Ravenna: la "Yara Dojo- Scuola Karate" tra i banchi di scuola

Ravenna: la "Yara Dojo- Scuola Karate" tra i banchi di scuola

RAVENNA - Nei mesi di ottobre e novembre 2009 la , la ASD Yara Dojo - Scuola Karate Ravenna, ha realizzato il "progetto-scuola" e, grazie alla collaborazione con la Direzione scolastica ed alla disponibilità del Direttore Tecnico Civiero Roberto, ha tenuto un ciclo di lezioni presso la Scuola elementare Garibaldi sita in via Rubicone a Ravenna.

 

Sette le classi dalla 3° alla 5° che hanno aderito all'iniziativa articolata su quattro lezioni svolte in orario scolastico. Un totale di 28 ore di presenza del D.T. Roberto Civiero, cintura Nera 4° DAN, durante le quali, prima con il gioco, poi con i rudimenti del karate si è puntata l'attenzione su quella che è giustamente definita "disciplina". Disciplina basata principalmente sul rispetto di sé, dell'avversario, del maestro, del pubblico e di tutto ciò che ruota intorno alla pratica del karate nella speranza di andare oltre lo sport e vavalere come esperienza per le scelte della vita.

 

Il karate, non è una disciplina violenta ma, al contrario, è molto indicata per l'educazione al controllo di sé oltre a favorire i rapporti interpersonali oltre ad essere , dal punto di vista fisico, uno sport completo e adatto a tutti.....da 0 a 100 anni!.

 

Durante le 4 lezioni i bambini hanno imparato ad eseguire un kata vale a dire la simulazione di una difesa da ipotetici aggressori provenienti da più direzioni dimostrando grande attenzione e partecipazione.

 

Il karate attualmente suscita interesse sia nei bambini che negli adulti anche e soprattutto per la possibilità di essere in grado di difendersi sentendo le inquietanti notizie che giornalmente si odono dai mass media.

 

L'obiettivo degli organizzatori, in accordo con la direzione scolastica, era la sensibilizzazione dei ragazzi e delle famiglie ad una attività sportiva che li coinvolga alla collaborazione, alla solidarietà,

all'amicizia e all'interesse reciproco per migliorare nello sport e nella vita, senza calpestare i più deboli, ma sapersi difendere dai soprusi e dalle intimidazioni dai bulletti che spesso fanno gruppo per spadroneggiare nell'ambito scolastico o di quartiere.

 

Altro intento era insegnar loro la disciplina e l'organizzazione anche nelle piccole cose come il saluto all'inizio e alla fine degli incontri, la sistemazione dei vestiti, delle ciabatte, l'uso corretto delle attrezzature, combattere lealmente, rispettare la puntualità,ecc. Primi ad entrare in palestra dovevano essere gli istruttori e l'insegnante, poi uno alla volta ogni bambino doveva eseguire il saluto (inchino) all'ingresso della palestra e raggiungere un posto preciso per terra percorrendo un percorso ben definito e senza correre.

 

Questo piccolo ma preciso "rituale" fa parte della disciplina e serve a fare capire ai bambini che non sono loro i padroni del luogo e che le persone che hanno davanti meritano il loro rispetto.

L'inchino all'ingresso della palestra di karate è come il bussare alla porta prima di entrare in una stanza, è prima di tutto un segno di rispetto e di educazione e inoltre fa capire al bambino l'importanza del luogo in cui si sta entrando. Il vantaggio è che bussare ad una porta può essere un gesto sgradevole e noioso per il bambino mentre l'inchino del karate ha un indubbio fascino e trasmette più facilmente lo stesso concetto del bussare alla porta.

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