Ravenna, istituito il registro dei testamenti biologici

Ravenna, istituito il registro dei testamenti biologici

Ravenna, istituito il registro dei testamenti biologici

RAVENNA - Nella seduta del consiglio comunale di lunedì sera è stato espresso il voto in merito alla istituzione di un registro delle persone residenti nel Comune di Ravenna che intendono dichiarare di aver redatto una dichiarazione di trattamento anticipato (dat) e di averla depositata presso un notaio/fiduciario. La presentazione della delibera e il dibattito si sono invece svolti nella seduta del 24 marzo.

 

"Il Comune - ha spiegato l'assessore Giovanna Piaia - avrà un registro nel quale i cittadini potranno iscriversi attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, dando conto di aver redatto una dichiarazione anticipata di trattamento (Dat) e di averla depositata presso una persona di fiducia o notaio. La registrazione si effettuerà presso lo Sportello Polifunzionale Urp del Comune di Ravenna in via Da Polenta 4 non appena sarà resa operativa la procedura, salvo imprevisti intorno al 20 aprile. Nel caso in cui il sottoscrittore depositi la Dat presso un depositario che non sia un notaio occorre che anche il fiduciario si presenti contemporaneamente per la validazione del certificato. E' questo il risultato di un lavoro svolto in più fasi con la discussione di più odg e di una petizione di iniziativa popolare".

 

L'assessore ha inoltre spiegato come il provvedimento di istituzione del registro si inserisce "nel contesto legislativo nazionale che vede un nuovo rinvio del progetto di legge Calabrò alla ripresa del suo iter parlamentare. L'iniziativa risponde ad una diffusa richiesta sociale assunta dal Comune come funzione di pubblica utilità con la tenuta dei Registri/Elenchi che ha scopo ricognitorio e consente di risalire ai nominativi di coloro che hanno redatto una dichiarazione anticipata di trattamento. Tale attività, come è noto, non attribuisce nuove figurazioni giuridiche, ma assicura di potere godere dei diritti di cui si è già titolari. Rende agevole un diritto già esistente in questa situazione normativa che, attraverso un combinato di norme costituzionali, afferma il principio che la volontà di cittadini in materia di trattamenti sanitari è un valore da tutelare.

 

Complementari risultano il Codice di deontologia professionale e il Trattato di Oviedo. La DAT potrà rimanere uno strumento utile se la futura legge riuscirà a tenere bilanciati il diritto alla salute e il diritto alla autodeterminazione e comunque, pur non restando vincolanti le dichiarazioni del testante, anche nel futuro della legge attualmente in discussione, potrà rimanere facoltativo da parte del medico recuperare eventuali atti di volontà. Una visione olistica della terapia medica deve prevedere la cura, il prendersi cura, l'ascolto della competenza del paziente quanto le sue volontà anticipatamente espresse, comprendendole anche attraverso le persone che gli sono accanto egli atti eventualmente consegnati. La tracciabilità nella ricerca degli atti può consentire una ricognizione in tempi più rapidi in condizioni di maggiore certezza.

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Per queste ragioni si auspica che il Parlamento approvi un testo coerente con le norme costituzionali e produca una legge umana, mite che ascolti la volontà del paziente, non lasci nessuno solo di fronte alla morte e mantenga una relazione di fiducia fra medico, paziente e famigliari".

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