Ravenna: la Confesercenti sulle tariffe locali

Ravenna: la Confesercenti sulle tariffe locali

RAVENNA - Di seguito si riporta in merito il testo della lettera inviata oggi al Sindaco del Comune di Ravenna e al Presidente della Provincia dal Presidente Comunale della Confesercenti Gianluca Gasperoni a nome della nuova Presidenza Comunale dell'Associazione.

 

"La cronaca di questi ultimi giorni porta nuovamente all'attenzione la questione delle tariffe locali che come Confesercenti avevamo affrontato già alcuni mesi fa con le nostre richieste di rivedere Tariffa Igiene Ambientale e il sistema di addebitamento dei costi per il trattamento delle acque meteoriche.

 

Nella prima convocazione della presidenza comunale neoeletta dalla recente assemblea dei soci, l'argomento tariffe e pressione fiscale sulle piccole medie imprese è stato ritenuto tra i prioritari rispetto all'agenda di lavoro definita per la nostra associazione. La richiesta che viene dalla nostra base è che si venga incontro anche alle esigenze delle migliaia di piccole imprese, che nella nostra città passano per la maggior parte un momento tanto difficile.

 

Purtroppo segnalo che l'annunciato aumento medio del 4,5% del costo dell'acqua, sicuramente ricadrà in particolare sulla fiscalità delle aziende. A questo va aggiunto il capitolo già osservato da Confesercenti sulla  copertura di costi, che dovrebbero ricadere nei bilanci comunali, quali la tariffa sulla pioggia e la tariffa dei rifiuti sugli immobili pubblici, ma che per le scelte effettuate dalle amministrazioni invece di essere a carico della collettività  quando invece a nostro avviso alla loro copertura ognuno dovrebbe partecipare in base alla propria redditività e non in base al consumo di acqua o alla dimensione della  superficie delle aziende commerciali o turistiche.

 

Tutte queste scelte in modo inesorabile andranno ad aumentare prevalentemente le tariffe delle attività non domestiche.

 

In una situazione di crisi economica gravosa dove i fatturati sono diminuiti di percentuali anche del 30%, i costi delle tariffe e delle utenze rimangono invariati, con incidenze sul fatturato tale da mettere in crisi le imprese.

 

 

Noi chiediamo per esempio che la tariffa dei rifiuti sia applicata in base alla produzione, e non in base alla metratura; se un'attività produce poco deve diminuire l'importo da corrispondere; si devono prevedere processi organizzativi tali da diminuire i costi, ancor più per l'anno 2009 dove di sicuro i rifiuti caleranno, come si è evidenziato già nella stagione estiva del 2008 dove ad esempio la produzione degli stabilimenti balneari ha avuto una diminuzione elevata nel confronto con quella del 2007.

 

Per quanto riguarda l'energia elettrica ed il gas per riscaldamento (temi questi di rilievo nazionale) questi sono rapportati in base al costo del petrolio; ebbene questo è iniziato a diminuire dal mese di settembre 2008 e il picco del minor costo del barile si è avuto alla fine del  medesimo anno e la conseguenza è stata che l'energia elettrica ed i costi del gas per il riscaldamento diminuiscono solo dal 1 aprile e quando i consumi invece calano. Questa per le imprese i cui fatturati hanno iniziato a diminuire già da gennaio è una presa in giro.

 

Per fare un esempio: un pubblico esercizio di 100 mq, solo per essere in funzione ha un costo mensile minimo di € 350,00 di energia elettrica ed un costo di € 150,00 per la tariffa dei rifiuti, queste sono solo 2 voci senza aggiungere il riscaldamento, l'acqua, ed i costi per autocontrollarsi sui temi sicurezza sul lavoro e igiene degli alimenti.

 

 

A proposito di energia elettrica dal momento che a Ravenna si produce il 50% del fabbisogno di elettricità dell'intera regione, è'possibile trovare una formula affinché cittadini ed imprese possano godere di qualche vantaggio? Noi siamo convinti che il rapporto costi benefici debba essere quantomeno equilibrato, quindi perchè non esigere che a Ravenna tali benefici ritornino sotto forma di finanziamenti per la manutenzione e l'ampliamento di infrastrutture nel campo dei trasporti, oggi sofferenti sotto il carico di traffici per la maggior parte al servizio di una comunità ben più ampia?

 

Inoltre una richiesta avanzata in più documenti dalla nostra associazione e che riproponiamo è di tener conto di una delle norme della legge Bersani, applicandola, che prevede per le piccole località, frazioni o altre aree sotto i 3000 abitanti al fine di favorire la sopravvivenza del commercio di vicinato, "che gli Enti locali possono stabilire particolari agevolazioni, fino alla esenzione per i tributi di loro competenza".

 

Come testimoniano diverse situazioni presenti nelle frazioni questa necessità è forte e sentita oltre che dagli operatori, dagli abitanti e dagli organismi locali.

 

Gli amministratori locali, pur in tempi difficili e di bilanci condizionati, devono certamente tener conto del lavoro dipendente e delle tante famiglie che sono e forse saranno in difficoltà in questo 2009, ma devono ricordarsi che esistono anche il mondo del commercio, del piccolo commercio, del turismo e dei servizi e le tante famiglie che vi lavorano.

 

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Se a noi è chiesto di tenere sotto controllo i prezzi finali chiediamo che anche il settore pubblico faccia la propria parte; la redditività delle nostre imprese e la loro sopravvivenza dipendono anche dalle scelte delle Amministrazioni."

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