare e svendere realtà pubbliche o miste che rappresentano un bene importante per i cittadini e i territori.

 

Il 19 luglio 2010 sono state depositate in Cassazione oltre 1.400.000 firme di cittadini, delle quali 12.000 raccolte sul nostro territorio, per la richiesta di tre referendum abrogativi in materia di gestione dei servizi idrici promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Con la propria firma, oltre un milione e quattrocentomila cittadini italiani hanno posto in discussione tutta la normativa attualmente vigente in tema di gestione del servizio idrico, a partire dal "decreto Ronchi" che ne vuole rendere definitiva la privatizzazione, evidenziando che la tutela e l'accesso universale al bene comune "acqua" sono incompatibili con ogni forma di consegna al solo mercato di un bene essenziale per la propria vita.

 

La consegna di un numero di firme ben superiore a quello previsto dalla normativa vigente comporta, fatto salvo il giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale, l'indizione dei tre referendum richiesti in una data della primavera 2011 e la conseguente votazione vincolante da parte di tutto il popolo italiano in materia di gestione dei servizi idrici.

 

Le scadenze imposte dall'art.23 bis della legge 133/2008 e successive modificazioni per la messa a gara entro il 31 dicembre 2011 , e quelle previste dalla legge 42/2010 sulla soppressione degli ATO come organi di decisione da parte dei Comuni sui modelli di affidamento, rischiano di far accelerare i processi di privatizzazione oltre il limite della maggioranza pubblica e vanno pertanto posticipate a dopo il referendum per non generare la svendita di un patrimonio pubblico accumulato in decenni.

 

L'Assemblea delle Nazioni Unite, ha riconosciuto nel 2010 - con il voto favorevole del Governo italiano - che "l'acqua potabile è un diritto fondamentale, essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti i diritti dell'uomo" e ha rivolto l'invito agli Stati e alle organizzazioni internazionali a fornire tutte le risorse finanziarie.

 

In Parlamento sono già stati depositati dalle forze di opposizione numerosi progetti di legge tesi a disciplinare la gestione delle risorse idriche ponendo al centro il valore pubblico del bene.

 Le norme approvate sono in palese contrasto con le prerogative previste per gli enti locali, dalla normativa europea che consente anche la gestione "in house" dei servizi idrici.

 

Il consiglio provinciale invita la Giunta a promuovere il valore universale ed inalienabile dell'acqua;  a intraprendere tutte le azioni opportune al fine di garantire il carattere pubblico dell'acqua come bene e diritto universale; ad attivarsi in tutte le sedi opportune, per favorire l'adozione di misure tese a restituire la gestione del servizio idrico al pieno controllo delle comunità locali.

 

Chiede  al Parlamento l' approvazione di un provvedimento di moratoria delle scadenze previste dal "Decreto Ronchi";  al Parlamento, alle forze politiche e istituzionali, di adoperarsi per il mantenimento della scadenza referendaria, attualmente prevista per la primavera 2011."

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