RAVENNA - La mappa dell'immigrazione in provincia

RAVENNA - La mappa dell'immigrazione in provincia

RAVENNA - Questa mattina, presso la sala convegni della CNA, in viale Randi, 90 a Ravenna è in corso un incontro dal titolo “Immigrazione a Ravenna e assistenza sanitaria” nel quale verranno presentati il dossier statistico 2006 della Caritas /Migrates nazionale (in collaborazione con la Caritas Diocesana di Ravenna e Cervia) e il rapporto dell’Osservatorio provinciale sull’immigrazione, riferito al 31.12.2005.


“Questo - precisa Emanuela Giangrandi, assessore della Provincia di Ravenna con delega alle politiche sanitarie e dell’immigrazione- , in sintesi, è il quadro della realtà provinciale che emerge dai due strumenti che oggi analizziamo e che costituiranno una base di lavoro per i prossimi mesi”.


Residenti ed immigrati

La popolazione della provincia di Ravenna al 31 dicembre 2005 era pari a 369.425 abitanti di cui 179.532 maschi e 189.893 femmine.

La popolazione straniera residente nella provincia era pari a 23.272 unità, di cui 12.298 maschi e 10.974 femmine. L’immigrazione straniera è stata poco più del 50% (52,13%) del saldo migratorio complessivo del periodo, e ha compensato il saldo naturale negativo: in assenza di immigrazione la popolazione residente dal 2001 sarebbe diminuita di 5.924 unità.

Rispetto al 2004 l’incremento della popolazione straniera è stato di 4.058 unità. Il tasso di incidenza della popolazione straniera a livello provinciale (6,13%) si allinea con il livello regionale (6,14%), mentre è superiore al livello nazionale (4,76%).

Le nazioni maggiormente rappresentate, confermando i dati 2004, sono:Albania: 4567 unità (19,62%),Marocco: 3.516 unità (15,10%)Romania: 2.764 unità (11,87%)Senegal : 1.869 unità (8,03%)Macedonia: 1.126 unità (4,83%)Tunisia 975 unità (4,19%)Ucraina 913 unità (3,92).

Rispetto al genere osserviamo:per le nazionalità senegalese, albanese, marocchina, macedone una significativa prevalenza di uomini; per le nazionalità rumena, ucraina, polacca, nigeriana e moldova una prevalenza di donne.

Rispetto all’età:il maggior numero di cittadini stranieri si colloca nella fascia 30-34 con 3.476 unità (14,94%); la popolazione con un’età compresa dai 25 ai 44 anni è pari al 51,6% del totale degli stranieri, confermando la relativa giovane età degli immigrati; il 42% della popolazione straniera residente nella nostra provincia è compresa nella fascia di età dai 25 ai 39 anni; significativa la presenza dei bambini nella fascia di età 0-4 anni è pari al 11,5% del totale dei bambini in questa fascia di età.


Permessi di soggiorno

Nell’anno 2005 la Questura di Ravenna ha rilasciato 24.180 permessi di soggiorno a cittadini stranieri presenti nel territorio della provincia; i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini stranieri uomini (12.737) risultano essere superiori rispetto a quelli rilasciati a cittadine straniere donne (11.443).

Rispetto ai motivi per cui, tali permessi sono stati rilasciati, spicca come motivo principale il rilascio/rinnovo di permessi di soggiorno per lavoro subordinato (13.785), seguiti a quelli motivi famigliari (6.938) e da lavoro autonomo (2.277). La forte maggioranza di permessi di soggiorno per motivi di lavoro subordinati sottolinea come la forza straniera sia principalmente una forza lavoro.

I permessi per motivi familiari sono cresciuti di 944 unità, grazie a permessi rilasciati a seguito del visto per ricongiungimento familiare.

La Questura di Ravenna ha rilasciato permessi di soggiorno a cittadini provenienti da 129 paesi. Le prime tre comunità straniere che hanno ottenuto il maggior numero di permessi di soggiorno sono:

Rumena con 4.672 permessi, Albanese con 3.808 permessi, Marocchina con 2.878 permessi.

La comunità rumena ha superato rispetto l’anno 2004 sia la comunità albanese che quella marocchina per quanto attiene al numero di permessi di soggiorno.


Cittadinanza

Nell’anno 2005 hanno ottenuto la cittadinanza italiana 137 persone, 63 uomini e 74 donne.

Nel distretto di Faenza, nel corso dell’anno 2005, i cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono stati 23, di questi 12 l’hanno ottenuta per naturalizzazione in quanto residenti legalmente in Italia da 10 anni e i restanti 11 in quanto coniugati con cittadini italiani.

Nel distretto di Lugo, nel corso dell’anno 2005, i cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono stati 38, di questi 25 l’hanno ottenuta per naturalizzazione in quanto residenti legalmente in Italia da 10 anni e i restanti 13 in quanto coniugati con cittadini italiani.

Nel distretto di Ravenna, nel corso dell’anno 2005, i cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana sono stati 76, di questi 33 l’hanno ottenuta per naturalizzazione in quanto residenti legalmente in Italia da 10 anni e i restanti 43 in quanto coniugati con cittadini italiani.

Interventi sociali

La situazione di vulnerabilità economica delle famiglie immigrate si mostra evidente con difficoltà nel sostenere i consumi primari della propria famiglia (acquisto di generi alimentari, bollette, affitto, ecc.). Tale difficoltà e superiore del 20% a quanto registrato dall’Iref per le famiglie italiane (Cfr. Il fisco degli italiani II, Roma, rapporto di ricerca, maggio 2005). Anche dopo molti anni di permanenza in Italia le condizioni economiche delle famiglie rimangono difficili.

La tipologia degli interventi socio-assistenziali a favore di cittadini stranieri si sostanziano in interventi economici, sussidi ordinari e straordinari, esoneri scolastici, buoni alimentati, contributi affitto.

La difficoltà di trovare una casa rimane uno degli ostacoli più grandi che gli immigrati incontrano.


La tutela dei minori immigrati è stata particolarmente praticata dai servizi del territorio che hanno sostenuto l’integrazione sociale e scolastica di 2.125 minori.

Nel Distretto di Ravenna per l’anno 2005 i minori assistiti sono stati 920. Nell’anno 2005, il numero degli interventi erogati a favore di minori è diminuito, cosi come sono diminuiti i minori non accompagnati presenti nel territorio del distretto. La maggior parte degli interventi erogati a favore di minori stranieri sono stati di tipo economico, sia continuativo sia straordinario. Le prime tre nazionalità dei minori seguiti dai servizi sociali sono: Albania (oltre il 50% del totale), Marocco, Romania. Tali numeri confermano la composizione demografica delle comunità straniere presenti nel territorio.

Nel Distretto di Faenza, i servizi sociali associati hanno avuto in carico 772 minori di cui 295 minori stranieri. Si registra un aumento considerevole dei minori stranieri ammessi per la prima volta al servizio (87) con un aumento percentuale rispetto al 2004 del 90,63%. La prima nazionalità nel Comune di Faenza, Riolo Terme e Casola Valsenio è la marocchina, mentre per Castel Bolognese, Solarolo e Brisighella è albanese.

Nel Distretto di Lugo, nel corso dell’anno 2005, vi è stato un aumento di minori stranieri seguiti dai servizi sociali pari a 63 unità rispetto l’anno precedente; l’incidenza percentuale dei minori stranieri sul totale dei minori assistiti è pari al 42,62%. Le famiglie straniere seguite dai servizi sociali sono aumentate di 42 unità rispetto al 2004 con un’incidenza sul totale delle famiglie assistite pari al 38,54. La fascia d’età che registra il numero più alto di minori stranieri seguiti dai servizi sociali è quella compresa tra i 6 ed i 10 anni. Le prime tre nazionalità dei minori in seguiti dai servizi sociali risultano essere: Marocco (221) Albania (51) Tunisia (23).

La presenza degli stranieri nel sistema dell’istruzione e all’università

Per l’anno scolastico 2005/2006 gli studenti stranieri presenti, nella provincia di Ravenna, nelle scuole di ogni ordine e grado erano 3.436. Si registra, quindi, un aumento del 21,17% (+613 unità) di studenti stranieri rispetto all’anno scolastico 2004/2005.

La percentuale degli studenti stranieri provinciale (7,95%) è inferiore al valore regionale (9,6%), ma superiore al valore nazionale (4,8%).

L’Istituto Comprensivo Montanari di Ravenna risulta essere la scuola con la percentuale più alta di studenti stranieri rispetto a quelli italiani, superando il 20%. Il dato è ovviamente da correlare con l’ambito territoriale di riferimento dell’istituto, ossia il Quartiere Darsena di Ravenna e la frazione di Lido Adriano di Ravenna, zone con una forte presenza di stranieri residenti.

Per la scuola secondaria di 2° grado sono gli istituti professionali Callegari e Olivetti di Ravenna ad avere il tasso più alto di studenti stranieri in rapporto a quelli italiani.

I paesi di provenienza degli studenti risultano essere 80, l’area geografica maggiormente rappresentata è l’Europa (31 paesi), soprattutto con paesi dell’est europeo, seguita dall’Africa sub Sahariana (15). Infatti, le tre nazionalità con il maggior numero di studenti sono: Albania (865 studenti) Marocco (625 studenti) Romania (418 studenti).

Le borse di studio per gli studenti delle scuole superiori assegnate direttamente dalla Provincia, sono state 1331, di questi 312 sono state assegnate a studenti stranieri.


Gli studenti stranieri iscritti all’anno accademico 2005/2006 dei corsi del Polo universitario ravennate sono 112 che rappresentano il 14,21% del totale degli studenti iscritti; in particolare le iscrizioni, risultano:39 al primo anno di corso;35 al secondo anno di corso;28 al terzo anno di corso;9 al quarto anno di corso 1 al quinto anno.

Rispetto al genere: 64 sono le femmine e 48 i maschi. Oltre il 38% sono albanesi, la seconda nazionalità rappresentata è la greca.


Formazione professionale

Nell’anno 2005 non sono state programmate attività formative rivolte esclusivamente ad allievi immigrati.

Gli immigrati sono presenti trasversalmente nel 61,27% delle attività programmate in provincia di Ravenna per l’anno 2005 e le tipologie formative che vedono la loro maggior presenza sono quelle rivolte a favorire l’inserimento lavorativo (36,26%), seguite da quelle rivolte ai lavoratori (formazione sul lavoro) 17,53%.

Per quanto riguarda le nazionalità dei corsisti è interessante correlare la provenienza con le singole tipologie di corso: i cittadini di origine albanese frequentano per lo più corsi di formazione rivolte all’inserimento lavorativo (27,87%) e di formazione iniziale (17,02%); i cittadini marocchini si concentrano anch’essi nella formazione rivolta all’inserimento lavorativo (21,31%), in quella permanente (18,37%) e nella formazione per svantaggiati (17,31%); infine i cittadini rumeni che si collocano nella formazione per svantaggiati (11,54%) e nella formazione autofinanziata (9,20%).

Rispetto al titolo di studio, il 38,63% della popolazione straniera che frequenta un corso di formazione possiede la licenza media, il 16,79% un diploma di maturità e il 15,16% la licenza elementare. I corsi sono frequentati per lo più da cittadini stranieri di sesso maschile (59,58%) e con un’età che va dai 26 ai 50 anni (50,97%)

Lavoro

I cittadini stranieri iscritti ai centri per l’impiego risultano essere 2.907 unità, di cui 1.513 femmine e 1.394 maschi. Per quanto riguarda le nazionalità, la distribuzione è la seguente: marocchina (470 unità), albanese (417 unità), senegalese (385 unità) e rumena (327 unità). Con riferimento all’età, la percentuale più alta (40,0%) di iscritti si rileva nella fascia 30-39 anni, seguita da 40-49 anni (21,0)%).

Gli avviamenti si caratterizzano per un rapporto di lavoro a tempo determinato (15.317 unità), seguito da quello a tempo indeterminato (4.827 unità); significativa anche la quota di apprendisti (814 unità).

La maggior parte dei cittadini avviati ha un’età compresa tra i 30-39 anni ed è di sesso maschile (11.345 maschi contro 9.993 femmine).

Per quanto riguarda i paesi di provenienza, la distribuzione è la seguente: Romania con 6.524 avviati, Albania con 3.317 avviati e Polonia con 2.048 avviati.

Sono apprezzabili i tassi di aumento dell’occupazione dipendente degli stranieri nelle professioni meno qualificate, i quali hanno sostituito gli italiani in tale tipologia di occupazione ridottasi sia per il calo demografico delle classi di età lavorative sia perchè gli italiani si sono indirizzati verso professioni più qualificate.

L’immigrazione come forza lavoro non entra in concorrenza con quella degli italiani, infatti, aumentano del 157,5% rispetto al 2001 gli occupati in professioni non qualificate, mentre le persone italiane occupate in tali tipi di lavori calano del 42%.

Imprenditorialità

Nel corso dell’ultimo anno si registra un incremento di aziende a titolarità straniera di 392 unità (16,57%). Nello specifico si rileva che la maggior parte degli stranieri è titolare della propria impresa ed ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni.

Per quanto riguarda i settori di attività economica si registra che il maggior numero di imprese a titolarità straniera è concentrata nelle “costruzioni” e nel “commercio”.

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Le cittadinanze che dimostrano una maggiore propensione all’imprenditorialità sono quelle provenienti dall’est Europa, dall’Africa occidentale e dall’Africa settentrionale.

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