Ravenna, l'annata agraria 2010 segna un calo del 17% per i cereali

Ravenna, l'annata agraria 2010 segna un calo del 17% per i cereali

Ravenna, l'annata agraria 2010 segna un calo del 17% per i cereali

RAVENNA - Gli agricoltori dell'organizzazione Cia di Ravenna presentano i primi risultati dell'annata agraria 2010. La Cia, mercoledì alle 15.00, presso la sala della Legacoop "N. Baldini", a Ravenna, presenta al comparto agroalimentare ravennate il bilancio dell'annata agraria 2010 che si presenta con luci e ombre ma con carenze strutturali molto importanti in relazione alla tutela dei redditi delle imprese agricole.

 

L'iniziativa, realizzata dal servizio tecnico e dal centro studi Cia e vede l'esposizione e l'analisi dei dati dei diversi comparti produttivi del settore. Per la Cia la provincia, nel corso del 2010, anche in presenza di una crescita dei prezzi alla produzione per diversi comparti produttivi e di una certa stabilità dei costi, non ha usufruito pienamente di questa situazione favorevole. Infatti le avversità atmosferiche che hanno colpito duramente il territorio hanno inciso negativamente sulle rese qualitative-produttive e, di conseguenza, sui ricavi. Basti pensare che sono diminuite in modo considerevole le produzioni di kiwi, nettarine, pere, mele ed uva. Nel ravennate per alcuni cereali, quali frumento tenero e duro, le rese sono diminuite del 17%.

 

Va inoltre rimarcato che anche gli operatori del comparto zootecnico hanno assistito ad una diminuzione considerevole delle entrate dovute soprattutto al calo dei prezzi registratisi in alcuni comparti produttivi. Il 2010, sulla base dei dati relativi ai primi 10 mesi, non sembra offrire margini di miglioramento alla redditività degli agricoltori, mantenendo inalterata la situazione di crisi che coinvolge il settore. Infatti, nonostante una leggera flessione dei prezzi dei fattori produttivi, si riscontra solo un lieve incremento dei prezzi alla produzione non sufficiente a riportare la ragione di scambio a livelli accettabili.

 

"La nostra agricoltura, strutturalmente debole, di fronte ad una concorrenza sempre più agguerrita dovuta alla globalizzazione del mercato, difficilmente potrà nel futuro garantire redditi adeguati e stabili ai produttori agricoli se non si procederà ad una forte riorganizzazione delle filiere con aggregazioni dell'offerta ed accordi con la Gdo, interventi per la gestione dei rischi, anche relativi alla volatilità dei prezzi, regole per valorizzare pienamente le marche dei prodotti locali, reciprocità negli accordi commerciali regionali e multilaterali per evitare distorsioni della concorrenza a danno degli agricoltori comunitari e degli elevati livelli di tutela dei consumatori", conclude una nota della Cia.

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