Ravenna: le donne non denunciano più le discriminazioni sul lavoro, colpa della crisi

Ravenna: le donne non denunciano più le discriminazioni sul lavoro, colpa della crisi

Ravenna: le donne non denunciano più le discriminazioni sul lavoro, colpa della crisi

RAVENNA - Se nel 2008 a bussare alla porta della consigliera di Parita' della Provincia di Ravenna, Fato Luwanga Nuru, per segnalare situazioni di discriminazione di genere sul lavoro e chiedere un intervento, sono state in 20, nel 2009 (fino ad ora) sono state la meta'. E di queste, otto hanno chiesto informazioni, e soltanto due hanno denunciato episodi di cui erano vittime. Si tratta di una donna mandata in cassa integrazione prima di tutti i colleghi maschi.

 

Lo spiega la consigliera. L'altro caso (in un'azienda pubblica), a differenza delle altre dipendenti che si trovavano nella sua stessa situazione, non e' stato rinnovato il contratto a termine perche' incinta. Segnalazioni come queste "negli anni passati erano molto piu' frequenti", fa sapere Nuru. "Ma la crisi fa si' che la persone mettano da parte i propri diritti pur di non perdere il posto".

 

L'anno scorso, infatti, una decina di donne si sono rivolte alla Provincia per denunciare di essere state discriminate perche' in maternita', e per aver subito ingiustizie nell'organizzazione del lavoro. "Accade spesso che, terminata la gravidanza, la donna torni al lavoro e non trovi piu' il suo posto. A volte viene soppressa la sua posizione o le vengono attribuite altre mansioni". C'e' stato addirittura il caso di un papa' "costretto a dimettersi perche' l'azienda non aveva gradito il fatto che si era preso il congedo parentale al posto della mamma, la quale invece non poteva prenderlo". Inoltre, nel 2008, tre lavoratrici si sono rivolte a Nuru perche' vittime di mobbing. Nel 2009,

invece, neanche una.

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