Ravenna, inchiesta 'Last Bet': approvato un ordine del giorno dei capigruppo di maggioranza

Ravenna, inchiesta 'Last Bet': approvato un ordine del giorno dei capigruppo di maggioranza

Ravenna, inchiesta 'Last Bet': approvato un ordine del giorno dei capigruppo di maggioranza

RAVENNA - Nella seduta di lunedì sera il consiglio comunale ha discusso e votato due ordini del giorno sull'inchiesta della procura di Cremona "Last bet", che coinvolge il Ravenna Calcio. Un documento è stato presentato dai capigruppo di maggioranza e approvato con i voti favorevoli dei gruppi di maggioranza e quelli contrari dei gruppi di opposizione. L'altro è stato presentato da Alvaro Ancisi (capogruppo di LpR) e sottoscritto dagli altri capigruppo di opposizione.

 

L'ordine del giorno è stato respinto (voti favorevoli dai gruppi di opposizione, contrari dai gruppi di maggioranza). Il testo è stato votato per punti separati, come da richiesta del presentatore e dei sottoscrittori; tutte le votazioni, tre, hanno dato il medesimo esito. Matteo Cavicchioli (capogruppo Pd) ha definito quello della maggioranza "un ordine del giorno di buon senso", quello dell'opposizione, "ancor più confuso dei due testi dai quali è stato tratto, un pasticcio".

 

"Il vostro ordine del giorno - ha argomentato - formula un giudizio di colpevolezza prematuro, e richiede a sproposito l'istituzione di una commissione di indagine, in quanto questa coinvolgerebbe soggetti terzi rispetto all'amministrazione. L'unico atto di pertinenza del Comune è la convenzione per la gestione del Benelli, sul quale non occorre nessuna indagine perché si tratta di un documento a disposizione di tutti i consiglieri, che peraltro prevede spese a carico della società che gestisce l'impianto, primo esempio in questo senso, seguito poi da altri Comuni".

 

Nereo Foschini (capogruppo Pdl) ha definito "strumentale" il giudizio di Cavicchioli. "E' lecito - ha precisato - non condividere il nostro documento, ma non è altrettanto lecito affermare che sia confuso. Chiediamo tre cose che sono previste dal regolamento del consiglio comunale e che sono assolutamente pertinenti. Il nostro documento affronta i problemi seriamente, si pone l'obiettivo di fare piena luce sulla situazione. Il vostro no".

 

Pietro Vandini (capogruppo Movimento 5 Stelle) ha sottolineato che "la richiesta che il Comune si costituisca parte civile, ovviamente solo nell'eventualità che venga avviato un procedimento giudiziario, non è un atto di accusa preventivo ma un atto di tutela.

Per quanto riguarda i rapporti tra il Ravenna Calcio e i soggetti indicati nell'ordine del giorno, ritengo che la costituzione di una commissione di indagine risponderebbe a una giusta esigenza di trasparenza. Avreste la possibilità di fugare tutti i nostri dubbi rispetto ai legami tra sponsorizzazioni e assegnazioni di lavori".

 

Alberto Fussi (capogruppo Pri): "I contenuti dell'intervento di Vandini non hanno niente a che fare con la vicenda sportiva dalla quale ha tratto origine questo dibattito in consiglio comunale. Se Vandini lo desidera può presentare un altro ordine del giorno, o una denuncia in procura.

Nel merito della questione ribadisco che l'opposizione cerca di creare uno scandalo prima del tempo, mentre la maggioranza, più correttamente, afferma che, se la magistratura deciderà per un rinvio a giudizio, il consiglio si riserverà ogni atto a tutela del buon nome della città".

 

Maurizio Bucci (Pdl) ha detto di ritenere "legittima la richiesta di chiarimenti su eventuali intrecci tra sponsorizzazioni e politica, tema sul quale si è interrogata anche la stampa nazionale" (il consigliere ha citato un articolo del quotidiano Il Giornale). "La richiesta di Commissione di Indagine e non Inchiesta in quanto quest'ultima sarebbe di competenza della Procura e non certamente dell'ambito di nostra competenza, è riferita a verificare e a far luce su alcune operazioni di grande rilevanza immobiliare e patrimoniale quale appunto Marinara, Porto Reno, ed altre citate nell'O.d.G., per le quali la trasparenza e la verifica da parte della Commissione sarebbe stata una garanzia anche nei confronti dei cittadini".

 

Alessandro Barattoni (Pd) ha ribadito "la positività del modello di convenzione introdotto per primo dal Comune di Ravenna con una società sportiva, che è stata chiamata a una partecipazione diretta, anche economica, alla gestione dell'impianto". Ha inoltre aggiunto di non ritenere "che spetti al consiglio comunale parlare della situazione economica di una società privata, con la quale il Comune non ha altri legami se non quelli relativi a detta convenzione, gli unici dei quali l'amministrazione si deve occupare. Il Comune ha infatti centinaia di convenzioni con società sportive professionistiche e dilettantistiche e si dovrebbe affrontare il discorso con uno sguardo d'insieme analizzando le difficoltà economiche e sociali nella gestione di tali società aggravate negli ultimi tempi dalla difficoltà nel reperimento di risorse, con la carenza di sponsor e la crisi del volontariato che non risparmiano nessuno". Ha infine esortato il Consigliere Vandini (Movimento 5 Stelle) "a intervenire nel merito della discussione e di non cadere in sterili polemiche dopo aver condotto una campagna elettorale solamente con il motto "tanto sono tutti uguali"".

Alvaro Ancisi (capogruppo Lista per Ravenna), presentatore dell'ordine del giorno unitario dei gruppi di opposizione: "Le tre proposte del nostro ordine del giorno sono pertinenti e fattibili. 1)Noi rivolgiamo al sindaco un indirizzo chiaro: che, non appena ci sarà il rinvio a giudizio di uno o più indagati, ormai certo, il Comune deve costituirsi parte civile nel processo, al fine di tutelare gli interessi della comunità ravennate largamente offesi dalla triste vicenda. Non si tratta di un giudizio preventivo, ma solo di dire apertamente le cose come devono essere, a differenza di quanto fate voi che girate intorno alle parole per nascondervi. 2) La commissione di indagine, strumento previsto dal testo unico degli enti locali e dal regolamento del consiglio comunale, viene chiesta con l'intento di valutare quali rapporti sono intercorsi e devono intercorrere tra società sportiva e sponsor, se questi ultimi sono imprese private che hanno relazioni d'affari col Comune, ad esempio in materia di varianti d'uso urbanistico del territorio comunale, di autorizzazioni per nuovi impianti o di appalti di lavori. 3) Infine, chiediamo di riesaminare la convenzione per la concessione in uso dello stadio Benelli, allo scopo di aggiornare equamente e doverosamente il canone dovuto al Comune (che risale a molti anni indietro, quando ancora non c'era l'euro),  rapportandolo agli impegni di interesse pubblico da porre a carico della società, primo tra tutti la salvaguardia e il potenziamento del settore giovanile e le attività di promozione dello sport calcistico nelle scuole e tra i ragazzi. Chiediamo che queste tre richieste siano poste in votazione una per una, al fine di valutare se da parte della maggioranza c'è la volontà di entrare nel merito di ciascuna, oppure solo quella di innalzare un muro di gomma di fronte all'esigenza di far chiarezza e  imporre trasparenza sulle zone grigie in cui è stata finora tenuto dalla maggioranza stessa il rapporto tra politica e calcio professionistico a Ravenna".

Andrea Tarroni (Pd): "Per tutte le tematiche che avete sollevato, al netto della demagogia sarebbe sufficiente svolgere un dibattito all'interno della commissione sport. Una commissione di indagine sarebbe poco rispettosa dello strumento in sé, perché avrebbe l'unico potere di indagare la convenzione per la gestione del Benelli, che è un atto pubblico".

 

Diego Rubboli (capogruppo Federazione della sinistra): "Alla luce della situazione attuale ritengo più appropriato l'ordine del giorno della maggioranza, scarno ma essenziale e corrispondente alla nostra conoscenza degli eventi. Il primo punto di quello dell'opposizione mi sembra prematuro in quanto, disponendo di sole notizie giornalistiche, non siamo in grado di distinguere le millanterie dai fatti veri. C'è solo un elenco di indagati ed occorre attendere almeno il rinvio a giudizio di chi sarà ritenuto responsabile da parte della magistratura.

Per quanto riguarda il secondo punto ritengo che una commissione di indagine non abbia i poteri di chiarire quanto viene chiesto, perché i soggetti cui si fa riferimento sono terzi rispetto al Comune.

Infine, per quanto riguarda la convenzione che assegna uso, manutenzione ecc. dello stadio alla società Ravenna Calcio, non vedo alcuna relazione con lo sviluppo del settore giovanile, in quanto i ragazzi non giocano al Benelli".

 

Gianandrea Baroncini (Pd) è intervenuto per dichiarazione di voto sul terzo punto dell'ordine del giorno dell'opposizione, affermando che "la convenzione del 2008 per la gestione del Benelli, approvata all'unanimità dallo scorso Consiglio Comunale (con la sola astensione del Pdl) costituisce un esempio molto positivo e avanzato nel panorama nazionale in merito ai rapporti tra un Comune proprietario di un impianto ed una Società concessionaria, potrà casomai essere illustrata in commissione sport per rispetto verso i consiglieri neo-eletti, ma sicuramente scaturì da un dibattito approfondito ed analitico rispetto ai problemi che, allora come oggi, erano notevoli e numerosi".

 

Il Consigliere ha poi affermato che "sarebbe giusto che tutti i colleghi  fossero consapevoli della bontà dei contenuti della convenzione che sono stati concepiti cercando da un lato di aumentare la responsabilità della Società Ravenna calcio sui costi di manutenzione ordinari, straordinari e rispetto alla sicurezza, e dall'altro di garantire alla città ed ai cittadini una struttura a norma, fruibile e pienamente funzionale. Il tutto con l'obiettivo di ridurre al minimo il costo sociale sulla collettività e creare una situazione sostenibile nel bilancio comunale. Per questo mi pare inopportuno riesaminare la convenzione prima della sua scadenza."

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