Ravenna, Matteucci ricorda i padri fondatori della città

Ravenna, Matteucci ricorda i padri fondatori della città

RAVENNA - Giovanni Mazzotti,  Giuseppe Fuschini, Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini.

A questi antifascisti ravennati, padri  fondatori della Repubblica democratica italiana, dedichiamo oggi questa targa  nella sala della Giunta Comunale.  Sconfitto il nazifascismo, il problema era come ricostruire l'Italia e dare radici solide ai valori nati dalla Resistenza.

 

Mazzotti, Fuschini, Boldrini e Zaccagnini furono fra i protagonisti di quella  stagione costituente che ebbe il delicato compito di traghettare l'Italia reduce da un lungo e dilaniante periodo di  guerra verso una pace duratura. 

 

Di consolidare quei valori conquistati con  immane sacrificio  e tanto dolore durante la Resistenza.

Questo avvenne grazie al lavoro dell'Assemblea Costituente dopo che la Consulta nazionale italiana, organismo provvisorio istituito con lo scopo di sostituire il parlamento finchè non fosse stato possibile indire elezioni  politiche regolari, le preparò il terreno.

 

Afferma Zagrebelwsky  parlando, in un'intervista,  dello spirito che animò l'Assemblea Costituente: "Allora l'imperativo supremo era la pacificazione. Oggi è, ancora come sempre, il mantenimento della pace".

 

Questa affermazione dell'ex Presidente della Consulta non deve stupire: chi ha vissuto sulla propria pelle la tragedia della guerra è fra i sostenitori più convinti e appassionati della pace.

Mazzotti fu uomo di profonda cultura liberale:  combattè  orgliosamente per tutelare la sua autonomia professionale e di ideali. Venne nominato membro della Consulta nazionale italiana con decreto legge del 22 settembre del 1945, designato dal Partito liberale. Nell'assemblea provvisoria fu assegnato alla Commissione del Lavoro e Previdenza sociale.

Di cultura cattolica  era  Fuschini.

 

Nel 1919 fu tra i fondatori del Partito popolare italiano  e dalla redazione del Popolo combattè con veemenza contro la dittatura nazifascista. Designato dal Partito Democratico Cristiano entrò  a far parte della Consulta con decreto del 22 settembre 1945.  Successivamente venne eletto deputato nella Costituente e, in qualità di componente del  Comitato dei Diciotto, ebbe larga parte nella formulazione e nel coordinamento della Carta Costituzionale.

Boldrini e Zaccagnini sono nel cuore di tanti ravennati.

 

Boldrini lo abbiamo ricordato poco fa, come partigiano e costituente, nella profonda attualità del suo pensiero.  Abbiamo ricordato Zaccagnini a novembre, con grande rimpianto. 

I simboli sono importanti: perché attorno ai simboli una comunità si ritrova per rafforzare  la propria identità.

 

L'identità della comunità ravennate si intreccia strettamente con gli ideali e i valori della Resistenza che  sono diventati i pilastri della  Costituzione. 

 

Si intreccia con le storie di questi antifascisti che  oggi siamo qui ad onorare.

Sono orgoglioso di essere Sindaco della città di Boldrini e Zaccagnini, di Mazzotti e Fuschini.

Sono orgoglioso di essere Sindaco di una città che ha dato un contributo forte ed autorevole alla costruzione della democrazia italiana e alla nascita della Costituzione.

"La Costituzione - sono ancora parole di  Zagrebelsky - è lo strumento attraverso il quale ci diamo una forma di vita comune. Sottolineo comune. Per darsi una Costituzione bisogna riuscire a trascendere se stessi, i propri interessi particolari".

 

Questa è stata la grande forza di quell'esperienza.

Giovanni Mazzotti, Giuseppe Fuschini, Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini fecero questo: misero davanti a tutto il  bene dell'Italia.  Seppero seppero dare valore alla funzione della politica, nel suo significato etico ed etimologico: governare la comunità per il bene di tutti.

Per questo è importante il luogo dove abbiamo deciso di apporre questa targa: la sala dove ogni settimana si riunisce la Giunta Municipale.

 

In questa  sala  si svolge  una delle fasi più importanti dell'attività amministrativa e di governo della nostra città.

Fra queste quattro mura si decidono le azioni per fare crescere la nostra comunità.

Fare il Sindaco è un mestiere  molto bello e impegnativo.

Un buon amministratore deve ascoltare tutti e poi decidere, pensando all'interesse di tutta la comunità  e non agli interessi di pochi.

 

Quella targa avrà il compito di ricordarci questo: che la "politica è bellissima" solo se pensiamo che non ci siamo solo noi, ma ci sono anche gli altri. 

  

Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna

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