Ravenna, le iniziative della Cgil per la Festa della donna

Ravenna, le iniziative della Cgil per la Festa della donna

RAVENNA - Sono previste diverse iniziative da parte della Cgil in occasione dell'8 marzo; nella mattinata di martedì la Camera del lavoro predisporrà un gazebo, dalle 9 alle 13, in piazza Einaudi per la distribuzione delle mimose. Al pomeriggio l'appuntamento sarà invece dalle 17 alla galleria Ninapì, in via Pascoli 31 a Ravenna, dove sarà proiettato il film documentario di Lisa Tormena "Al lavoro!" che racconta la settimana di spettacoli, laboratori teatrali, concerti, incontri ed azioni di strada promossa dal Teatro Due Mondi/Casa del Teatro di Faenza dedicata al lavoro e, in particolare, alle donne dell'Omsa.


L'evento è organizzato dal comitato promotore "Se non ora, quando? Ravenna" composto da Udi Ravenna, Associazione Femminile Maschile Plurale, Coordinamento Donne Spi Cgil,
Rete delle donne Cgil, Donne in nero, Fondazione Gentes de Yilania, Linea Rosa Ravenna
"Dopo la straordinaria mobilitazione del 13 febbraio - spiega il comitato promotore - che ha visto
migliaia di donne irrompere nelle piazze di 230 città italiane e di numerose città nel
mondo, questo 8 marzo esprime un significato di continuità con le aspettative di cambiamenti
radicali e la voglia di esserci delle donne. Le diverse voci di donne, di slogan, di punti di vista che si sono espressi nelle piazze, la diffusa partecipazione intergenerazionale trovano un territorio comune su cui costruire il cambiamento: basta con una democrazia a "sesso unico" che impedisce una rappresentanza paritaria di donne e uomini ovunque si decida; basta con la concezione distorta dell'immagine della donna ridotta a merce di consumo, oggetto di scambio o risorsa da sfruttare".

 

"C'è una relazione tra un'immagine svilente delle donne nel nostro Paese e il loro ruolo nel
mercato del lavoro - continua il comitato promotore - una donna su due, comprese le giovani generazioni, cerca un lavoro e non lo trova, quelle che lo trovano sono molto spesso marginalizzate, confinate nel precariato, penalizzate nel loro desiderio di maternità. Per le donne permane un'inaccettabile differenza salariale a tutti i livelli ed una generalizzata difficoltà di accesso alle carriere più alte. Dopo una vita di lavoro, la differenza delle pensioni fra uomini e donne penalizza fortemente queste ultime che ricevono un assegno mediamente del 30% inferiore; a livello nazionale la fascia delle pensioni minime è in larga maggioranza occupata da donne".

 

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"Sulle donne si scaricano oggi le pesanti conseguenze di un attacco feroce allo stato sociale che le riconduce dentro casa a sostenere un lavoro di cura sempre più pesante, non riconosciuto né socialmente, né economicamente. E' proprio dentro casa, nel quotidiano e nelle relazioni familiari che lo squilibrio delle relazioni tra i sessi alimenta la violenza maschile che si traduce in violenza psicologica e fisica fino al femminicidio - prosegue il comitato -. La presenza e la parola, le idee, il coraggio e la ritrovata forza collettiva delle donne impongono la difesa delle conquiste guadagnate e attualmente messe in discussione da questo Governo che si regge su sempre crescenti diseguaglianze sociali, illegalità e abusi. Il diritto al lavoro, il diritto all'autodeterminazione, alla libera scelta della maternità, la costruzione di una rete di servizi scolastici, educativi, sociali e sanitari fanno riferimento ai principi di libertà, di civiltà e di uguaglianza su cui si fonda la nostra Costituzione".

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