Ravenna, mercoledì il sindaco intervista il direttore de "La Stampa"

Ravenna, mercoledì il sindaco intervista il direttore de "La Stampa"

Ravenna, mercoledì il sindaco intervista il direttore de "La Stampa"

RAVENNA - Nell'ambito della rassegna I Mercoledì della Piazzetta mercoledì 25 agosto, alle 21 al bagno ristorante La Piazzetta di Marina di Ravenna (via Lungomare 76), viene presentato il libro di Mario Calabresi, direttore del quotidiano La Stampa, "Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo". Sarà presente l'autore, che verrà intervistato dal sindaco, Fabrizio Matteucci, sui temi trattati dal testo e in generale su quelli di stato ed etica.

 

Scheda sul libro "Spingendo la notte più in là"

È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi, padre di Mario Calabresi, cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La storia dell'omicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Mario Calabresi racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, l'esistenza delle "altre" vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: c'è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l'oblio collettivo; e c'è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all'improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi.

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