Ravenna, Matteucci: "Sbagliato tagliare sulla scuola"

Ravenna, Matteucci: "Sbagliato tagliare sulla scuola"

Ravenna, Matteucci: "Sbagliato tagliare sulla scuola"

RAVENNA - "La prima cosa che bisogna chiedersi è che impatto questo provvedimento può avere sui ragazzi,  sul processo di apprendimento e  di crescita delle persone che stiamo formando e che sono il futuro del nostro Paese". Lo afferma Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna, a proposito dei tagli alla pubblica istruzione apportati dal ministro Mariastella Gelmini. "C'è un problema reale  di inadeguatezza crescente della preparazione dei nostri ragazzi", a cui occorre dare risposta. 

 

"La scuola materna a Ravenna? Quelle comunali sono a posto ma quelle statali no - fa notare Matteucci -. Mancano le insegnanti per garantire il funzionamento di tre nuove sezioni di scuola per e il completamento di altre nove sezioni. Chi coprirà il diritto di quei bambini di frequentare la scuola materna? Nelle liste d'attesa ci sono 200 bambini". 


"Le scuole elementari hanno altri problemi: niente maestro di inglese, no alle insegnanti che lavorano insieme, nessuna nuova classe di tempo pieno - aggiunge il sindaco -. E la scuola media? Nessun tempo prolungato, niente indirizzo musicale nelle scuole del nostro territorio. Tagli su tagli alla scuola, al bene più prezioso: l'istruzione".


"E poi ci sono il taglio del 25 per cento delle risorse per le pulizie e la montagna di debiti (7,3 milioni di euro nella provincia di Ravenna) che il Ministero ha con ogni singola scuola - conclude il sindaco -. E infine, per ora, è di ieri l'ultima genialata: ritardare al primo ottobre  l'apertura delle scuole. Questa proposta del senatore del Pdl Costa ha incontrato il favore del Ministro Gelmini. Ci saremmo aspettati che, partendo da questo dato, il Governo prendesse spunto per assumere misure rivolte ad arricchire l'offerta scolastica, non a diminuirla. Prima è stata abbassata l'età dell'obbligo scolastico. Ora si discute di ridurre l'anno scolastico. E' così che stiamo formando la futura classe dirigente italiana? Non sono d'accordo, non possiamo disinvestire sulla scuola". 

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