RAVENNA - La carta dei diritti delle bambine entra nelle scuole

RAVENNA - La carta dei diritti delle bambine entra nelle scuole

RAVENNA - Imparare il rispetto verso le bambine sui banchi di scuola per prevenire fenomeni di violenza da adulti. E scoprire ciò che ogni bambina europea avrebbe il diritto di aspettarsi. E’ questa la finalità del progetto che l’assessore alle pari opportunità Giovanna Piaia vuole realizzare coinvolgendo i dirigenti scolastici, la Prefettura e la Questura attorno alla Carta dei diritti delle bambine, una carta pensata per diffondere una lettura “di genere” dei diritti sanciti dalla Convenzione Onu del 1989. A tale scopo è previsto un primo incontro venerdì prossimo nel corso del quale l’assessore insieme con la dottoressa Maria Grazia Avezzù responsabile nazionale della Federazione Europea BPW (Business Professional Women) presenteranno la Carta dei diritti della bambina e le iniziative collegate. La Carta, che riprodotta in un segnalibro verrà distribuita a tutti i ragazzi, sarà infatti il tema sul quale lavoreranno durante il prossimo anno scolastico le classi terze e quarte classi elementari e le prime e le seconde medie inferiori con gli insegnanti opportunamente formati.


“La recente recrudescenza di atti violenti e di prevaricazione contro donne e bambine – commenta l’assessore Piaia- è un dato che colpisce la società e la comunità educante, fa riflettere e richiede una risposta in termini di formazione partecipata al rispetto ed alla cultura di uguaglianza di genere.


La nostra città, peraltro a livelli generali di eccellenza sotto vari indicatori –vivibilità, sanità, servizi, risparmio, impiego- è ben al 97° posto su 106 capoluoghi di provincia per quanto riguarda gli atti violenti denunciati a danno di donne e bambine. Questo dato ci spinge a proporre azioni positive, da subito. Coinvolgere la scuola significa educare le future generazioni partendo dalla carta dei diritti della bambina’ per realizzare un mutamento nell’ atteggiamento che troppo spesso viene assunto: da parte dei maschi, di ‘giusta’ superiorità , e da parte della femmine di inevitabilità della discriminazione. E rendere più consapevoli le bambine della loro identità”.



La carta dei diritti delle bambine

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La Carta dei diritti della bambina, è stata presentata e approvata al IX Congresso della Federazione Europea BPW (Business Professional Women), tenutosi a Reykjavik nell’agosto del 1997. Il suo processo di elaborazione inizia nel 1995 quando nel corso della Quarta conferenza Mondiale organizzata dall’Onu, un gruppo di donne denunciò la drammatica condizione delle bambine adolescenti e spinse per arrivare alla firma di un documento condiviso a tutela dei diritti negati. Nella Dichiarazione e nel Programma che costituiscono i documenti politici di Pechino, i 184 Paesi firmatari stabilirono, al punto 12, obiettivi strategici e azioni positive per eliminare le forme di discriminazione nei confronti della ‘girl child’ (la bambina sino a 16 anni). Immediatamente dopo in Europa, la Commissione Governativa del Regno Unito, s’impegnò nel predisporre un complesso di principi, ispirati alla Convenzione Onu del 1989, ma anche prendendo a spunto il quadro drammatico scaturito dal vertice di Pechino. L’obiettivo era quello di scuotere le coscienze, stimolare l’opinione pubblica a dibattere sulla condizione delle bambine e adolescenti e sui loro diritti non in modo sostanziale pari a quello maschili. Nasce così la Carta dei Diritti della Bambina, portata nel nostro Paese dalla Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari (F.I.D.A.P.A.), che elabora ancora oggi i contenuti della documento per affinarne i principi e renderli operativi.




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