Ravenna: la crisi ha fatto perdere 250 posti di lavoro al porto

Ravenna: la crisi ha fatto perdere 250 posti di lavoro al porto

Ravenna: la crisi ha fatto perdere 250 posti di lavoro al porto

RAVENNA - "Una stima del lavoro perso complessivamente in tutto l'ambito portuale, nel 2009, si puo' realisticamente attestare in oltre le 250 unita' a tempo pieno, per anno". E' questo il conto, in termini occupazionali, che la crisi economica ha presentato al porto di Ravenna. Lo fa sapere il segretario provinciale della Filt-Cgil di Ravenna (che conta 1.776 iscritti), Danilo Morini, in una tavola rotonda all'Autorita' portuale sul tema "trasporti e lavoro".

 

La stima, precisa Morini, e' calcolata sommando "le riduzioni delle giornate per i lavoratori  interinali, i contratti a tempo determinato non rinnovati, e le ore di indennita' mancata di avviamento" (Ima, cioe' la cassa integrazione dei portuali). Il risultato di tutte queste perdite equivale a 250 "persone" con contratto a tempo pieno in meno, rispetto al 2008. "Cio' e' avvenuto nonostante ogni inutile tentativo di sindacati, cooperative e imprese per limitare al massimo le fuoriuscite e non disperdere un patrimonio di lavoratori formati e specializzati", osserva Morini.

 

In particolare, per i lavoratori della cooperativa Portuale, il ricorso all'Ima nel 2009 si e' quasi triplicato, e "per il restante mondo del facchinaggio si e' ricorso ampiamente, e per la prima volta, agli ammortizzatori in deroga di derivazione regionale". Dietro questo scenario occupazionale "drammatico" (come osserva Morini), sul piano commerciale c'e' una drastica riduzione dei volumi di traffico. I settori piu' colpiti, con saldi negativi che superano anche il 60%, sono proprio quelli  legati alle merci che hanno fatto la storia delle banchine ravennati: prodotti siderurgici, argille e feldspati.

 

Ma la flessione non ha risparmiato nessun settore: il traffico di contenitori ha registrato un calo

del 13/14%, mentre per cereali, sfarinati e concimi la riduzione varia dal 5 al 15%. Per quanto riguarda il 2010 "non ci sono ancora elementi per dirlo. Servono almeno tre mesi. Ma forse c'e'

qualche debolissimo segnale positivo", afferma il sindacalista.

 

"Quelli che per 15 anni sono stati i punti di forza del porto di Ravenna, si sono tramutati in punti di debolezza", osserva il direttore operativo dell'Autorita' portuale di Ravenna, Guido Ceroni, secondo il quale "e' il momento di fare una riflessione coraggiosa. Adesso ci dobbiamo veramente scervellare per tirare fuori qualcosa di importante". Perche', prosegue il direttore, se e' vero che "questo porto ha un pluralismo imprenditoriale ampio, dove ogni mattina qualche operatore si sveglia e ha come solo obiettivo quello di aumentare i traffici, ebbene oggi questo non basta piu'".

 

La soluzione, a detta di Ceroni, va cercata nella "collaborazione di tutti i soggetti, pubblici e privati". Il tema su cui "scervellarsi" e' la riduzione dei costi di trasporto: "Solo cosi' possiamo mettere Ravenna in competizione con gli altri porti. Fino ad ora stiamo combattendo una battaglia con una mano legata dietro la schiena", avverte Ceroni. E ricorda che "risorse dallo Stato non ce ne sono, noi stiamo facendo investimenti con i soldi che avevamo da parte".

 

Tra gli interventi prioritari, secondo Morini, ci sono la "realizzazione del by-pass integrato al sistema ferroviario, l'adeguamento del sistema viario portuale (oggi in disastroso degrado), il rapido completamento del Terminal crociere, la realizzazione del distretto della nautica da diporto, il nuovo  Terminal conteiner, l'approfondimento del fondale". Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha fatto sapere che "nelle prossime settimane sistemeremo le strade portuali".

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