Ravenna, la crisi attanaglia le imprese: fatica anche l'artigianato

Ravenna, la crisi attanaglia le imprese: fatica anche l'artigianato

Ravenna, la crisi attanaglia le imprese: fatica anche l'artigianato

RAVENNA - Il 2009 è stato un anno estremamente difficile per l'economia nazionale. A anche Ravenna, purtroppo, è stata attanagliata dalla crisi. Lo dicono le cifre Istat, e a fare un quadro più completo della situazione ci ha pensato Cna Ravenna. Centottanta le imprese iscritte in meno all' Albo Imprese Artigiane, con una flessione in particolar modo di quelle artigiane: il peso dell'artigianato sul Registro Imprese, dopo un decennio di crescita ininterrotta , diminuisce passando al 28,23%.

 

"Riteniamo - dice Cna in una nota - che questa sia la chiave di lettura più convincente rispetto ai dati recentemente diffusi da ISTAT che evidenziano una caduta verticale del prodotto interno lordo del 5,1% - mai così male dal 1971 , mentre, sul versante occupazione si sono persi ben 428 mila posti di lavoro, chiudendo l'anno con un tasso di disoccupazione pari all'8,2%".

 

"Anche il valore delle esportazioni - prosegue la nota di Cna Ravenna - registra una consistente flessione rispetto all'anno precedente del 21,4%, dovuta a consistenti riduzioni tendenziali dei flussi sia verso i paesi Ue (-23,7%) sia, in misura più contenuta, verso i paesi extra Ue (-18,1%). Il 2009 ha segnato profondamente anche l'economia dell'Emilia - Romagna con una flessione del Pil del 4,6% con una crescita del tasso di disoccupazione che si attesta al 4% circa. Il valore delle esportazioni subisce, invece, una flessione più marcata rispetto alla media nazionale presentando un saldo negativo del 23,4%".

 

"La Provincia di Ravenna si inserisce , ovviamente, in questo contesto generale di grave difficoltà, anche se, come rileva Unioncamere Emilia-Romagna, "l'arretramento dei vari indicatori provinciali risulta meno pesante nel confronto regionale e nazionale e questo in ragione sia della caratteristica diversificazione dell'economia ravennate sia della forte presenza in ambito locale della filiera alimentare tradizionalmente anticiclica". Tutto questo è avvenuto nella fase più acuta di recessione - il 2009 - ma anche in quella attuale cioè il primo trimestre 2010 dove emergono i primi tiepidi segnali di una lenta e moderata ripresa. Probabilmente il comparto che ha subito più danni dalla crisi ancora in atto, sin dalla sua fase iniziale, risulta quello dell'impresa di minori dimensioni. I dati espressi dall'artigianato ravennate rafforzano quest'ultima tesi".

 

"Al 31 dicembre 2009 l'Albo Imprese Artigiane (AIA) della Provincia di Ravenna ha toccato quota 11.964 iscrizioni contro le 12.144 dell'analogo periodo del 2008, registrando, pertanto, una flessione di 180 imprese, -1,5 % in termini relativi. Nel corso del 2008 il saldo tra iscrizioni e cancellazioni all'Albo I.A. era stato leggermente positivo, 40 (+0,33%).La flessione dell'Albo I.A. in termini percentuali è stata più rilevante in ambito regionale. -2,1%, più contenuta nel contesto nazionale, -1,2%".

 

Anche il Registro Imprese della CCIAA di Ravenna diminuisce la propria consistenza dello 0,6% passando dalle 42.640 imprese alle 42387registrate al 31.12.2009, -253 unità. Nello stesso periodo in Emilia - Romagna e in Italia il numero delle imprese ha subito una contrazione rispettivamente dello 0,9% e dello 0,3%. Anche per il Registro Imprese nel 2008, il saldo tra iscrizioni e cancellazioni era stato positivo , 64 unità (+0,15%).

 

Il peso dell'artigianato sul Registro Imprese, dopo un decennio di crescita ininterrotta , diminuisce passando al 28,23% (precedentemente era al 28,48%).

 

L'andamento occupazionale complessivo del settore artigiano rappresenta un'ulteriore conferma dello stato di crisi del sistema della piccola impresa registrando una flessione generale del 4,6% (nel 2008 la flessione era stata più contenuta , -2,5%).

 

I dati su credito e investimenti mostrano, invece, un consistente aumento sia sul numero delle pratiche (+13,21%) sia sul volume dei finanziamenti deliberati (+23,27%). Un attenta lettura dei dati ci dice che oltre il 65% sono richieste per liquidità aziendale, consolidamento delle passività (trasformazione del debito dal breve al medio - lungo termine) e acquisto scorte di magazzino. Marginale la quota destinata agli investimenti in attrezzature e macchinari.

 

"In ultima analisi, il quadro previsionale. Nonostante si parli di moderata ripresa - continua la nota di Cna - il 2010 almeno in questo primo trimestre non sta fornendo dati e indicazioni in grado di pronosticare una rapida uscita da questa fase di stagnazione economica. Nel paese registriamo, infatti, un'ulteriore e preoccupante aumento della disoccupazione arrivata 8,5% anche se si rimane al di sotto della media di eurolandia (10%). La situazione occupazionale, inoltre, presenta il dato più negativo tra i giovani al di sotto dei 24 anni dove tocchiamo livelli nettamente superiori rispetto alla media europea (28,2% contro 20,6%)".

 

"La crescita dell'inflazione su base mensile è stata dello 0,3% (febbraio - marzo) mentre a livello annuale il carovita al 31 marzo è balzato all'1'4% (l'aumento più alto dal febbraio 2009). Le previsioni di crescita del Pil su base annua oscillano tra lo 0,5 % e l'1%. Siamo comunque a livelli molto bassi e pertanto i tempi di recupero saranno estremamente lenti. In riferimento al Pil nazionale occorre rilevare che con la perdita registrata nel 2009 siamo ritornati ai livelli del 2000, con un salto indietro di 9 anni, mentre a livello provinciale il salto negativo si è fermato al 2003/2004, circa 5/6 anni".

 

"Le recenti proiezioni di Prometeia prospettano per il settore manifatturiero ravennate un aumento nel 2010 del valore aggiunto che dovrebbe attestarsi attorno ai 2 - 2,5 punti percentuali e questo trend dovrebbe continuare fino al 2013. Ma comunque vada se si confrontano i valori assoluti questa ripresa non sarebbe in grado di recuperare nel quadriennio il livello di valore aggiunto raggiunto nel 2007 (nel 2009 il calo è stato del 13,7%)".

 

"Analogo discorso - dice Cna - per l'export dove il crollo di oltre il 20% del 2009 rispetto alla punta massima registrata nel 2008 non consentirebbe il recupero neanche nel 2013. E' prevedibile, invece, che edilizia e servizi riescano a recuperare il gap entro il 2013 andando così ad aumentare il peso di questi due settori nell'ambito della distribuzione settoriale del valore aggiunto provinciale. Sempre secondo Prometeia, in ambito occupazionale, ci sarà un aumento delle persone residenti in cerca di occupazione fino al 2011 per poi ridiscendere negli anni seguenti: Il livello di disoccupazione provinciale si manterrà comunque a livelli significativamente inferiori rispetto alla media nazionale".

 

"I tempi della ripresa sono quindi strettamente collegati al tema della produttività e, come già osservavamo in TrendRA nell'analisi dei dati congiunturali 2007, la sfida principale per l'economia italiana rimane come rilanciare lo sviluppo economico attraverso un aumento del tasso di crescita della produttività (sia del lavoro che dei fattori produttivi nel loro complesso)che, purtroppo, continua a mantenersi al di sotto della media europea (tra il 2005 e il 2008 il prodotto interno lordo italiano è cresciuto di circa 8 punti in meno della media dell'area euro). Relativamente alle Sezioni e alle Divisioni di attività dell'Albo Imprese Artigiane provinciale si riscontrano, anche per il 2008, differenze anche considerevoli dei trend che caratterizzano i diversi settori".

 

 

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