Ravenna, inaugura sabato il parco Franco Basaglia

Ravenna, inaugura sabato il parco Franco Basaglia

Ravenna, inaugura sabato il parco Franco Basaglia

RAVENNA - Domani, sabato, alle 14 si svolgerà a Ponte Nuovo la cerimonia per l'intitolazione del giardino adiacente il nuovo Centro di Salute Mentale in piazza della Magnolia, allo psichiatra Franco Basaglia, principale fautore della legge 180 per la chiusura dei manicomi.  Alla cerimonia saranno presenti la figlia di Basaglia, Alberta, il sindaco Fabrizio Matteucci,  Giovanna Piaia, assessore Servizi Demografici  e Paolo Domenicali, presidente della Seconda Circoscrizione.

 

Con l'intitolazione di questo a spazio a Franco Basaglia, l'Amministrazione comunale viene incontro alla richiesta espressa dalle Associazioni di famigliari "Ama La Vita" e "Porte Aperte". Una iniziativa stata sostenuta in modo particolare e convinto dall'assessore Giovanna Piaia, che ha conosciuto personalmente lo psichiatra a Trieste, per la sua formazione di studio-lavoro nel 1974 quando era in pieno corso il movimento per la deistituzionalizzazione dei reparti psichiatrici.

 

"Ravenna ha creato un legame di conoscenza diretta con Franco Basaglia - dichiara Piaia - poichè molti degli operatori della nostra città che costruirono il primo staff di lavoro per l'attività territoriale del Centro di Igiene Mentale si sono formati con lui a Trieste.  A molti anni di distanza quel patrimonio di esperienza non si è estinto, ed è moto d'orgoglio per chi ricorda come qui a Ravenna la riforma psichiatrica fu sostenuta da amministratori illuminati e da cittadini preoccupati,  ma generosi nel condividere nuove vicinanze e problematiche.

 

Lavorando con Basaglia - aggiunge l'assessore raccontando della sua esperienza diretta -  scoprimmo la realtà invisibile e disumana dei manicomi di Imola, Gorizia, Roma, Torino, Arezzo, Palermo, Napoli. Oggi, in altri luoghi nascondiamo ai nostri occhi e alle nostre coscienze uomini e donne che la "moderna liquidità" non contiene nel vivere comune nel rispetto della dignità umana: centri di accoglienza per immigrati, baracche periferiche dove vivono lavoratori agricoli stranieri, rom, carceri super affollate, insospettabili case di accoglienza per anziani, ospedali psichiatrici Giudiziari. Senso di rispetto e civiltà non trovano luogo neanche nelle menti di chi organizza spedizioni contro i barboni, stranieri e rom: diversi perché qualcuno diverso, non accettabile dalla norma comune c'è sempre e va perseguitato.

Da sconfiggere  ancora oggi è il bisogno del manicomio, il bisogno di tenere separati le persone con i loro bisogni specifici e diversi.

 

Necessario è guardare il disagio con sguardi diversi, sguardi più pazienti, comprensivi, lungimiranti.

Perché il sorriso è già cura, la disponibilità è già accoglienza avrebbe detto Basaglia interpretando con umanità ogni fenomeno di vita. Noi sosteniamo la vita, perché nella vita c'è la salute e la malattia: questa sua frase si leggerà nella targa a lui dedicata, una fra le moltissime significative frasi contenute nei suoi discorsi, nei libri che ancora oggi ,se riletti, costituiscono fonte di pensiero critico. Basaglia è stato pietra angolare di una particolare stagione storica, che non può dirsi esaurita per la forza del suo pensiero etico e concreto, perché ancora immenso è il bisogno di guardare la realtà con il senso della possibilità e del cambiamento".

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