Ravenna, la Provincia approda in Lepida Spa

Ravenna, la Provincia approda in Lepida Spa

RAVENNA - Il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza - contraria l'Udc, astenuti i gruppi AN-PdL e FI-PdL - la partecipazione della Provincia in Lepida S.p.A. e la sottoscrizione al valore nominale di un'azione da nominali 1.000 euro della società sul deliberato aumento del capitale sociale dagli attuali 18 milioni di euro sino a 18milioni 500mila.

 

"L'ingresso in Lepida S.p.A. è  di interesse strategico, in coerenza con le azioni fin qui adottate - ha spiegato l'assessore provinciale alle reti Emanuela Giangrandi - pertanto riteniamo opportuno autorizzare, nonostante l'esiguità, la partecipazione alla società , mediante la sottoscrizione di un'azione del valore nominale di 1.000 euro sull'aumento di capitale sociale. In caso di esito favorevole dell'aumento di capitale sociale da 18 milioni a 18 milioni e mezzo di euro, la percentuale detenuta dalla Provincia, come da tutti gli altri Enti aderenti, sarà pari allo 0,0541% mentre la percentuale della Regione sarà pari al 97,2973%."

Nel 2003, la Regione ha promosso l'accordo di programma per la creazione, nei territori delle Province di Bologna, Ravenna, Rimini e Forlì - Cesena, di un'infrastruttura a banda larga, di proprietà della Regione e degli enti locali, per il collegamento di tutte le pubbliche amministrazioni, con un progetto articolato in stralci territoriali e fasi esecutive.

 

La Provincia ha aderito a tale accordo e la Regione ha così sostenuto l'investimento per la realizzazione delle rete "Lepida" facendosi carico, nella fase iniziale del progetto, dei costi per la gestione e l'erogazione dei servizi di base (connettività, Internet, VPN). La Regione ha poi completato la realizzazione della dorsale (infrastruttura di base destinata a veicolare il trasporto delle informazioni) e dei rilegamenti (collegamenti fra la dorsale e un punto del territorio di ogni comune interessato al progetto) e promosso la seconda fase del Progetto di Rete Privata, concernente la realizzazione delle MAN cittadine (collegamenti interni ad un comune, di tutti gli enti interessati alla iniziativa) e la definizione delle condizioni per la gestione delle reti. La Regione si è assunta l'impegno di garantire la gestione unitaria della rete, facendosi carico del complesso di attività e delle procedure volte a mantenere l'efficienza e la funzionalità delle fibre ottiche, delle infrastrutture civili e degli apparati di trasmissione, curando le attività e le procedure volte a regolare eventuali modificazioni/adeguamenti della rete (gestione dinamica) e rendendo disponibili per gli Enti sottoscrittori i servizi di telecomunicazione supportati dalla rete. Per il miglior utilizzo e sfruttamento delle potenzialità della rete, Regione ed enti sottoscrittori si sono impegnati alla costituzione di una società per la proprietà e per la gestione unitaria della rete."

 

Nel corso del dibattito sono intervenuti Paola Pula (Pd) e il capogruppo Fabio Bocchini (Pri) che hanno assicurato il proprio voto favorevole. Il capogruppo Massimo Mazzolani (AN-PdL) e il consigliere Francesco Villa (FI-PdL) hanno preannunciato la propria astensione. Infine il capogruppo Francesco Morini (Udc) ha così motivato il voto contrario: "La partecipazione alla società non è facoltativa, ma obbligata. I dati di bilancio di Lepida  dicono che la società consegue ricavi per oltre undici milioni di euro e determina un utile di esercizio di soli 14.700 euro. Non è  chiaro però come viene ripartito il valore aggiunto prodotto. Pare che l'adesione sia un modo per far  rimanere "pubblica" la  società (assumerebbe infatti la veste "in house"). Pare una furbata a favore  dei burocrati regionali."

 

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