Ravenna, modifiche allo statuto del Consorzio del Parco della Vena del Gesso

Ravenna, modifiche allo statuto del Consorzio del Parco della Vena del Gesso

RAVENNA - Il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza - favorevole l'Udc ma contrari AN-PdL e FI-PdL - alcune modifiche allo statuto del Consorzio di gestione del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola.

 

"Le modifiche statutarie - ha spiegato l'assessore provinciale ai parchi, Eugenio Fusignani. - prendono atto dello scioglimento delle Comunità Montane dell'Appennino Faentino e della Valle del Santerno. La prima è stata trasformata nell'Unione dei Comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme, le funzioni della seconda sono confluite nel Nuovo Circondario Imolese. Le altre modifiche riguardano l'effettiva durata del comitato esecutivo che, eletto dai rappresentanti della maggioranza degli Enti a elezione diretta, rimane in carica per 5 anni e fino alla scadenza del mandato amministrativo della maggioranza degli Enti. Sarà soppresso dal testo statutario, tra le attribuzioni al Presidente del Consorzio, la nomina del Vice Presidente. Inoltre si prevede il rimborso chilometrico a favore dei componenti del Comitato Tecnico-Scientifico; al Direttore sarà affidata la competenza al rilascio del parere di regolarità tecnica sugli atti in caso di assenza del Responsabile del Servizio competente. Il Comitato tecnico-scientifico, rispetto agli altri organi consultivi è  un organo con funzioni propositive. La legge istitutiva del Parco è del 2005 ma il Comitato Esecutivo si è insediato solo nel 2009. L'adeguamento statutario rappresenta l'occasione per apportare correttivi al precedente strumento che aveva  ignorato, nelle consulte obbligatorie, la rappresentanza di alcune associazioni e di portatori d'interesse. Dunque un'operazione improntata alla massima trasparenza e correttezza, nell'interesse dei territori e dei fruitori del Parco. Il Parco è una realtà viva che necessita di essere gestita al meglio come avviene puntualmente. Il Comitato Esecutivo non percepisce nessun emolumento e , attraverso apposite convenzioni con gli enti consorziati, si sono evitati costi sul personale. Un esempio di corretta gestione amministrativa per il rigore nei conti e per l'assenza di sprechi nei costi di gestione."

 

Nel corso del dibattito sono intervenuti:

Marta Farolfi, AN-PdL: "Lo statuto, approvato nel 2008, prevedeva un numero elevato di organi consultivi per ovviare alla mancanza di democrazia, voluta dagli enti locali nella fase di istituzione del parco. Lo statuto non prevedeva rimborsi chilometrici perché si voleva dimostrare che la gestione del parco non sarebbe stata onerosa per i cittadini. Tanti organi consultivi servivano solo a gettare fumo negli occhi ai più ingenui perché il loro parere è obbligatorio ma non vincolante. Il potere di gestione è infatti nelle mani del solo consiglio. Per questo motivo non si è arrivato all'accordo con le associazioni agricole. Intorno alla gestione del parco ruotano 52 persone (una delle modifiche allo statuto le porta da 43 a 52) di queste più della metà non  può incidere sulle decisioni. Come mai questo rimborso chilometrico ai componenti del comitato tecnico-scientifico non era stato previsto nella stesura originale? Il parco è stato approvato in Regione a febbraio 2005 e quindi c'era tutto il tempo per fare gli opportuni adeguamenti. Di questo passo, la prossima volta, ci sentiremo dire che è giusto prevedere un rimborso anche per gli altri organi consultivi altrimenti sarebbero discriminati rispetto al comitato tecnico-scientifico."

 

Francesco Morini, capogruppo Udc ha così motivato il voto a favore: "Con questo atto ci si augura che il Parco decolli finalmente come fattore di sviluppo delle attività economiche collinari, superando nei fatti le tante perplessità generate."

 

Il capogruppo Roberto Bolognesi (misto) e i consiglieri Valeriano Solaroli e Guido Fabbri (Pd) hanno invece preannunciato il proprio voto favorevole.

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