Ravenna, la lite tra ex-An per la sede finisce in Procura

Ravenna, la lite tra ex-An per la sede finisce in Procura

Ravenna, la lite tra ex-An per la sede finisce in Procura

RAVENNA - A chi spettano le chiavi dell'ex sede An in via Maggiore a Ravenna? Fino a poco tempo fa, l'ufficio (che come tutte le altre sedi EX Fiamma tricolore del Paese, e' di proprieta' della Fondazione amministrata dal deputato Fli Donato Lamorte), era in mano al coordinatore del Pdl ravennate, Gianguido Bazzoni, e al vice coordinatore, Gianluca Palazzetti, i quali avevano "il titolo politico" sulla sede. Ma dopo la rottura di Palazzetti con il coordinatore comunale del Pdl, Roberto Petri, le cose sono cambiate.

 

Infatti, mentre Palazzetti ha fondato a Ravenna il gruppo Generazione Italia, e' iniziata una vera e propria battaglia per l'utilizzo della sede di partito. Battaglia che e' gia' finita in Procura, dove Palazzetti ha presentato un esposto "contro eventuali abusi sulla sede". E ad averli commessi sarebbe stato qualcuno che nell'ultimo periodo ha utilizzato l'ufficio "senza titolo", cioe' Petri.  La questione, che si profilava come un duello tutto ravennate tra gli ex An, era stata poi rimandata ai piani alti, e doveva essere risolta lo scorso 20 settembre, quando si e' riunito il comitato dei garanti della futura Fondazione An (per adesso e' divisa in tre societa').

 

Ma da quanto trapela, il comitato, che doveva prendere decisioni proprio in merito alla spartizione del patrimonio, ha concluso la riunione con una fumata nera. Anzi, secondo qualcuno, i lavori del comitato sarebbero addirittura paralizzati per via delle divisioni interne. Infatti i fedelissimi del presidente della Camera, Gianfranco Fini, hanno la presidenza del comitato (Lamorte), ma non hanno la maggioranza dello stesso: dei nove garanti, soltanto tre sono finiani 'doc' (oltre a Lamorte ci sono il senatore Egidio Digilio e il deputato bolognese Enzo Raisi).

 

Tra gli altri sei, invece, c'e' proprio il ravennate fedele al ministro Ignazio La Russa, Roberto Petri.

Di conseguenza, la situazione potrebbe rimanere bloccata fino al 2011, quando l'assemblea dei soci fondatori non sara' chiamata a nominare i nuovi organi direttivi, e una volta riassestati gli

equilibri interni, non si procedera' alla spartizione del patrimonio. Fino ad allora, da un punto di vista politico, la sede della Fiamma tricolore di Ravenna potrebbe restare 'terra di nessuno'. Concretamente, invece, secondo alcune voci, Petri si sarebbe impossessato delle chiavi. (Dire)

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