Ravenna, integrazione dei Rom. L'Europa approva il "Rapporto Ancisi"

Ravenna, integrazione dei Rom. L'Europa approva il "Rapporto Ancisi"

Ravenna, integrazione dei Rom. L'Europa approva il "Rapporto Ancisi"

RAVENNA - Il Comitato delle Regioni dell'Unione Europea ha approvato all'unanimita' il documento, redatto ed esposto dal vicepresidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), il consigliere di opposizione ravennate Alvaro Ancisi, riguardante l'integrazione sociale ed economica dei Rom. Diventa quindi ufficiale il cosiddetto 'rapporto Ancisi', che verrà adottato dalla Commissione europea come riferimento per fornire linee guida comuni ai paesi membri.

 

"È motivo di grande soddisfazione, per me e per l'ANCI, essere riusciti a far passare all'unanimità questo rapporto che ha messo d'accordo i rappresentanti di tutte le 90.000 regioni e città dei 27 paesi membri", ha commentato Ancisi al termine della votazione. "È un lavoro che delinea una posizione organica e unitaria dei governi locali, ottimo segnale dopo le espulsioni massicce dei Rom avvenute in Francia la scorsa estate, che avevano aspramente diviso la Comunità europea".

 

Il rapporto propone politiche regionali integrate sul territorio, atti normativi per rendere applicabili le direttive europee sulle discriminazioni, accesso all'istruzione per i bambini Rom, favorendo anche il loro inserimento in percorsi di educazione sanitaria e sportiva, integrazione nel mercato del lavoro, soluzioni abitative non segreganti, tutela delle donne Rom. Questi alcuni capisaldi del documento, che era stato approvato all'unanimità anche dalla commissione Politica Economica e Sociale.

 

"Si tratta, in particolare, di ridefinire le competenze in materia di Rom prevedendo un forte coinvolgimento di Regioni e Comuni" spiega ancora Ancisi. "Partendo dalla natura transnazionale delle comunità Rom, si rende necessario un approccio che tenda al coinvolgimento di tutti i livelli di governo, al fine di individuare buone prassi, interscambiabili, e un sempre più incisivo coordinamento tra Europa, Stati membri ed enti territoriali, coinvolgendo sempre di più i Paesi di provenienza delle comunità Rom".

 

Per Ancisi, un documento del genere era indispensabile "perché queste comunità soffrono condizioni sociali ed economiche più pesanti delle altre minoranze etniche, le cui conseguenze si ripercuotono negativamente sui paesi dell'Unione, ma soprattutto su chi, come gli enti locali, si trovano giornalmente a dover fronteggiare sotto forma di emergenza i problemi dei Rom".

 

Ora, dunque, c'è uno strumento in più "ma - ammonisce Ancisi - gli enti locali non devono essere lasciati soli, perché altrimenti il problema non si risolverà mai". Infine, un richiamo alla legalità: "È indispensabile promuovere nelle comunità Rom la cultura della legalità, che deve passare, innanzitutto per il superamento dei campi abusivi. Prima la prevenzione, e solo se necessario la repressione". L'esposizione del rapporto si è conclusa con l'affermazione dell'impegno del Comitato delle Regioni ad esporre il prossimo 27 gennaio, "Giorno della memoria", la bandiera dei Rom, per ricordare il genocidio che hanno subito durante il regime nazista.

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