Ravenna, Matteucci scrive a Berlusconi: "Promessi tanti soldi, non abbiamo visto un euro"

Ravenna, Matteucci scrive a Berlusconi: "Promessi tanti soldi, non abbiamo visto un euro"

Ravenna, Matteucci scrive a Berlusconi: "Promessi tanti soldi, non abbiamo visto un euro"

"Ravenna è uno dei centodiciassette capoluoghi di Provincia italiani, il secondo comune d'Italia per ampiezza del suo territorio ed una città bella ed operosa impegnata nell'iter per la candidatura a Capitale Europea della Cultura". Inizia così la lettera che il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha inviato al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "In questi anni ci siamo dati da fare - ha detto il primo cittadino - il Governo no: dei soldi promessi i ravennati non ne hanno visto uno".

 

Matteucci ha poi chiuso ironicamente la lettera al Presidente del Consiglio: "Allego a questa lettera una cartina geografica dove, per Sua comodità, ho evidenziato Ravenna con un asterisco perché Lei possa vedere meglio e rendersi conto che Ravenna c'è".

 

 

 

Questo il testo completo della lettera inviata da Fabrizio Matteucci a Silvio Berlusconi:

 

Signor Presidente del Consiglio, On Silvio Berlusconi,

Le scrivo questa lettera per rammentarLe che Ravenna c'è. 

 

E' uno dei centodiciassette  capoluoghi di provincia italiani, è il secondo comune d'Italia per ampiezza del suo territorio ed  è una città bella ed operosa impegnata nell'iter per la candidatura a Capitale europea della Cultura.

Una città con un'economia multisettoriale che va dall'industria chimica al turismo.

Grazie ad istituzioni serie, al senso di responsabilità dei cittadini, all'intraprendenza degli imprenditori e ad un tessuto sociale coeso e solidale, abbiamo affrontato con coraggio la crisi e gli effetti sulla nostra comunità che continuano a farsi sentire soprattutto sulle famiglie. 

 

In questi anni non siamo stati con le mani in mano.

Tutti insieme abbiamo pensato al nostro futuro.

Pubblico e privato hanno dato vita a progetti importanti che potranno segnare una svolta per la nostra economia, promuovendo nuovi investimenti e nuova occupazione.

Pubblico e privato hanno fatto la loro parte. 

 

Il Governo ancora no.  I suoi Ministri e i loro Sottosegretari hanno detto e scritto che sarebbero state disponibili quelle risorse dello Stato senza le quali tutti i nostri sforzi sarebbero inutili.

Finora però la comunità ravennate non ha visto un soldo.

C'è un'intesa tra il Governo e la Regione Emilia - Romagna, aggiornata nell'agosto del 2008, nella quale l'hub portuale e la piattaforma logistica di Ravenna sono considerate infrastrutture di carattere strategico, e c'è un impegno a finanziare le relative opere per 250 milioni di euro.

 

Il 22 settembre del 2010 le istituzioni locali, insieme al Presidente della Regione Emilia - Romagna, Vasco Errani, hanno incontrato il Ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.

Nel corso di quella riunione,  il Ministro si era impegnato a rendere disponibile, entro la fine del 2010, una prima tranche di 70 milioni di euro da destinare all'approfondimento dei fondali del porto di Ravenna fino a  - 14,50 metri.

 

Questo  finanziamento è in grado di sbloccare gli investimenti dei privati interessati a realizzare a Ravenna il nuovo terminal container e che hanno già firmato, a questo proposito,  un accordo fra di loro.

Il nuovo terminal  rappresenta per la nostra città il principale progetto di sviluppo dei prossimi anni ed è già previsto nel nuovo piano regolatore portuale.

Stiamo quindi parlando di un progetto cantierabile che potrebbe essere operativo già entro i prossimi quattro anni.

 

E Lei sa meglio di me quanto la tempestività degli investimenti sia decisiva per la loro efficacia.

Invece sono passati sette  mesi dall'incontro con il Ministro Matteoli, e  di quei 70 milioni non abbiamo visto neanche l'ombra.

 

Ma con le risorse che lo Stato si è impegnato a dare a Ravenna,  potrebbero partire altri progetti anch'essi legati allo sviluppo del porto e allo sviluppo di tutta la nostra  economia.

 

Abbiamo promosso un project financing per realizzare il  collegamento stradale e ferroviario tra la Statale Adriatica e la Statale Romea in bypass del Canale Candiano, la via d'acqua che collega la città al mare e lungo la quale si sviluppa il  porto di Ravenna.

 

Le risorse previste dall'intesa Governo - Regione servono per fare finalmente il bando e assegnare la concessione per la realizzazione e gestione dell'opera.

Così come dobbiamo portare a  quattro corsie la cosiddetta Romea Dir che collega il porto con il raccordo autostradale e che oggi, a sole due corsie, rappresenta un imbuto dannoso per l'economia portuale e pericoloso per chi la percorre.

 

Così come attendiamo da mesi che l'Anas  realizzi l'ammodernamento della strada Classicana che collega il porto alla Statale Adriatica.

Ed infine il Consiglio comunale ha recentemente approvato il Piano operativo tematico su un'importante area per la logistica portuale che attende risorse pubbliche per  fare partire gli investimenti previsti dai privati che avrebbero già previsto di insediarvisi.

 

Ma c'è un'altra vicenda, mi consenta Presidente,  rispetto alla quale dobbiamo denunciare con forza il mancato rispetto degli impegni assunti dal  Governo nei confronti di Ravenna.

Riguarda la riqualificazione del sito industriale della ex raffineria Sarom.

Abbiamo raggiunto a livello locale un importante accordo con l'Eni  per la nascita,  in quel comparto, di un nuovo polo per la cantieristica e i servizi alla nautica da diporto.

 

Abbiamo una quarantina di manifestazioni di interesse di cantieri e imprese della nautica disponibili ad insediarsi in quella che abbiamo chiamato la "Cittadella della Nautica".

 

Il Consiglio comunale ha già approvato il masterplan e si attendono i 23 milioni che il Ministero dello Sviluppo economico si era impegnato a trovare per la realizzazione del progetto, essendo uno dei pochissimi cantierabili fra quelli ammessi alla procedura prevista dalla legge per la riqualificazione dei siti inquinati.

Signor  Presidente del Consiglio, questi progetti sono bloccati. 

 

Il  mancato rispetto degli impegni assunti dal Governo rischia di rendere inutili gli sforzi che  in questo territorio, pubblico e privato insieme, hanno fatto in questi anni per rendere concreti quei progetti che possono davvero segnare la svolta per la nostra economia, per le nostre imprese, per l'occupazione dei nostri giovani.

Ci è sempre stato detto che i coraggiosi, anche e soprattutto in periodi di crisi, non smettono di fare progetti e di investire per essere pronti, per essere i primi a ripartire.

 

Ebbene, noi abbiamo fatto esattamente così, ma abbiamo bisogno ora che questo  nostro sforzo, questo nostro lavoro, questo nostro impegno siano  riconosciuti, valorizzati e  sostenuti.

Non chiediamo l' elemosina: non ne abbiamo bisogno.  Vogliamo, semplicemente  le risorse che lo Stato si è impegnato a darci,  perchè è anche in virtù di quell'impegno che abbiamo fatto la nostra parte.

Adesso è  giunto il momento che il Governo faccia la sua e che non si ricordi di Ravenna solo quando si ipotizza come sito per un'eventuale centrale nucleare.

 

Ipotesi che questa comunità respinge con forza.

 

Siccome so che Lei Presidente è una persona spiritosa, allego a questa lettera una cartina geografica dove, per Sua comodità, ho evidenziato Ravenna con un asterisco perché Lei possa vedere meglio e rendersi conto che Ravenna c'è.

 

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Fabrizio Matteucci

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Purino.

  • Avatar anonimo di AUI
    AUI

    Alè, adesso che il nostro Sindaco ha esternato (curiosamente, in prossimità delle elezioni; perché non uno, due anni fa?!), il Presidente del Consiglio avrà i suoi grattacapi: altro che guerra in Libia, rapporti con la Francia, Ruby, toghe rosse ecc ecc... Di certo, il nostro Primo Cittadino avrà così il merito di far cadere il Governo nazionale... sì, sì... Piuttosto di preoccuparsi degli stanziamenti di Roma che non arrivano, che ne dici di spendere le tasse che i suoi concittadini direttamente pagano al Comune, per la manutenzione? Una città dignitosa sarebbe un bel viatico a capitale della cultura, a cui tanto aspiriamo!

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