Ravenna, LpR critica le nuove tariffe delle mense scolastiche

Ravenna, LpR critica le nuove tariffe delle mense scolastiche

RAVENNA - Arrivano giovedì in consiglio comunale le linee di indirizzo per le nuove tariffe delle mense scolastiche, che saranno successivamente determinate dall'Istituzione Istruzione e Infanzia. Il consigliere di "Lista per Ravenna" Alvaro Ancisi parla di criteri poco chiari: "Il principio di introdurre il pagamento delle tariffe in proporzione al reddito ISEE delle famiglie, nel nome di una maggiore equità sociale, è senz'altro condivisibile. Il modo con cui se ne chiede il via libera al consiglio comunale è invece discutibile e poco chiaro in più punti".

 

Così Ancisi: "Il reddito ISEE non garantisce di per sé l'obiettivo dichiarato di scaglionare le tariffe sulla base delle "effettive condizioni economiche e familiari possedute da ciascun nucleo". La strada maestra, che andrebbe praticata per tutta una serie di tariffe e di tributi comunali, è quella del quoziente familiare, già applicato da più Comuni, tra cui Parma e Roma. Esso riformula e alleggerisce l'ISEE in proporzione ai carichi che aggravano la sostenibilità economica dei bilanci familiari, quali il numero di persone a carico del nucleo, la presenza di anziani non autosufficienti o di disabili, ecc".

 

"Nel provvedimento proposto al consiglio, non c'è nessuna garanzia che il costo del servizio mensa a carico del Comune sia ripartito in misura equa, e neppure che il Comune non profitti della varietà delle tariffe per riscuotere entrate globalmente maggiori della spesa. Cioè che il Comune voglia non solo ripartire i costi in maniera ritenuta più equa, ma guadagnarci sopra: eventualità per noi inaccettabile".

 

"Esentare dal pagamento dei pasti le famiglie con reddito ISEE superiore a 3.000 euro, da un lato appare molto riduttivo rispetto alla soglia di povertà, dall'altro pone a carico delle famiglie paganti anche il costo di quelle esonerate, che era e sarebbe tuttora dovere del servizio di assistenza economica, facente capo all'ASP, che riceve per questo il finanziamento del Comune. Si impone così, come già per gli asili nido, una specie di solidarietà sociale coatta", conclude Ancisi.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -