Ravenna, la festa della donna celebrata in consiglio provinciale

Ravenna, la festa della donna celebrata in consiglio provinciale

La presidente Elena Rambelli ha aperto la seduta del consiglio provinciale ricordando che oggi ricorrono i cent'anni dell'8 marzo, Festa della donna: "dedico l'8 marzo a tutte le donne che lavorano perché solo col lavoro si raggiunge l'indipendenza, e con l'indipendenza la libertà. In particolare lo dedico alle tante donne che nella nostra provincia hanno perso il lavoro, prime fra tutte le lavoratrici dell'Omsa."

 

"Questa ricorrenza - ha proseguito Elena Rambelli - dovrebbe essere l'occasione per ripensare al ruolo e alla presenza delle donne nel percorso storico che ha portato all'unità d'Italia per favorire una riflessione di genere anche e soprattutto sul carattere della società di oggi. Anche se forse poco se ne parla, le donne hanno contribuito in modo rilevante e originale nel Risorgimento, come più tardi hanno fatto nella Resistenza. Ma non ci sono nei libri di storia."

 

"In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario, si può provare a riflettere su una rappresentanza forse più silenziosa, ma altrettanto importante. Allora credo vada ricordato che, se gli uomini del Risorgimento furono i protagonisti dell'Unità politica del Paese, le donne, nell'ombra, operano alla creazione dell'unità sociale e culturale della nuova e giovane Italia. E nel fare questo, avviano la prima riflessione sulla condizione femminile e con il contributo dei primi giornali femministi, cominciano ad elaborare l'identità della donna dell'Italia unita. A 150 anni siamo ancora in cammino. E su questo dobbiamo riflettere."

 

Dopo la presidente hanno preso la parola le consigliere Pd Tiziana Bandoli, Cristina Federici e Fiorenza Campidelli; quest'ultima ha invitato a "rivolgere un augurio particolare alle lavoratrici dell'Omsa." La consigliera Raffaella Ridolfi (FI-PdL) ha invece insistito sulla "necessità di passare dalle pari opportunità all'uguaglianza con particolare riferimento alle donne cui è negata la dignità di persone che non vivono solo in Paesi lontani ma anche fra noi."

Il capogruppo Pri, Fabio Bocchini, ha affermato che "Le donne non devono omologarsi agli uomini, nella vita pubblica, ma mantenere la propria specificità" mentre il consigliere Guido Fabbri (Pd) ha richiamato l'attenzione "sul fatto grave, se confermato, che le donne sono discriminate nelle assunzioni in Polizia e nella Croce Rossa."

 

Infine il vicepresidente della Provincia, Claudio Casadio, ha portato il proprio saluto alle componenti femminili del consiglio e della giunta provinciali, e a tutte le dipendenti della Provincia. Un augurio - ha aggiunto Casadio - va, in questo momento denso di inquietudini e di speranze, alle donne dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Più libertà e più democrazia non devono essere disgiunti da un maggiore protagonismo femminile. E' di buon auspicio che l'Arabia Saudita abbia annunciato il varo di riforme che riguardano proprio il ruolo delle donne nella società."

 

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