Ravenna, Legacoop boccia la riforma dei porti

Ravenna, Legacoop boccia la riforma dei porti

Ravenna, Legacoop boccia la riforma dei porti

RAVENNA - Il disegno di legge sul riordino della legislazione in materia portuale, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 aprile "contiene elementi che vanno contro il rilancio della portualita'". E' il giudizio di Legacoop Ravenna, che si dice "delusa" e persino "preoccupata" per alcune misure contenute nel ddl. La prima e' "la soppressione della norma (che era invece contenuta nel testo licenziato dal Senato) che prevedeva l'autonomia finanziaria delle Autorita' Portuali".

 

Allo stesso modo, spiega, "rappresentano un ostacolo le modalita' di nomina del presidente dell'Autorita' portuale, che il ddl pone in capo al Governo, cioe' al ministero dei Trasporti: Legacoop ritiene che questo sia un passaggio che deve vedere coinvolti, attraverso un processo concertativo, Comuni, Province e Camere di Commercio". Se il testo del ddl fosse convertito in legge cosi' come proposto, avverte il responsabile Porto, Rudy Gatta, "le conseguenze per lo scalo marittimo ravennate sarebbero pesanti.

 

Legacoop Ravenna ritiene quindi suo dovere intervenire in tempo per impedire che passi questo testo di riforma". Se e' vero che "migliora in parte l'impianto normativo attuale, la proposta governativa non fornisce risposte all'esigenza di fare chiarezza tra ruoli e compiti dell'Autorita' portuale e dell'Autorita' marittima, aggiungendo al contrario elementi di confusione per quel che riguarda, ad esempio, il delicato tema della sicurezza sul lavoro", afferma. Inoltre, il ddl "non affronta e non risolve in modo organico e stabile il problema del riconoscimento dell'Ima (Indennita' mancato avviamento per la manodopera temporanea portuale) ai lavoratori delle societa'".

 

Dunque, "se l'obiettivo dev'essere il rilancio della portualita', Legacoop Ravenna ritiene che la riforma della legge debba introdurre una norma che conferisca alle Autorita' portuali piena autonomia finanziaria, rendere di fatto obbligatoria la concertazione tra le istituzioni interessate- spiega Gatta- rafforzando il principio per il quale i criteri con cui viene individuata la figura candidata alla presidenza della Autorita' devono essere quelli della comprovata esperienza e competenza in materia e della conoscenza del territorio di riferimento del porto". (Dire)

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