Ravenna, la città ricorda Miserocchi e Pasi

Ravenna, la città ricorda Miserocchi e Pasi

RAVENNA - La Provincia ricorda l'assassinio delle due guardie venatorie, Guglielmo Miserocchi (44 anni) e Ivano Pasi (31 anni), avvenuto domenica 5 febbraio 1989 ad opera di un bracconiere, sorpreso a caccia nella zona di Fosso Ghiaia. Venerdì 5 febbraio, i due dipendenti che persero la vita assolvendo il proprio dovere, saranno ricordati con una cerimonia che si terrà a Fosso Ghiaia alle 9.30 presso il cippo eretto dove avvenne l'omicidio.

 

La cerimonia si terrà alla presenza del presidente della Provincia Francesco Giangrandi e dei componenti della conferenza permanente dei capigruppo del consiglio provinciale: la presidente Elena Rambelli, il vicepresidente Oriano Casadio e i consiglieri Fabio Bocchini, Roberto Bolognesi, Vincenzo Galassini, Massimo Mazzolani, Guido Mondini, Francesco Morini e Angelo Zoli.

 

Alla cerimonia seguirà una visita in forma privata ai cimiteri di Mezzano e Ducenta dove sono sepolte le salme di Miserocchi e Pasi.

 

"Il cippo di Fosso Ghiaia che ricorda il sacrificio delle nostre due guardie venatorie è diventato un simbolo per tutta la comunità provinciale: il ricordo di come Guglielmo e Ivano compivano il proprio dovere ogni giorno perché fossero rispettate le leggi e le regole che la tengono unita e su cui si basa la convivenza civile e il patto sociale" commenta il presidente della Provincia Francesco Giangrandi

 

Il ricordo di Guglielmo Miserocchi e Ivano Pasi è ancora vivo, così come l'affetto non solo fra i colleghi che hanno lavorato con loro, ma anche tra chi li ha conosciuti. "Ogni volta che ricordiamo le due guardie venatorie - aggiunge Elena Rambelli - compiamo un gesto di rispetto verso noi stessi, verso la nostra comunità. Il modo migliore per onorare il ricordo di Miserocchi e Pasi è di seguire il loro esempio, di difendere le regole, in primo luogo rispettandole noi stessi. Affidiamo ogni giorno la nostra sicurezza a persone come loro, perché sappiamo che compiranno il proprio dovere fino in fondo. Per questo voglio ringraziare i familiari, che ci aiutano mantenere viva la memoria dei loro cari".

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