Ravenna: la ''Traviata '' apre le danze del Ravenna Festival

Ravenna: la ''Traviata '' apre le danze del Ravenna Festival

Ravenna: la ''Traviata '' apre le danze del Ravenna Festival

RAVENNA -  Sarà la "Traviata", un'opera senza tempo che racconta la storia di Violetta Valéry una tra le figure femminili più amate dal pubblico italiano, a dare il via alla XIX edizione di Ravenna Festival. Dal 13 giugno al 19 luglio i teatri, le millenarie basiliche bizantine, i chiostri, le piazze e le archeologie industriali si trasformeranno in palcoscenici urbani pronti ad accogliere i numerosi spettacoli in programma. (Informazioni: 0544 249244).

 

"Ravenna Festival" rappresenta uno dei più importanti eventi culturali romagnoli: nato nel 1990, è caratterizzato da un forte respiro internazionale che nell'edizione 2008 si concretizza nella prestigiosa collaborazione con il Festival di Salisburgo. Fra i personaggi artistici che collaborano alla costruzione di questa "fiera dello spettacolo artistico a tutto tondo", è d'obbligo citare il maestro Riccardo Muti, che ha fatto di Ravenna la sua dimora per seguire da vicino la realizzazione del Festival.

 

L'edizione 2008 prenderà il via con "La Traviata": le musiche di Giuseppe Verdi, accompagnano la storia d'amore e sacrificio ispirata al romanzo "La dame aux camélias" di Alexandre Dumas. L'opera verdiana verrà presentata in un allestimento che si preannuncia - ancora una volta - particolarmente innovativo. Firmato da Cristina Mazzavillani Muti e sapientemente illuminato dal light designer Vincent Longuemare, è 'spazializzato' dalle alchimie foniche di Luigi Ceccarelli. L'apertura del festival è dunque perfettamente in linea con il leit motiv dell'edizione 2008: la donna.

 

L'universo femminile sarà esaltato anche attraverso una serie di cinque 'ritratti', appositamente commissionati dal festival e affidati ad altrettante protagoniste del teatro e della musica soprattutto della nostra terra, la Romagna: Ermanna Montanari, Elena Bucci, Daniela Piccari, Luisa Cottifogli, assieme alle 'visioni' (un incontro da sogno fra Norma e Medea) di Cristina Mazzavillani Muti, daranno vita a una serie di figure di donne d'eccezione, note e meno note, da una monaca 'commediografa' dell'anno 1000 come Rosvita all'eroina dei due mondi Anita Garibaldi, in una cornice straordinaria qual è quella della Rocca Brancaleone, restituita alla Città come luogo di spettacolo. Seguono altre presenze, tra miti antichi e del nostro tempo: da Salomé a Juliette Greco. Altri nuclei tematici che innervano la trama della programmazione sono quelli di "Musica&Cinema" (ambito già approfondito nel corso di passate edizioni del festival), musica e pittura nell'omaggio di Jordi Savall a Caravaggio e in quello di Morton Feldman a Mark Rothko, oltre ad un articolato omaggio al compositore italiano Giacinto Scelsi.

 

La sezione 'sinfonica' è particolarmente ricca e con un repertorio che spazia da Beethoven al contemporaneo Giovanni Sollima. Sul podio di orchestre di grande prestigio internazionale, quella del Bolshoi, del Maggio Musicale Fiorentino o dell'Orchestre Nazionale de France, si alterneranno le bacchette di direttori come Riccardo Muti (con tre concerti, oltre all'oramai tradizionale 'Prova d'orchestra'), Yuri Temirkanov e Kurt Masur. Da segnalare, oltre al ruolo solistico di Chiara Muti nella nuova composizione di Sollima, ispirata al composito mondo bizantino, anche la presenza a Ravenna del grande attore francese Gérard Depardieu (voce recitante nel Lélio di Berlioz). L'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, splendida realtà musicale italiana voluta dallo stesso Riccardo Muti e da alcuni anni residente al festival, sarà poi protagonista di un concerto interamente dedicato a Cole Porter e all'età del jazz, assieme a una delle maggiori protagoniste dei palcoscenici di Broadway: la vocalist Kim Criswell. Dai grandi musicals degli anni '30 a quelli dei giorni nostri con Cats, capolavoro di Andrew Lloyd Webber. La 'forma breve' del song viene poi indagata, oltre che negli evergreens di Porter e nelle chansons interpretate da quella vera e propria 'icona' femminile dei nostri tempi che è Juliette Greco, nelle canzoni di un grande autore e interprete italiano del secolo passato: Domenico Modugno, in un progetto musicale di Furio De Castri che vede assieme componenti degli Avion Travel con alcuni dei più bei nomi del jazz italiano.

Passando alla danza, il programma vede due della più grandi étoiles del nostro tempo - la francese Sylvie Guillem e la russa Svetlana Zacharova - cimentarsi, rispettivamente, in un omaggio al coreografo recentemente scomparso Maurice Bejart, assieme al prestigioso Tokyo Ballet, e nell'indimenticabile personaggio di Giselle con il balletto di Riga. Altri protagonisti: il Balletto Kirov del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, in un omaggio al coreografo William Forsythe, uno dei maggiori innovatori della scena coreutica italiana come Virgilio Sieni e Micha van Hoecke con il suo ensemble.


Tra gli altri appuntamenti che scandiscono il programma del festival segnaliamo il recital di Angelica Kirchschlager incentrato - espressamente per il festival - su "La voce delle muse"; l'originale progetto musicale che uno dei maggiori interpreti moderni della musica rinascimentale e barocca - il catalano Jordi Savall - dedica al più grande pittore del '600 italiano, Caravaggio (progetto che si inscrive, come già accennato, nel bipartito filone tematico del festival dedicato al rapporto tra musica e immagine e che si declina in episodi che legano musica e pittura e/o cinema, da Rothko a Hitchcock); o - ancora - l'integrale dei quartetti d'archi di Brahms ad opera dello statunitense Emerson Quartet, il ciclo di concerti dedicati a un tanto grande quanto tuttora negletto compositore del '900 italiano quale è Giacinto Scelsi, contestualizzato in quel fascinoso filone della musica contemporanea che si volge a Oriente, dove il suono si stempera nel silenzio, e quindi accanto ad autori come Cage, Feldman o Messiaen.

E ancora l'attenzione sempre rivolta a forme espressive musicali di matrice popular, scelte tra quelle che si ritengono particolarmente intriganti e comunque qualitativamente notevoli: quest'anno è protagonista il folklore irlandese e quello singolare sviluppatosi nelle periferie di Kinshasa, tra trance e elettronica povera, oltre alla presenza del gruppo più rappresentativo del Bristol sound e padri putativi del cosiddetto trip hop, manifestazione sonora che incarna mirabilmente quel concetto di "oceano di suono" che affonda le proprie origini "colte" anche in autori come Scelsi, Messiaen e Stockhausen.

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Si ripropongono anche quest'anno le oramai 'tradizionali' e sempre più apprezzate "Liturgie domenicali" nelle basiliche e i "Concerti delle 7", rassegna che impegna e promuove giovani musicisti e, più in generale, artisti formatisi nel nostro territorio.

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