Ravenna: l'onda di petrolio nel Po fa temere per il parco nazionale del Delta

Ravenna: l'onda di petrolio nel Po fa temere per il parco nazionale del Delta

Ravenna: l'onda di petrolio nel Po fa temere per il parco nazionale del Delta

RAVENNA - "Quando l'onda nera arriva li', dove il fiume rallenta e si dirama, dove va? Se si ferma, a quel punto e' il disastro totale". Lo afferma il presidente del Canale emiliano-romagnolo (Cer) e di Coldiretti Ravenna, Massimiliano Pederzoli, che intanto rassicura sulla situazione dell'impianto  idropotabile che attinge proprio dal Po: "In questo periodo non e' in funzione, stiamo facendo dei lavori di manutenzione, quindi non distribuiamo acqua".

 

" Quando riprenderemo, verso meta' marzo, l'onda dovrebbe gia' essere dilavata". Anche se, ammette, "non so davvero che conseguenze avra'". Ma il vero problema, spiega Pederzoli, "e' la foce". Perche' "se non riescono a fermare quest'onda nera ('e il Po lo conosco, va veloce', sottolinea), arriva nel delta e si ferma li', tra le valli. Poi come lo togliamo il petrolio dai canneti?". Se dovesse accadere, prosegue, "sarebbe il disastro ecologico. Morirebbe tutto. E non ci sarebbe bisogno di chissa' quanto tempo, basterebbero pochi giorni".

 

Non si parla solo di volatili e le specie protette tipiche del parco del delta del Po. "Li', appena il fiume di immette nell'Adriatico, ci sono gli allevamenti di cozze e vongole- osserva- per le cooperative e per i pescatori sarebbe un danno di una portata notevole".

 

Orchetti marini, anatre, folaghe, aironi cenerini e bianchi, falchi di palude, beccacce di mare, piovanelli pancianera e garzette. Sono solo alcune delle specie di uccelli che si possono ancora trovare a svernare o a fare il nido tra i canneti e le praterie sommerse della Sacca di Goro, un luogo dove acqua salata e acqua dolce si mescolano costantemente creando un habitat particolarissimo per la fauna del delta del Po.

 

Un luogo cosi' delicato che e' stato uno dei primi pensieri del Consorzio Parco del delta del Po alla notizia della macchia di carburante che avanza lungo il fiume dopo lo sversamento nel Lambro. Anche perche' l'acqua dolce che alimenta la laguna salmastra proviene proprio dal Po.  "Abbiamo segnalato alle autorita' e alla Protezione civile alcune aree da preservare. In particolare la Sacca di Goro", fa sapere il presidente del consorzio, Massimo Medri.

 

"Se ci fosse un riversamento, sarebbe un disastro ambientale. Non solo per la foce, ma anche per la costa, in termini di fauna e di paesaggio". In questo momento, dice, "siamo molto preoccupati, ma abbiamo messo a disposizione tutte le nostre risorse e tutto il nostro bagaglio di conoscenze, nei tavoli con Provincia e Regione".

 

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