Ravenna: meningite, migliorano le condizioni della 13enne

Ravenna: meningite, migliorano le condizioni della 13enne

Ravenna: meningite, migliorano le condizioni della 13enne

RAVENNA - Continua il miglioramento delle condizioni cliniche della ragazzina colpita da sepsi meningoccica, tuttora ricoverata nel reparto di Pediatria dell'ospedale di Ravenna. Martedì il Laboratorio Analisi ha confermato dell'avvenuto isolamento del germe responsabile dai campioni biologici: si tratta di Meningococco di " gruppo Y ", un ceppo rinvenuto molto raramente in casi analoghi in Italia ma che in altri paesi occidentali sta emergendo.

 

Nel frattempo l'Ausl di Ravenna, in una nota, ha ritenuto opportuno fornire ulteriori informazioni circa l'accaduto, in particolare ai genitori che non avessero potuto intervenire all'incontro del 30 dicembre scorso presso il CMP di Ravenna.  Nella mattinata del 30 dicembre il Servizio Igiene Pubblica ha ricevuto dal Pronto Soccorso dell'Ospedale di Ravenna una segnalazione riguardante una ragazza di 13 anni che, dopo una consulenza infettivologica, è stata ricoverata in gravi condizioni  presso il reparto di Rianimazione con diagnosi di sospetta "sepsi meningococcica".

 

Il Meningococco è un batterio che si localizza a livello del naso-faringe. Il tempo di incubazione varia da 2 a 10 giorni con media di 3-4 giorni. Se ne conoscono 13 tipi diversi anche se non tutti responsabili di casi di malattia umana. Nel nostro paese sono prevalenti i ceppi B e C. L'infezione decorre nella maggior parte dei casi in maniera subclinica, ma in presenza di alcune condizioni predisponenti può causare la malattia. Percentuali del 5-10% di soggetti possono essere portatori asintomatici e meno dell'1% dei soggetti colonizzati sviluppa una malattia invasiva. Il batterio si trasmette per contatto diretto e ravvicinato ( a meno di 1 metro e per tempi prolungati )attraverso goccioline nasali e faringee emesse da soggetti portatori parlando, tossendo o starnutendo. Il rischio quindi è che persone che abbiano avuto contatti stretti con l'ammalato possano essersi colonizzati.

 

In questi casi, al fine di interrompere la probabile diffusione del batterio devono essere individuati tempestivamente e sottoposti a profilassi farmacologica tutti coloro che hanno avuto contatti stretti con la persona ammalata nei 10 giorni precedenti l'esordio della malattia. Quello che ci si propone è di interrompere la catena di trasmissione della malattia.

 

Per "contatto stretto" si intende chi nei giorni immediatamente precedenti,  è venuto direttamente a contatto con l'ammalato per un tempo prolungato, come i familiari conviventi, i compagni di classe, gli insegnanti e tutte le persone che per qualche motivo gli sono state vicine (a meno di un metro di distanza e per un tempo sufficientemente lungo).

 

Nel caso in oggetto, nonostante il periodo di festività Natalizie già nella stessa mattinata in cui la ragazza era stata visitata al Pronto Soccorso (30.12), i Servizi della Prevenzione hanno individuato il primo gruppo di contatti a rischio. In particolare sono stati contattati i compagni e gli insegnanti della stessa classe, i compagni della squadra sportiva in cui militava la ragazza più numerose altre persone che per ragioni di amicizia o parentela avevano avuto nei dieci giorni precedenti la comparsa dei sintomi (29 dicembre), contatti ritenuti a rischio.

 

Alle ore 15.00 della stessa giornata personale medico del Servizio Igiene Pubblica e del Servizio Pediatria di Comunità, in accordo con il Dirigente scolastico ha organizzato un incontro c/o la sala riunioni del CMP di Ravenna durante il quale è stato  illustrato l'accaduto e si è  risposto a tutte le domande  formulate da genitori ed adulti chiarendo dubbi e perplessità.

 

E' stato inoltre chiarito che pur non essendo al momento ancora disponibili i risultati degli esami di laboratorio era comunque opportuno intervenire vista la gravità della patologia e si provvedeva a sottoporre a  profilassi farmacologica le persone presenti classificate come contatto a rischio. Al termine della giornata sono risultati profilassati 80 soggetti di cui 16 operatori sanitari che avevano prestato assistenza alla giovane.

 

Contemporaneamente è stato emanato un comunicato stampa nel quale oltre a sintetiche informazioni veniva fornito un numero telefonico a cui potersi rivolgere per ulteriori informazioni. Il giorno successivo, giovedì 31 dicembre, i Servizi Igiene Pubblica e Pediatria di Comunità hanno continuato ad eseguire la profilassi a chi non aveva partecipato all'incontro del pomeriggio precedente o a coloro che successivamente avevano ricordato  un precedente contatto a rischio. Complessivamente sono state sottoposte a profilassi farmacologica 106 persone.

 

Nei giorni successivi le condizioni cliniche della giovane sono proseguite in continuo miglioramento e lunedì la stessa è stata dimessa dal reparto di rianimazione e trasferita nel Reparto di Pediatria per continuare le cure del caso. Martedì il Laboratorio Analisi ha confermato dell'avvenuto isolamento del germe responsabile dai campioni biologici: si tratta di Meningococco di " gruppo Y ", un ceppo rinvenuto molto raramente in casi analoghi in Italia ma che in altri paesi occidentali sta emergendo.

 

Per questo ceppo come per gli altri sia la terapia che la profilassi sono comunque  le medesime. Per quanto riguarda i provvedimenti sull'ambiente ( Scuola,Abitazione,Palestre,ecc.....) data l'estrema labilità del meningococco non è necessaria alcuna pratica di disinfezione degli ambienti essendo sufficienti le normali operazioni di pulizia e arieggiamento dei locali interessati.

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