Ravenna, l'opposizione denuncia problemi nell'anticendio al porto

Ravenna, l'opposizione denuncia problemi nell'anticendio al porto

Ravenna, l'opposizione denuncia problemi nell'anticendio al porto

RAVENNA - "Nel giro di una settimana, le condizioni di insicurezza del porto di Ravenna si sono manifestate con grande evidenza in due occasioni". Ad osservarlo e' il capogruppo di Lpr, Alvaro Ancisi, che richiama L' "infortunio di ieri avvenuto a bordo di una nave ormeggiata ai danni di un lavoratore caduto dall'alto, e quello precedente dell'allarme sulla fuga di gas da una nave che scaricava un prodotto infiammabile e cancerogeno", per sollevare il problema del Servizio integrativo antincendio (Sia), comunemente conosciuto come Guardie dei Fuochi.

 

"Si tratta di un servizio privato di interesse pubblico, autorizzato preventivamente dalla Capitaneria

di Porto locale, posto a carico degli armatori delle navi che approdano alle banchine in carico al servizio- spiega Ancisi- sono figure importanti e fondamentali nella prevenzione e nel soccorso, in considerazione della gravita' degli incidenti e degli incendi nell'intero settore dei trasporti marittimi".

 

Ma, secondo il consigliere, a Ravenna il servizio opera in condizioni di "difficolta'", e per questo ha deciso di portare il caso a Palazzo Merlato, attraverso un'interrogazione rivolta al sindaco, Fabrizio Matteucci. "Intendo richiamare l'attenzione dell'amministrazione civica sulle necessita' che il Sia venga adeguatamente sostenuto e attentamente monitorato- afferma- in particolare, occorre controllare che sia rispettato il numero delle Guardie dei Fuochi prescritto dall'ordinanza della

Capitaneria di Porto".

 

A questo proposito, Ancisi segnala delle possibili violazioni. Un esempio e' che "quando navi aventi a bordo prodotti pericolosi necessitano di rifornirsi di carburante (bunker) mediante una bettolina, oltre ai due operatori che gia' presiedono le operazioni di scarico e carico di tali prodotti, devono essere presenti altre due Guardie dei Fuochi". Quindi si rivolge direttamente al primo cittadino, che da "buon intenditore" dovrebbe gia' comprendere anche "le parole non dette", cioe' le allusioni a possibili mancanze del servizio. Ancisi conclude sottolineando il fatto che Matteucci "ha l'autorita' e le competenze perche' il messaggio giunga a destinazione. Le chiedo se ne condivide il dovere. Stiamo parlando, prima di tutto, di vite umane". (Dire)

 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -