Ravenna, la crisi non è finita: 1.500 disoccupati nel 2010

Ravenna, la crisi non è finita: 1.500 disoccupati nel 2010

Ravenna, la crisi non è finita: 1.500 disoccupati nel 2010

RAVENNA - Un tasso di disoccupazione quasi raddoppiato rispetto al 2007, per un totale di 1.500 posti di lavoro andati in fumo nell'arco di un solo anno, e 4.700 cassintegrati. Ma anche lavoro nero in aumento, aziende che hanno chiuso definitivamente i cancelli e altre che restano iscritte alla camera di commercio con zero dipendenti, e una percentuale di popolazione inattiva in aumento. Si chiude così il 2010 nella provincia di Ravenna, dove il pil è calato del 4,5% rispetto al 2009.

 

I dati sono stati forniti dal responsabile studi e ricerche della Cgil di Ravenna, Massimo Martoni, e dalla segretaria organizzativa, Maura Masotti che mercoledì mattina hanno fatto il punto dell'anno che si sta chiudendo. "Dalle nostre rilevazioni emerge chiaramente che la crisi non e' finita. Sotto il profilo occupazionale possiamo dire con certezza che fino al prossimo aprile saranno almeno 3.850 i lavoratori in cassa integrazione- ha affermato Masotti- si tratta di numeri che producono un forte impatto sul tessuto sociale ed economico".

 

In generale, "il ricorso agli ammortizzatori sociali e' in lieve flessione, ma bisogna considerare che la crisi ha gia' prodotto la fuoriuscita dal lavoro di 1.500 persone - ha continuato la sindacalista- quindi tenuto conto che ci sono meno lavoratori alle dipendenze delle imprese che son transitate nell'uso degli ammortizzatori sociali, in termini relativi i valori risultano quasi invariati".

 

Per capire meglio l'incidenza del numero di posti di lavoro persi sulla situazione occupazionale locale, come ha osservato Martoni, bisogna ricordare che nella provincia di Ravenna le unita' di lavoratori sono circa 90.000: allora si capisce che "1.500 posti persi sono un fetta considerevole". E se nel 2007, la provincia di Ravenna poteva vantare un tasso di disoccupazione pari al 4,5% circa, nel 2010 "potrebbe superare l'8%", ha spiegato ancora il sindacalista.

 

Ma quello occupazionale, e' un allarme a lungo termine: "Abbiamo calcolato che fra dieci anni, i 30enni non potranno essere rimpiazzati dagli attuali 20enni. Avremo quindi un problema occupazionale molto serio", ha avvertito Masotti. Inoltre, "si sta creando un divario tra i potenziali produttori di reddito, che sono sempre meno, e i potenziali consumatori, che crescono sempre di piu'", osserva ancora.

 

Ma soffermarsi troppo tempo a tamponare le ferite della crisi senza avere la forza di guardare avanti, e' un lusso che la comunita' ravennate, secondo la Cgil della citta' bizantina, adesso non puo' permettersi. "Ora bisogna concentrare le energie sugli sbocchi strategici individuati dalla conferenza economica territoriale, che sono green economy, porto ed economia della conoscenza", ha detto Masotti.

 

"Le imprese devono essere in grado di tradurre questi indirizzi, e devono costituire la base per un nuovo patto dello sviluppo, altrimenti dalla crisi non ne usciamo". (Dire)

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