Ravenna, l'assassino di Tartari confessa in tribunale: "Lo colpii perché era una furia"

Ravenna, l'assassino di Tartari confessa in tribunale: "Lo colpii perché era una furia"

Ravenna, l'assassino di Tartari confessa in tribunale: "Lo colpii perché era una furia"

RAVENNA - E' stato il giorno della deposizione dell'assassino, un assassino reo confesso in base a quanto ha ripetuto davanti ai giudici giovedì al tribunale di Ravenna: Salvatore Vertone si è assunto la responsabilità di quel fendente con un coltello che uccise, il 20 luglio del 2008, Andrea Tartari, durante un litigio in strada a Porto Corsini. Tuttavia si tratterebbe, ha fatto rilevare il pm Roberto Ceroni, della quarta versione data da Vertone.

 

Nella deposizione di giovedì in aula, in particolare Vertone ha "ambientato" la vicenda del ferimento mortale, parlando della vittima, Andrea Tartari di Marzabotto, come di un violento che stava picchiando selvaggiamente il fratello Giovanni, e che si sarebbe poi diretto verso di lui, Salvatore, per picchiarlo. Vertone ha quindi ammesso di aver sferrato il colpo mortale, ma solo in un contesto di violenza generale.

 

Una ricostruzione che tuttavia stride con le testimonianze di parenti e amici, che parlano invece di Tartari come di una persona pacifica e non affatto violenta di natura. A confermare la versione di Vertone, che fu preso a Mondragone (Caserta), mentre andava a costituirsi, anche il fratello Giovanni. L'udienza davanti alla Corte d'Assise è stata quindi aggiornata.

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