Ravenna, Matteucci non cambia idea: "Finanziaria da bocciare"

Ravenna, Matteucci non cambia idea: "Finanziaria da bocciare"

Ravenna, Matteucci non cambia idea: "Finanziaria da bocciare"

RAVENNA - "Di fronte alla pertinace volontà del Governo di non modificarla, confermiamo il nostro giudizio fortemente negativo nei confronti della finanziaria". Lo affermano il Sindaco Fabrizio Matteucci e l'Assessore al Bilancio Alberto Cassani.  "Si tratta infatti di una manovra centralista, iniqua, recessiva, perché è lo Stato a decidere sulle finanze locali e perché ad essere colpite sono proprio, principalmente, Regioni, Comuni e Province su cui si abbatte un taglio complessivo di 14,8 miliardi di euro.

 

"Un taglio di quasi il 65 per cento dell'intera manovra che non potrà che tradursi in una riduzione dei servizi ai cittadini. E' una manovra iniqua perché non chiama ai sacrifici i più ricchi e costringe invece tutti gli altri cittadini, le famiglie e le imprese a fare i conti con una minore disponibilità di risorse e di servizi. E' una manovra recessiva perché non investe in funzione anticiclica e anzi costringe Regioni ed Enti Locali a investire di meno e a non sostenere adeguatamente l'economia del territorio. In particolare, al nostro Comune verranno a mancare 4,8 milioni di euro nel 2011 e altri 8 nel 2012. La gravità di questo taglio (12,8 milioni in 2 anni) si capisce meglio se si considera che ogni anno l'impegno del Comune sui servizi sociali, come trasferimento all'ASP, è di 10 milioni, quello sul comparto culturale è intorno ai 9 milioni, mentre il bilancio dell'Istituzione Istruzione e Infanzia è di circa 15 milioni".

 

"Il tutto - continuano - mentre nel 2011 il Patto di Stabilità interno imporrà a tutti i Comuni, e dunque anche al nostro, l'obiettivo irrealistico di migliorare il saldo del 2007 del 165 per cento. Il mix di tagli e vincoli del Patto di Stabilità produrrà una situazione assolutamente insostenibile per il bilancio comunale. Noi non abbiamo sprechi da tagliare, i cosiddetti costi della politica, quelli per le consulenze e le spese di rappresentanza sono già ai minimi termini. La pressione fiscale peraltro bloccata dalla Finanziaria, è tra le più basse, così come il nostro indebitamento. Abbiamo i conti in ordine e non vogliamo che i nostri concittadini paghino per altri e sopportino tagli nei servizi e negli investimenti. Anche perché la manovra di Tremonti si rende necessaria non solo per fronteggiare le insidie della crisi finanziaria, ma anche perché il Governo ha fatto in questi anni scelte sbagliate che sono costate diversi miliardi di euro all'erario pubblico: dal cosiddetto salvataggio di Alitalia all'eliminazione dell'ICI prima casa, dall'indebolimento della lotta all'evasione fiscale, ai regali per Roma Capitale, Catania e Palermo".

 

"Dunque la manovra va cambiata radicalmente innanzitutto spostando oneri e sacrifici dalle Regioni e dagli Enti Locali allo Stato centrale e premiando al contempo gli Enti più virtuosi. E se non cambia, la manovra va bocciata. L'accordo dell'Anci col Governo non è accettabile perché si limita a spostare l'attenzione sul federalismo fiscale, lasciando ai Comuni la gestione delle conseguenze dei tagli. Tagli così gravi e  sproporzionati da minare alle fondamenta la stessa possibilità di una giusta riforma federalista".

 

"Oggi bisogna invece dire  ‘no' alla manovra, e solo su questo ‘no' potrà poi aprirsi una trattativa con pari dignità sul federalismo fiscale. Anche perché le prime ipotesi sulla cosiddetta ‘service tax municipale'  non lasciano tranquilli e fanno per ora immaginare soltanto una nuova tassa che rischia di essere insufficiente a coprire quelle attuali risorse in entrata che pure dovrebbe sostituire.

Sarebbe davvero paradossale - concludono Matteucci e Cassani -  se la grande opportunità del federalismo fiscale si traducesse per Comuni virtuosi come il nostro in un'altra partita a perdere ....".

 

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