Ravenna, moria di pesci nella Valla della Canna. Si procede al salvataggio

Ravenna, moria di pesci nella Valla della Canna. Si procede al salvataggio

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RAVENNA - L'assessorato all'ambiente del comune di Ravenna si è attivato per un intervento d'emergenza dopo la moria di pesci che si è verificata nei giorni scorsi nella Valla della Canna, interessata dal 7 giugno scorso da un intervento di parziale prosciugamento finalizzato al risanamento dei fondali. Sul posto sono stati fatti  arrivare dei mezzi per aprire una "pista" allo scopo di realizzare nelle vicinanze buche salvapesce e di consentire l'accesso a mezzi dotati di cisterne.

 

L'obiettivo è trasferire i pesci nei canali Fossatone e Via Cerba.  "Stiamo continuando a lavorare in queste ore per il salvataggio dei pesci anche con l'ausilio di volontari.  Andremo avanti fino a quando il problema non sarà superato - dichiara l'assessore Guido Guerrieri. Colgo l'occasione per precisare - aggiunge - che l'obiettivo principale dell'operazione è il risanamento di tutto l'habitat della valle della Canna, dove i pesci sono solo una delle componenti. Puntiamo a tutelare e soprattutto favorire la reintroduzione di specie faunistiche più significative dal punto di vista naturalistico, le stesse che in passato hanno reso la valle della canna un luogo importante a livello comunitario".

 

LA MORIA DELLE CARPE - Nei giorni scorsi, durante i lavori  l'acqua è stata fatta defluire da una paratoia posta sul lato nord di Valle della Canna, che scarica nel canale Rivalone. Con il progressivo deflusso dell'acqua, il pesce, in grande prevalenza carpe, si sarebbe dovuto radunare nella parte nord ovest della valle, più profonda, e nel canale sublagunare posto sul lato ovest. In realtà molto del pesce presente si è invece ammassato nella parte sud est del bacino, causa la immissione in quel punto di acqua "fresca" derivante da una vecchia paratoia in disuso e che si è scoperto solo in questi giorni, in seguito all'abbassamento dei livelli idrici, essere malfunzionante.

 

Il manufatto collega Valle della Canna con la canaletta "ANIC" e immette acqua proveniente dal Lamone. Il pesce ha dunque risentito del richiamo dell'acqua e si è trovato intrappolato a ridosso della paratoia stessa e nei canali sublagunari ad essa adiacenti, anche perché l'abbassamento dei livelli idrici inizialmente programmato ha isolato questa zona dalla parte nord della valle ancora allagata.

 

Come si diceva, i pesci morti che si vedono nei pressi della paratoia, sono per la quasi totalità carpe, una specie non protetta e presente con esemplari di taglia molto grande, ed in numero di gran lunga superiore a quanto si poteva supporre, non essendo prede di altri esemplari. Le carpe sono sono considerate fattore di squilibrio nell'ecosistema e probabilmente hanno contribuito a compromettere il fondale poiché si cibano sia di organismi animali che di sostanze vegetali presenti sul fondo e di qualsiasi tipo di detrito organico. Durante la ricerca del cibo smuovono molto materiale intorbidendo l'acqua e facendo salire a galla bollicine di gas formatesi nel fondale danneggiando dunque la vegetazione sommersa.

 

Per far fronte a questa situazione di crisi si è immediatamente chiusa la paratoia di deflusso già dal 27 giugno per evitare ulteriori abbassamenti del livello. Contemporaneamente l'immissione di acqua dalla paratoria malfunzionante ha prodotto un leggero ma importante rialzo del livello idrico. Le operazioni vengono svolte in accordo con il Parco del delta del Po e con la Provincia secondo le rispettive competenze.

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