Ravenna, la parola alle donne afghane

Ravenna, la parola alle donne afghane

RAVENNA - "La parola alle donne afghane" è il titolo di una iniziativa, organizzata dalle Donne in nero con il patrocinio del Comune, in programma il 5 febbraio. I partecipanti potranno ascoltare la testimonianza di Mehmooda, attivista di Rawa, Revolutionary association of the women of Afghanistan, che da trent'anni lotta per la difesa dei diritti delle donne nell'ambito di uno stato laico e democratico, libero da fondamentalismi.

 

Alle 20.30 Mehmooda sarà alla sala Forum di via Berlinguer 11, per un incontro pubblico al quale parteciperà anche Laura Quagliolo, del Coordinamento italiano sostegno donne afghane (Cisda). Nell'occasione sarà proiettato il documentario "Boccioli di rabbia. Dieci giorni con Rawa", di Michela Guberti, che racconta la storia di Sahar, una donna di Rawa, che insieme a tante altre lavora per portare una rivoluzione in Afghanistan: sconfiggere il fondamentalismo e la cultura maschilista.

 

L'iniziativa pubblica sarà preceduta, alle 17.30 in municipio, da un incontro tra Mehmood e l'assessore alle Pari opportunità Giovanna Piaia, l'assessore con delega Ravenna nel mondo Elettra Stamboulis e le consigliere comunali.

 

"Siamo molto contente - commenta l'assessore Piaia - di patrocinare questa iniziativa, promossa dalle Donne in nero, e di ascoltare, oltre a quella del Cisda, la voce di Mehmooda.

Quello che fanno le donne di Rawa è straordinario. In una condizione tremenda come quella che vivono le donne in Afghanistan riuscire a progettare e a realizzare iniziative come quelle di Rawa - corsi di alfabetizzazione, apertura di scuole, gruppi sui temi dei diritti, della salute e della democrazia - è il segno tangibile di come le donne, con la forza della ragione e quella della volontà, possano continuare a lottare contro il fondamentalismo e l'oppressione. Nel ringraziare le donne di Rawa per l'esempio che ci danno, confermiamo il nostro sostegno e il nostro impegno per far sì che, anche attraverso il Cisda, i vostri progetti e il vostro sogno di un Afghanistan democratico e con pari opportunità tra uomini e donne possa realizzarsi".

 

Le Donne in nero sostengono le donne afghane di Rawa fin dal 1999 con relazioni dirette, viaggi, incontri e sostegno a campagne di finanziamento.

 

Dal 2004 è attivo il Coordinamento italiano sostegno donne afghane (Cisda), su iniziativa di Donne in nero, associazioni femminili e donne singole, costituito in onlus per promuovere progetti di cooperazione internazionale a favore delle donne afghane.

 

Rawa lotta da trent'anni per la difesa dei diritti delle donne nell'ambito di uno stato laico e democratico, libero da fondamentalismi. La fondatrice, Meena, è stata assassinata nel 1987 dagli agenti afghani dell'allora Kgb. Da allora il destino delle opposizioni democratiche non è cambiato. Ancora oggi Rawa è costretta a lavorare in clandestinità, con grave rischio della vita per le attiviste.

Rawa è attiva sia sul piano sociale che politico. Numerose sono le attività sociali che le attiviste svolgono nel campo dell'istruzione, dell'assistenza sanitaria, del microcredito per attività artigianali delle donne, mentre continuano a denunciare le violenze e le violazioni dei diritti umani, testimoniate nel sito www.rawa.org, che sono riuscite a costruire da autodidatte.

 

Dopo gli ultimi otto anni di guerra al terrorismo, con migliaia di morti in gran parte civili, la situazione in Afghanistan è peggiorata, con la povertà che colpisce l'80% della popolazione, la mancata ricostruzione civile e l'aumento della produzione di oppio, arrivata ormai al 93% di tutto quello prodotto nel mondo.

 

La condizione delle donne afghane non è migliorata. Anzi, il tasso di rapimenti, stupri, vendita delle figlie, matrimoni forzati, prostituzione e suicidi ha raggiunto livelli senza precedenti. Alle donne è vietato tutto - studiare, lavorare, uscire da sole - nonostante la nuova Costituzione afghana del 2004 sancisca la parità dei diritti fra uomini e donne.

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