Ravenna, la Giornata dell'Economia dedicata alle medie imprese industriali del Nord Est

Ravenna, la Giornata dell'Economia dedicata alle medie imprese industriali del Nord Est

RAVENNA - Gli interventi di Gianfranco Bessi e Paola Morigi, rispettivamente presidente e segretario generale della Camera di Commercio di Ravenna, hanno introdotto i lavori dell'ottava edizione della Giornata dell'Economia, un appuntamento di grande impatto politico e comunicativo che offre possibili chiavi di lettura degli scenari economici, inserito tra le iniziative principali della Settimana europea delle piccole e medie imprese 2010.

 

"In questi ultimi due anni - ha detto il presidente Bessi - abbiamo dedicato molte energie nella messa in atto di strategie per fronteggiare la crisi, in particolare a finanziare i Consorzi fidi per garantire alle imprese la necessaria liquidità.

Ma abbiamo messo anche a punto le basi per una strategia di sviluppo futuro che definiremo nella prossima Conferenza Economia provinciale in programma in autunno.

Già il Documento unico di programmazione economica adottato dalla Regione, molto votato verso innovazione e ricerca, delinea le direttrici dell'economia dei prossimi dieci anni.

Noi abbiamo le carte in regola per essere protagonisti di un nuovo sviluppo dove convivono l'industria manifatturiera, i centri ricerca, il turismo, il porto.

Su un tema dobbiamo impegnarci collegialmente: la realizzazione di infrastrutture che rompano questa sorta di isolamento viario e ferroviario di cui soffriamo da anni".

"La Giornata dell'economia - ha sottolineato Paola Morigi - ha ottenuto dalla Commissione europea il riconoscimento formale per essere inserita nell'ambito delle iniziative tese a ricordare la Settimana europea delle piccole e medie imprese 2010. Si tratta di un'occasione per effettuare approfondimenti intorno alle PMI, così numerose nel nostro Paese, ma anche nel contesto europeo, molto diverso da quello statunitense. Le riflessioni naturalmente non devono essere fini a se stesse, ma indurci ad individuare le politiche migliori da elaborare per le PMI. Ricordo in proposito lo Small Business Act, presentato a livello comunitario lo scorso anno, e le diverse iniziative che anche come Ente camerale stiamo portando avanti per semplificare gli iter procedurali che interessano le PMI e famigliarizzarle sempre più con l'uso di strumenti telematici che alleggeriscono notevolmente gli adempimenti burocratici e avvicinano gli uffici".

 

L'iniziativa congressuale organizzata dall'ente camerale ravennate nel pomeriggio di venerdì 7 maggio alla sala Cavalcoli ha presentato, in anteprima nazionale, il Rapporto sulle medie imprese industriali del Nord Est, contenente i risultati dell'indagine sui bilanci curata da Mediobanca e Unioncamere. Sotto esame le caratteristiche e l'evoluzione del sistema delle imprese industriali di media dimensione che lo studio di Mediobanca-Unioncamere definisce come società di capitale la cui forza lavoro è compresa tra 50 e 499 dipendenti e con un volume di vendite tra i 13 e i 290 milioni di euro. Si tratta di un modello organizzativo che ha trovato ampia diffusione anche nella realtà emiliano-romagnola: sono 635 in totale le realtà manifatturiere, localizzate prevalentemente lungo la via Emilia ma con presenze significative anche nell'area adriatica. 44 le imprese ubicate in provincia di Ravenna, presenti soprattutto nel settore alimentare e meccanico, prevalentemente vocate alle produzioni del made in Italy.

Nel periodo 1998-2007 le medie imprese emiliano-romagnole hanno fatto registrare un indice di sviluppo del fatturato pari al 75,5% e, in particolare, una crescita della componente di fatturato realizzata sui mercati esteri pari al 92,9%; lo sviluppo del valore aggiunto, +52,7%, è stato più alto di quello di tutte le medie imprese italiane (+46,7% il dato nazionale; + 52% quello del Nord Est). Le medie imprese del ravennate, nell'arco del periodo considerato, hanno realizzato un incremento del valore aggiunto pari a +67,8%.

 

Questo modello organizzativo, grazie alla particolare relazione con il territorio, può rivelarsi efficace per affrontare il passaggio tra il difficile 2009 e un 2010 pieno di caute aspettative. Le medie imprese del Nord Est mostrano infatti di voler sfidare la crisi puntando sull'eccellenza, sulla qualità, sul design, differenziando l'offerta produttiva; mentre il legame con il territorio si conferma fondamentale per rilanciare la "filiera di prossimità" e rallentare la "delocalizzazione" all'estero.

Un contesto macroeconomico e internazionale incerto richiede tecnologia, innovazione, creatività, spirito imprenditoriale, strategie. Non solo: necessitano azioni tempestive e scelte forti, possibilmente condivise da tutti gli attori del territorio.

 

Alle analisi di Emanuela Salerno (Ufficio studi Mediobanca) e Domenico Mauriello (Centro studi Unioncamere) sono seguite le testimonianze degli imprenditori ravennati Alessandro Curti (Curti Costruzioni Meccaniche Spa) e Maurizio Della Cuna (Madel Spa), che hanno confermato quanto sia indispensabile innovare continuamente e costruire reti che consentano di far parte di un sistema.

 

L'intervento conclusivo è stato affidato al prof. Patrizio Bianchi, illustre economista, rettore dell'università di Ferrara e, da lunedì, assessore regionale a Scuola, Formazione, Università e Ricerca. Bianchi ha sostenuto che "da anni, ormai, l'indagine di Mediobanca e Unioncamere rappresenta un punto di riferimento per quell'Italia delle PMI che vuole tornare a crescere. Per fare questo occorre più ricerca e più lavoro qualificato. Le imprese devono investire in ricerca e innovazione di prodotto, contemporaneamente è giusto che chiedano alle Istituzioni pubbliche di destinare risorse all'università e alla formazione. Il nostro è un Paese 'fermo' da dieci anni, è necessario che si rimetta in movimento. Per fare questo, da lunedì, quando sarò assessore valorizzerò le deleghe che ho per favorire lo sviluppo dell'Emilia Romagna. Da una parte Università e Ricerca sono leve straordinarie, dall'altra Scuola e Formazione rappresentano l'ossatura per programmare il rilancio".

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