Ravenna, l'Idv a fianco delle lavoratrici dell'Omsa

Ravenna, l'Idv a fianco delle lavoratrici dell'Omsa

RAVENNA - Liana Barbati, capogruppo dell'idv, ha presentato una risoluzione di solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori Omsa di Faenza dove - precisa - il gruppo Golden Lady, leader del settore con il 52% del mercato italiano, ha scelto di lasciare a casa 350 dipendenti, di cui 320 donne, per trasferire la produzione in Serbia, "riducendo così i costi e aumentando i profitti". "L'idv - si legge nel testo - combatte al fianco dei lavoratori, li sostiene nel loro intento di salvaguardare il loro diritto al lavoro, nella legittima aspettativa di avere un futuro certo".

 

A tal fine, la risoluzione impegna l'Assemblea legislativa, nell'ambito delle proprie prerogative e competenze, a tutelare e a promuovere il diritto al lavoro e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori della Omsa di Faenza e a richiamare a una precisa responsabilità sociale "le imprese che vogliono approfittare della crisi e delle risorse pubbliche per licenziare e accrescere i propri profitti a danno dei dipendenti e dello stesso territorio che ne ha accolto gli stabilimenti".

 

Nel documento Liana Barbati ribadisce che l'Emilia-Romagna ha sempre fatto della difesa del tessuto industriale del territorio l'opportunità per coniugare sviluppo e coesione sociale. I nostri imprenditori - continua - hanno permesso alla Regione di tenere testa alla crisi mondiale in corso, grazie alla serietà e l'impegno con cui giornalmente affrontano le situazioni di disagio, coadiuvati dai sacrifici dei lavoratori e delle loro famiglie.

 

"Alle istituzioni e alla politica - conclude - è fatto preciso dovere, oggi, di affrontare la crisi economica e occupazionale, nonché lo sciacallaggio liberista, con chiare prese di posizione e concrete azioni politiche che dimostrino senza alcun dubbio la netta condanna della deriva antisociale che certe aziende detengono, come nel caso della Omsa di Faenza". A parere dell'esponente dell'idv "le regole del liberismo spinto che privilegiano l'aspetto economico-finanziario della produzione e del lavoro a scapito di quello umano e sociale non possono essere condivise né accettate dalle istituzioni democratiche".

 

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